LA NAZIONE E IL MITO

Non v’è nazione senza Mito, non v’è Mito senza Nazione

Essi sono contigui, essendo entrambi fondati sul Sangue, un connubio che tenta in ogni modo di risalire  all’Età aurea sfruttando la propria forza centripeta.

Entrambi al contempo umani e divini, poiché fondate sul Vir-Eroe (uomo e virtù) che ne è protagonista e sul Dio (o sugli Dei) che ne segnano il tracciato.

Riprendendo le parole del grande Rutilio Sermonti, è necessario che venga ristabilito, al giusto tempo, l’ordine cosmico destabilizzato per rifondare la Nazione, che nel nostro caso non può non avere un orizzonte chiaramente europeo.

Per farlo, senza entrare in contraddizione con l’ordine stesso, è necessaria una sorta di “prometeismo naturale”, un Mitomodernismo con l’Uomo che, in un rapporto continuo e non sottomesso, si interfaccia costantemente con il piano divino.

La necessità principale infatti per la rinascita di Mito e Nazione sta proprio qui, ovvero nel riportare l’aspetto spirituale ed extratemporale nella vita di ogni giorno, lasciandosi alle spalle la netta separazione tra i due di stampo ateistico.

Risulta imprescindibile perciò, in quest’ottica, rifondare da capo una nuova società, basata su quel socialismo di superuomini in grado di coniugare Nietzsche e Sorel.

Cristiano Mazzonello

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