Il grande equivoco delle manifestazioni di queste settimane, al netto delle strumentalizzazioni evidenti, e’ la nozione di diritto che purtroppo e’ stato stravolto ad uso del pensiero debole contemporaneo .Il diritto al salario adeguato, al lavoro, a chissa’ che etc non sono diritti ” assoluti ” cioe’ basati sulla mera volonta’ del cittadino di ottenerli, ma necessitano di una serie di requisiti per diventare concreti .Siccome non sono diritti reali , perche’ non direttamente esigibili, l’inganno di fondo sta nel far credere che lo siano, come l’americano ” diritto alla felicita’”, anche questo del tutto inesigibile.Di qui la totale inconcludenza di ogni ragionamento di questo tipo, ancora piu’ penoso se fatto da chi pretende e chiede diritti professandosi ” rivoluzionario”.Evidentemente non ha studiato bene come funziona il mondo del libero mercato e quindi non offre alcuna garanzia di un’ alternativa credibile a questo stato di cose presenti, anzi.
Redazione Kulturaeuropa

