Il capitalismo procede per crisi , sono piu’ i momenti di crisi nella sua storia che quelli di espansione .Questo perche’ la crisi consente al capitale di rastrellare liquidita’ sottratta ai risparmiatori e di contrarre la distribuzione del reddito a favore dei grandi gruppi azionari e dall’altra di innovare sul prodotto e sui cicli di produzione. Tutto questo oggi con la crisi legata allo stretto di Hormuz ,si riverbera sul costo di materie prime , sulla loro periodica rarefazione di offerta e sul conseguente aumento dei prezzi dei generi derivati. Il capitale ha bisogno di questi momenti , per accumulare e redistribuire in alto e togliere in basso. Su questo punto pare non ragioni piu’ nessuno : si accetta il paradigma liberale, anche nel campo ” rivoluzionario”.
Redazione Kulturaeuropa

