PENSIERI CORSARI

CRONACHE DELLE SFIDE PRESENTI

Secondo Martin Heidegger a far paura non è essenzialmente l’irruzione della tecnica, quanto l’inadeguatezza umana davanti a questa irruzione. La sterilità dell’antagonismo prima ancora che dai numeri impietosi dei risultati elettorali, si spiega con l’evidenza per cui tutta la costruzione del dissenso avviene dai mezzi della comunicazione prodotti dallo stesso sistema: l’accesso alla conoscenza si forma attraverso gli stessi apparati dai quali dissentire, con l’illusione di essere diventati acuti osservatori, capaci di aver decifrato un codice segreto nemico, segni e indizi sparsi di un complotto perennemente operante. 

Kulturaeuropa, talvolta è stato necessario ribadirlo, si è data invece come mission quella del tutto avventurosa ed accelerazionista di cavalcare la tigre, di far quadrare il cerchio verso inedite geometrie e di danzare sui vulcani della complessità. Uscire in pratica dalla comfort-zone dell’autoreferenzialità.

Nel penultimo numero di Polaris erano già state snocciolate cifre interessanti sulla nostra situazione nazionale riguardo i porti: Gioia Tauro è al 35° posto tra i mille porti container mondiali. Implementare le risorse infrastrutturali del Sud Italia sarà fondamentale per attenuare il divario col Nord e per coagulare sempre meglio quell’unità nazionale che troppi distratti danno per scontata ma che scontata non è, e che nella sostanza, vede coesistere due italie troppo distanti tra loro. Il ripensamento della dipendenza verso la Russia e la progettazione di nuove rotte energetiche che attraverserebbero il Sud Italia, potrebbero consegnarci una rilevanza geopolitica inedita come nuovo hub energetico europeo. Batterie ad alta capacità verranno aumentare del 400% la loro domanda, ma occorre non solo utilizzarle ma anche saperle produrre. Di eccellenze ne abbiamo. La società MERMEC presente in 71 Paesi del mondo curerà la diagnostica della metropolitana di Singapore, capitanata dal Cavaliere del Lavoro Vito Pertosa, ha firmato nel Paese, contratti per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro. La metropolitana di Singapore – Mass rapid transit di Singapore (SMRT) – è infatti notoriamente tra i sistemi di trasporto urbano più sicuri ed avanzati al mondo.

Un robot già può farsi carico di dieci volte la produzione giornaliera di un essere umano, ma bisogna ri-creare le funzioni tecniche necessarie per lo sviluppo di alta robotizzazione ed immaginare come ri-creare posti di lavoro che l’automazione necessariamente eliminerà, nonostante qualsiasi tentazione luddista.

La connessione della rete dei trasporti per le future auto con guida autonoma, secondo studi recenti dovrebbe far diminuire del 90% gli incidenti stradali dato che non si tratterebbe di milioni di mezzi “individuali” che viaggiano ma di un sistema che li connette contestualmente nella dimensione del traffico.

Nel saggio di Yuval Harari 21 Lezioni per il XXI Secolo, che ho commentato nel mio ultimo Bollettino Malpensante su Radio Kulturaeuropa ▶ BOLLETTINO MALPENSANTE – IL LAVORO E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE (spreaker.com), viene esposto con notevole acutezza quale sarà l’impatto della Intelligenza Artificiale sul lavoro (nel prossimo BM commenteremo il capitolo sulla Libertà). Ebbene, al netto sia di pessimismi catastrofistici che di ottimismi ingenui, vi sarà un dato intorno al 2050 del tutto inedito nella storia delle passate metamorfosi prodotte dall’automazione: se fino ad oggi la macchina ha potuto competere con la capacità fisica degli esseri umani stravincendo, mai aveva potuto fare meglio dell’uomo nel campo delle sue capacità artistiche, creative, cognitive, ermeneutiche, di elaborazione dati, di apprendimento e decisione. Pertanto l’impatto non sarà come un anno zero da cui ripartire adeguando il mercato del lavoro ad una nuova epoca che rimpiazza per secoli quella passata, ma “una cascata di cambiamenti continui e repentini” che travolgerà anche la stessa idea di sindacalizzazione della rappresentanza del lavoro. Tutto questo non realizzerà i sogni sciocchi vagheggiati dall’utopismo egualitario, ma una inedita quanto netta gerarchia, una nuova aristocrazia del lavoro, fatta di soggetti estremamente competenti e resistenti, dato che dovranno saper reinventarsi ogni dozzina di anni, laddove per le masse vi sarebbe una forma inedita di irrilevanza sociale. Destino (forse) ineluttabile a meno che non si esca dal paradigma della competizione con le macchine, accettandone il ruolo dominante con l’imprevedibile recupero di stili di vita oggi ritenuti poco meritevoli di un reddito. Insomma se la civiltà degli algoritmi predittivi toglierà o aumenterà la libertà e la decisione agli uomini o se li potenzierà, dipenderà ancora dal saper essere pronti ad incarnare quella forma dell’artefice che Ernst Junger descrisse nella sua opera Der Arbeiter.

