MIGA non MAGA

Le contraddizioni negli USA , a causa della guerra imposta da Netanyahu, incominciano a farsi sentire. Le dimissioni del capo dell’ antiterrorismo Kent, con motivazioni molto critiche sulle cause dell’ aggressione all’Iran , dimostrano in modo lampante come l’Amministrazione Trump, si sia fatta trascinare nel bombardare un paese scomodo per l’attivismo di Israele. Abbandonata la base MAGA al suo destino, Trump e il suo entourage , ha abbracciato dopo 20 anni di reiterate richieste israeliane in tal senso, l’ idea di bombardare l’Iran. Ora il problema per lui e’ come uscirne senza lasciarci la reputazione e il posto a Vance, insolitamente silente dall’inizio del conflitto. Ancora una volta un Presidente americano, inizia con l’isolazionismo e finisce interventista neocon. Stessa storia con Bush junior che inizio’ allo stesso modo, ma poi arrivo’ l’11 Settembre e cambio’ subito il registro. Stavolta, potrebbero essere i files di Epstein a fare la differenza.

Redazione Kulturaeuropa

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