Nel Venezuela libero da Maduro, il governo è attualmente guidato dal vicepresidente del Venezuela, Delcy Eloína Rodríguez Gómez.
Abbiamo parlato, nella puntata di martedì 13 gennaio, delle figure che si contendono il potere in Venezuela, Delcy Rodríguez e il ministro del interno Diosdado Cabello e di come attualmente, la Rodríguez sembra stia riuscendo nel gestire la situazione.
Delcy Rodriguez, in questi giorni, ha annunciato una svolta in Venezuela: “Oggi si apre una nuova era politica che permette la divergenza e le differenze ideologiche”, proclama in diretta tv la presidente ad interim.
Parole che segnano un nuovo passo nel tentativo del regime di sopravvivere a se stesso accompagnato da importanti concessioni sul fronte economico e su quello dei diritti umani. E perfino su quello della comunicazione social, con la riattivazione di account governativi su X.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di aver avuto una “lunga telefonata” con la Rodriguez, il primo contatto noto tra i due leader dall’estromissione di Nicolas Maduro. “Abbiamo avuto un’ottima conversazione oggi, e lei è una persona fantastica”, ha detto Trump ai giornalisti nello Studio Ovale. “Abbiamo avuto una telefonata, una lunga telefonata. Abbiamo discusso di molte cose e credo che stiamo andando molto d’accordo con il Venezuela”.
Le valutazioni di Trump, valgono molto poco, perché abbiamo imparato dal suo tentativo diplomatico, per risolvere il conflitto in Ucraina, come siano volubile e soggette a cambi repentini.
Dopo essersi detto disponibile a “procedere verso una nuova agenda” con l’Europa, Caracas prosegue su questa strada dando ulteriori segnali di apertura. Prima ha deciso la ripresa a pieno ritmo delle vendite di petrolio, a conferma della volontà di far ripartire la propria economia; quindi ha stabilito la liberazione di oltre 400 detenuti politici, numero che però al momento viene contestato dalle Ong. Il dato certo, invece, certificato dal sindacato della stampa locale, è che oggi sono stati liberati una quindicina di giornalisti e operatori dei media locali, tra cui pezzi grossi dell’opposizione al regime come la star tv, Roland Carreño, nell’evidente tentativo di guadagnare la fiducia dell’opinione pubblica mondiale.
Sul versante commerciale, la normalizzazione delle relazioni tra Washington e Caracas ha avuto un ulteriore spinta con la riapertura dei pozzi da parte della compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa, dopo l’embargo imposto dagli Usa.
Almeno due superpetroliere sono già partite dalla nazione sudamericana, ciascuna con circa 1,8 milioni di barili di petrolio. Secondo fonti citate da Reuters, si tratterebbe delle prime spedizioni nell’ambito di un accordo di fornitura fino a 50 milioni di barili destinati agli Usa. Per diverse settimane, le vendite dell’oro nero venezuelano erano rimaste praticamente ferme, segnando un significativo deterioramento dell’industria petrolifera del Paese.
Intanto, anche la riattivazione del social X, il cui uso era stato a suo tempo vietato da Nicolás Maduro, sembra confermare un cambio di passo da parte della nuova amministrazione venezuelana. Tanto la presidente ad interim, Delcy Rodríguez, quanto il suo potente ministro degli Interni, Diosdado Cabello, sono riapparsi a sorpresa sulla piattaforma di Elon Musk. “Riprenderemo i contatti tramite questo canale”, ha scritto Rodríguez sul suo account ufficiale. “Il Venezuela rimane saldo, forte e con una consapevolezza storica”, ha aggiunto.
Ora, il rischio che si profila è quello dello scenario peruviano, dove Dina Boluarte, vicepresidente del governo di Pedro Castillo, divenne presidente ad interim, in seguito all’ arresto per il tentato autogolpe del 2021 e promettendo elezioni anticipate, in realtà non abbandonò la carica, fino al 10 ottobre 2025,quando è stata rimossa dall’incarico dal Congresso in seguito a una procedura di impeachment.
Anche in Venezuela, come per il Perù, i sondaggi danno uno scarso appoggio popolare al Presidente ad interim e chiedono elezioni al più presto.
Due terzi degli intervistati chiedono nuove elezioni, con il 91% che ne chiede lo svolgimento entro un anno o meno. Grave crisi di popolarità invece per la presidente ad interim, Delcy Rodriguez: solo il 10% sostiene che possa completare il suo mandato fino al 2031, e solo il 13% ha un’opinione favorevole di lei.
Auspichiamo quindi, che vengano convocate al più presto, libere elezioni, come evidenziato dalla volontà del popolo di scegliere finalmente chi debba guidare il paese ed ovviamente, chiediamo che la competizione elettorale, venga supervisionata dagli osservatori internazionali, per un regolare svolgimento di esse.
Viva Venezuela Libre
Matteo Cantù