Se il 5G può mantenere connessi contestualmente un numero di dispositivi per una potenza dieci volte più grande rispetto ad ora, nonostante la deriva terminale di certa destra che si porrà certamente di traverso alimentando la fumettistica del disagio, sarà necessario cavalcare questa novità dirompente. Già in Cina come ricordato dalla rivista Civiltà delle macchine, col 5G è stato possibile mettere in contatto robotico un grande chirurgo con un paziente distante migliaia di chilometri con un evidente superamento delle logiche campanilistiche (da noi molto presenti) della vicinanza fisica degli uffici e dei presidi. La città del futuro avrà necessità di assestarsi in una nuova territorializzazione di flussi informatici più che di sedi specifiche o di filiali di aziende. Aver “scoperto” lo smart working è stata un’esperienza iniziatica dovuta alla pandemia: non ci si era accorti che molti lavori che si svolgono con costi enormi di risorse e di tempo, potevano e potrebbero essere svolti anche da migliaia di chilometri di distanza dalla casa madre. Se avessimo o se avremo la fibra ottica diffusa come lo fu la linea telefonica, anche in un borgo semi-disabitato della zona appenninica potremmo avere uno spicchio della Silicon Valley o meglio, come ha sostenuto l’ingegner Emanuel Mazzilli (nell’evento Extramuros tenuto a Teramo) che lavora proprio lì da anni: “Ogni luogo potrebbe diventare come la Silicon Valley”. Vi è un altro elemento che potrebbe concorrere col precedente: il reshoring è fenomeno opposto alla delocalizzazione, fenomeno che già ha visto il ritorno in patria di settori per accorciare la filiera produttiva entrata in crisi con la pandemia, lavori di un certo livello che apparentemente non ci sono nei luoghi considerati arretrati, potranno emergere con più chiarezza ed essere svolti in luoghi frettolosamente abbandonati e considerati ormai marginali.

Se biotecnologia e neuroscienza già immaginano mani artificiali che si muovono con articolazioni attivate dal pensiero e algoritmi biochimici che richiamano terapie psicologiche attraverso melodie musicali, Elon Musk ha annunciato durante l’evento Neuralink Show and Tell: “Stiamo lavorando sodo, prima di inserire un chip in un essere umano vogliamo essere sicuri che funzioni alla perfezione…” tra queste c’è l’interfaccia per chip cerebrali che potrebbe consentire ai pazienti disabili di muoversi e comunicare di nuovo. Un impianto con fili ed elettrodi, grande circa come una moneta, che può essere installato nel corpo umano e legge le onde cerebrali, che poi vengono interpretate e tradotte da un dispositivo esterno in collegamento wireless. Il prodotto di Neuralink che si occupa invece della vista, potrebbe aiutare chi ha difficoltà visive o addirittura i ciechi dalla nascita a tornare a vedere.

Su Civiltà delle macchine tra i principali obiettivi che l’Italia dovrebbe raggiungere entro la fine del 2022, ovvero tra pochi giorni, per ottenere una ulteriore tranche degli aiuti europei rientra a pieno titolo la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Infatti, in base agli impegni assunti con la UE, gli obiettivi di crescita digitale, di modernizzazione della P.A. e di rafforzamento della capacità amministrativa del settore pubblico sono considerati una delle principali priorità per il rilancio del sistema Paese da parte del PNRR. è indispensabile, in modo particolare, garantire la sicurezza cibernetica del nostro Paese, quanto mai necessaria in questo periodo. A questo proposito, viene dedicato, per il raggiungimento dell’obiettivo, un articolato investimento che prevede, tra le altre iniziative in programma, l’istituzione della nuova Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
Nel quadro della realizzazione del PNRR a livello di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, inoltre, viene stanziato un ulteriore investimento volto a migliorare le competenze digitali di base dei cittadini italiani al fine di poter superare il “digital divide”, ovvero il divario esistente nel nostro paese tra chi ha un accesso adeguato ad internet e chi, invece, anche per propria scelta, non ne usufruisce.

Con lo internet of things (IOT) avremmo confezioni che avvisano quando il prodotto sta per scadere, sveglie che cambiano orario a seconda del traffico nel tragitto dei mezzi che ci porterebbero al lavoro e teletrasporti quantistici attraverso l’uso dello entanglement che è una correlazione misteriosa ma riscontrata tra elementi lontani che conservano una sorta di memoria l’uno dell’altro.

