C’è un italiano, detenuto dal 15 novembre 2024 in Venezuela, il suo nome è Alberto Trentini.
Dal 17 ottobre 2024 Alberto era in Venezuela per l’organizzazione non governativa Humanity & Inclusion, che si occupa di aiutare le persone con disabilità.
Il 15 novembre 2024 è stato fermato a un posto di blocco da funzionari del Servizio amministrativo per l’identificazione, la migrazione e gli stranieri (SAIME) mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito, nello Stato di Apure. Successivamente è stato trasferito alla Direzione generale del controspionaggio militare (DGCIM) di Caracas. Humanity & Inclusion ha tentato di presentare una petizione di habeas corpus alle autorità, che però si sono rifiutate di riceverla e di fornire informazioni sulla sua sorte.[2][3][4][5] Il 13 dicembre, il governo italiano ha convocato l’incaricato d’affari venezuelano a Roma per chiedere un intervento urgente e risolutivo sul caso, che non si è concretizzato.
Nel gennaio 2025, la famiglia ha rilasciato un comunicato in cui denunciava che a quella data, quasi due mesi dopo il suo arresto, nessuno era riuscito a vederlo o a contattarlo, non avevano informazioni ufficiali dalle autorità venezuelane o italiane e in generale non erano a conoscenza di Alberto e della sua situazione. I suoi parenti hanno chiesto al governo italiano di “compiere tutti gli sforzi diplomatici possibili e necessari” per ottenere il suo rilascio e il suo ritorno in Italia. Il principale partito di opposizione italiano, il Partito Democratico, ha chiesto al ministro degli esteri Antonio Tajani di intervenire.
La vicenda di Alberto è una vergogna sotto diversi aspetti, politici e di diritto, ma anche morali.
Perché, nei casi Ilaria Salis e Cecilia Sala, la risposta del governo è stata celere ed efficace, anche per via della pressione dell’ opposizione, per Alberto nulla di tutto questo sta avvenendo, ed i motivi sono diversi.
Alberto, è detenuto dal Venezuela di Maduro, motivo per il quale, la sinistra non prende una ferma posizione di condanna, a differenza di ciò che è stato fatto verso l Ungheria di Orban o l Iran.
Meno impegno politico, meno risalto mediatico=meno impegno da parte del governo.
E tutto ciò è una vergogna, perché il caso di Alberto è chiaramente un caso politico, in cui un ragazzo, detenuto da 12 mesi, senza che siano state formulate accuse chiare e precise, è la vittima di interessi politici internazionali.
La sua vicenda si inserisce in un complicato contesto politico, e in un clima di durissima repressione del dissenso e degli oppositori attuata dal regime di Nicolás Maduro, al potere dal 2013. Una stretta inaspritasi negli ultimi mesi di campagna elettorale e dopo il voto di un anno fa, arrivando a coinvolgere anche operatori umanitari che nulla hanno a che fare con la politica, ma che il governo accusa di essere spie e cospiratori finanziati da agenti stranieri. Secondo le Nazioni Unite sono almeno 28 le persone vittime di sparizioni forzate dopo le contestatissime elezioni presidenziali del luglio 2024, 12 delle quali sono cittadini stranieri che non hanno ricevuto accesso all’assistenza consolare. In un rapporto recente, le Nazioni Unite hanno contestato con preoccupazione la legge sulle ONG approvata nel novembre 2024, sottolineando come questa abbia complicato la registrazione legale delle organizzazioni umanitarie, imponendo requisiti arbitrari e richiedendo tariffe illegali, che hanno costretto molte ONG a cessare le operazioni nel Paese. Il tutto si inserisce in un contesto di precaria situazione economica del Venezuela, peggiorata con la chiusura della compagnia petrolifera Chevron, che ha contribuito a una nuova ondata di iperinflazione.
Per questo motivo, chiediamo che il governo attui lo stesso impegno, profuso per la liberazione di Ilaria Salis e Cecilia Sala e riporti a casa Alberto Trentini, senza concedere nulla al governo di Maduro.
Seguiremo la vicenda e sosterremo la liberazione di Alberto.
Matteo Cantù

