Marx ed Engels, a suo tempo, avevano visto giusto sul lumpenproletariat: “prodotto passivo della putrefazione degli strati più bassi della vecchia società, gettato qua e là nel movimento… più pronto a farsi comprare per manovre reazionarie”.Ma , ovviamente parliamo di una societa’ industriale completamente diversa.
Aveva visto giusto anche Pasolini sul conformismo volgare di certi antifascisti che volevano solo il consumo e la liberta’ individuale funzionale al capitalismo piu’ sfrenato. Era il 1968 , anche qui una societa’ completamente diversa. Oggi siamo ancora più in basso, perche’ abbiamo anche il fenomeno di centinaia di migliaia di allogeni di seconda generazione frutto della cecita’ e dell’ avidita’ del capitale , introdotti in Europa per volere dei nuovi schiavisti e resi pure ” cittadini” nonostante la palese incompatibilita’ culturale e ambientale con i popoli europei. Questi non cercano pace – distruggono – né liberazione dal lavoro – non lavorano – né emancipazione femminile – sono in gran parte musulmani di origine nordafricana – né una scuola migliore – la disertano o aggrediscono i docenti, non vogliono assimilarsi , odiano l’Europa e i suoi simboli. Vogliono solo sentirsi furbi senza cervello, ribelli senza coraggio, rubando scarpe di marca e beni di lusso. Sono massa di manovra utile per ogni provocazione e destinata ad essere utilizzata da chiunque sia interessato a creare tensione e caos nelle citta’ europee. La feccia nei secoli rimane feccia, anche se muta connotati sociali ed etnici: non e’ pero’ , a ben vedere, tanto una condizione sociale come sostenevano Marx ed Engels, quanto una condizione antropologica, al netto dei sociologismi e della psicologia d’accatto che impazza sul mainstream che ha ampiamente contribuito all’ immigrazione incontrollata ed ai suoi frutti avvelenati e che ora scopre i ghetti della periferia e l’ infernale mondo ” multiculturale” .
Redazione Kulturaeuropa