È in cantiere la rete europea di comunicazione quantistica Euro QCI ossìa l’internet del futuro; questa nuova industrializzazione dovrà contare sulla forza di imprese europee. Quello su cui l’Europa si sta concentrando è – come ricordato dal Corriere della Sera – l’integrazione fra il computer tradizionale (non ancora completamente sostituibile) e quello quantistico: una macchina ibrida, potenziale successore di Leonardo, potrebbe prendere vita entro il 2026…Siamo all’inizio di tanti di quei fenomeni immaginati dagli scrittori di fantascienza. Essere nello stesso posto contemporaneamente, una capacità di calcolo illimitata, captare i cambiamenti più infinitesimali nello stato della materia. L’internet dei quanti porterà ad un’intelligenza diffusa che controllerà la nostra salute, le nostre case, le città, i sistemi di trasporto e le fabbriche, ci aiuterà a vivere meglio e a consumare meno energia. L’Europa si sta dimostrando la protagonista di questa nuova rivoluzione scientifica.

Gli USA rappresentavano nel 1990 il 37% di produzione di semiconduttori mentre oggi solo il 10%. Se oggi il 60% del litio e l’80% del cobalto sono raffinati dalla Cina, nella Valle del Reno sono stati rinvenuti nuovi giacimenti cospicui di litio che potrebbero assicurare autonomia per decenni al nostro continente per progettare infrastrutture digitali senza la necessità di dipendere da altri blocchi geopolitici. Se la grande transizione digitale ed ecologica spinge al protezionismo degli Stati, in questa grande transizione l’economia globale dipende per il 92% dalle sole imprese taiwanesi per la produzione di chip. Tutto ciò rende evidente che la questione taiwanese non dovrà essere solo una resa dei conti tra americani e cinesi, ma sarà di vitale importanza per l’Europa inserirsi in chiave militare e diplomatica in quello scenario.

La BCE dal 2015 ha triplicato il suo attivo detenendo il 40% del debito eurozona contro i vincoli previsti dall’art 123 del TFUE con ingenti porzioni di titoli, e pertanto ci si chiede se non sia giunto il momento di rivedere sia il TFUE che lo statuto della BCE e le altre norme che bloccano le capacità del nostro continente nella bolsa dogmatica ordo-liberale. Il tasso di inflazione annuale dell’area euro si è attestato al 10,1% a novembre 2022 mentre nella UE è sceso all’11,1%, pertanto i Paesi europei fuori dal Sebc hanno avuto solo un punto di inflazione in più. Se oggi il 2% di inflazione viene considerato parametro medio di periodi a lungo termine e questa spinta espansiva viene contemperata dai vincoli sugli investimenti del PNRR, ci si chiede come finanziare i progetti futuri senza un debito comune ed una sovranità politica comune. Opportunamente il ministro Guido Crosetto ha criticato il rialzo dei tassi della BCE che ha seguito la politica monetaria della FED, in quanto se negli USA l’inflazione è da surriscaldamento della domanda, in Europa è stata in buona parte “importata” per i prezzi dell’energia. In questa fase di de-dollarizzazione gli eurobond sarebbero ghiotti e farebbero svoltare l’Europa verso l’obbiettivo della piena occupazione.

Una svolta sul campo energetico è stata appena evidenziata negli USA. L’esperimento ha immesso con 192 laser 2,05 megajoule di energia sull’obbiettivo producendo 3,15 megajoule di energia da fusione e generando il 50% in più di energia rispetto a quella immessa; la segreteria del dipartimento USA all’energia Granholm ha annunciato questa rivoluzione che secondo Kim Budil, direttrice del laboratorio, si diffonderà nei prossimi decenni per arrivare ad un uso commerciale. Appare del tutto evidente quanta accelerazione di potenza si nasconda nei laboratori dei sistemi che riescono ad attrarre le migliori intelligenze del pianeta. Anche sulla sfida della fusione nucleare, come italiani ed europei dovremo dire la nostra.

Gli antichi greci avevano due termini per descrivere il tempo umano, kronos e kairos:il primo vede scorrere la vita divorando tutto nel fluire meccanico degli anni, il secondo invece rappresenta la ricerca e l’individuazione del momento propizio, dell’azione viva sulla storia e dell’attimo decisivo, quello della decisione e della risoluzione. Il primo è quantità che sempre si accumula ma svanendo, il secondo è qualità che plasma noi stessi e il mondo.

Forse, come si è chiesto Salvatore Santangelo su Twitter, il problema fondamentale del nostro Paese, da cui derivano tutti gli altri, è che l’Italia e gli italiani non sanno rispondere a questa domanda: qual è il nostro posto nella Storia?

Pietro Ferrari

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