Immigrazione e Overton

Sul tema dell’ immigrazione in Europa , dopo decenni di tabu’ espressi dai clericomarxisti e dai liberali , si e’ finalmente aperto un dibattito che si annuncia infuocato. I fattori culturali che influenzano il tema sono molti e da come saranno interpretati dipendera’ anche quale forma prendera’ il futuro del nostro Continente. Che si cominci a parlare di riappropriazione da parte delle popolazioni autoctoni dei propri spazi e della propria concezione culturale e’ essenzialmente giusto, basta che si comprenda che bisogna ripartire da una concezione che rifiuti il modo materialista e consumista di vivere che si e’ adottato sinora e riprendere i fondamenti della nostra civilta’ e operare per l’ Europa Potenza : forte e vittoriosa .Rifiutare la colonizzazione culturale altrui presuppone di avere un’ identita’ forte noi stessi. Non solo, se deve cessare il flusso di clandestini verso l’Europa, deve cessare anche lo sfruttamento di manodopera extracomunitaria che molti imprenditori contribuiscono ad alimentare. Cosi’ come deve cessare la tolleranza di quell’ economia illegale , soprattutto legata allo spaccio, che oramai regna indisturbata in molte citta’ italiane ed europee, causando in’ insopportabile far west multietnico.Le stupide e nefaste teorie sull’ “accoglienza “che tanto fanno prosperare le cooperative clericomarxiste e caporalati di varia natura, devono cedere il posto ad una sana concezione di difesa e valorizzazione del diritto alla sicurezza ed allo sviluppo dei popoli europei in primo luogo, come dovere essenziale e precipuo dello Stato. Cio’ richiede anche l’utilizzo della leva demografica e dell’automazione per ridurre progressivamente il ricorso a manodopera comunitaria. La partita e’ grossa ed e’ appena iniziata, comunque la finestra di Overton e’ ormai aperta: spalanchiamola!

Redazione Kulturaeuropa

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