PotenzaEuropa – recensione degli Atti

PotenzaEuropa – recensione degli Atti

Francesco Boco

Già da qualche anno Radio KulturaEuropa svolge un compito di chiarimento e affinamento dal punto di vista metapolitico, fornendo attraverso le sue trasmissioni radio una mole notevole di informazioni e contenuti che si propongono di formare e rafforzare la cultura politica degli attivisti della cosiddetta destra radicale e identitaria. Nonostante il termine risulti quanto mai riduttivo e limitante, esso descrive comunque un’area politica che in linea di massima aderisce a una visione del mondo comune e a una missione storica ben precisa: la fondazione dell’Impero europeo, autonomo, autosufficiente, armonizzatore.

È precisamente per avvicinarsi a questo obiettivo epocale che il Centro Studi Radio KulturaEuropa organizza ogni anno un Convegno in cui si propone di fare il punto della situazione e di raccogliere alcune prospettive per l’attualità e per l’avvenire. PotenzaEuropa – Linee costituenti per costruire l’Europa (ed. Passaggio al Bosco) è il terzo volume pubblicato e riunisce gli Atti del Convegno tenutosi a Roma il 22 febbraio 2025. Anche in questa occasione il peso specifico degli autori e il livello dei loro interventi sono stati di alto spessore e hanno saputo fornire una serie di importanti spunti di riflessione per il momento attuale.

C’è chi oggi ritiene il progetto europeo un sogno senza sbocchi. Una possibilità che non si è mai concretizzata nella storia, un’unità sempre incompleta, un agglomerato destinato a scontrarsi con inimicizie e mire egemoniche di vario genere. Ma il fatto che il progetto di unificazione europea non abbia fino ad oggi raggiunto la grandezza e la potenza auspicate da Radio KulturaEuropa e dai suoi collaboratori, non ne squalifica la bontà, non evidenzia la sua irrealizzabilità; indica semmai l’urgenza di una classe dirigente preparata e concorde in tutta Europa e animata da un progetto continentale di civiltà.

L’epoca contemporanea è quella delle grandi spoliticizzazioni, del disinteresse e del disimpegno. L’appello che parte da queste pagine (e dalle trasmissioni della radio) è una chiamata all’azione consapevole e strutturata, è una chiamata a ripoliticizzare il mondo e l’immaginario, ricominciando cioè a essere parte viva e trainante della propria comunità. Solo portando avanti il progetto di un’Europa pienamente se stessa si potranno guadagnare a questa causa vitale i giovani, le fasce produttive, gli artisti, i militanti. Perché è nell’idea-forza di un Impero giovane, anagraficamente ma anche culturalmente e spiritualmente, che si possono intravedere quelle linee di sviluppo grandiose e stimolanti che la piccola politica degli affaristi e dei miopi non vuole trasmettere.

Nella partecipazione attiva si ritrova quindi la forza di un’etica pienamente europea. Il ruolo centrale del cittadino calato nel tessuto vitale della polis e della res publica, parte integrante di un agire in cui le parti devono armonizzarsi nel tutto. Questo significa ripoliticizzare l’Europa, rendendola davvero sovrana attraverso una chiamata in forze del tessuto sociale, dando voce e libertà di azione ai giovani e ai produttori. L’unità nell’armonia delle parti si crea attraverso l’esempio di chi agisce, nel contatto tra diverse nazioni, nella circolazione delle idee. L’Europa come terra dei figli.

Un’Europa  che per compiersi deve essere all’altezza delle sfide tecnologiche ed economiche attuali. È necessario infatti che l’Europa si dia una politica di innovazione e di sviluppo industriale in grado di reggere la pressione proveniente da Usa e Cina. Se fino a oggi le politiche ambientali sono state condizionate da una visione politica anti-europea e orientata alla deindustrializzazione, ora è quanto mai urgente una nuova politica industriale continentale che punti a integrare siluppo tecnologico e impatto ambientale, due campi in cui l’Europa è sempre stata all’avanguardia nel mondo.

Il libro è un’agile guida alle sfide del presente e del futuro. Messo a fianco ai precedenti, dà un quadro compiuto e sintetico di quali dovrebbero essere le linee di sviluppo su cui insistere per dare corpo e forma al progetto di Europa Potenza, una civiltà continentale armata, sovrana, identitaria, che solo con queste premesse potrà affrancarsi dal gioco americano

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *