In molti casi riscontriamo una carenza di analisi su quanto sta succedendo nel conflitto innescato da Israele ai danni dell’Iran : non ci può ne’ ci deve essere equidistanza, tra aggressore e aggredito, per motivi culturali, ideologici o religiosi. Questi appigli sono contrari ad una corretta visione antimperialista che si basa , al contrario, su dati reali , sulle necessità materiali ed economiche degli attori in campo e sulla mai morta logica yaltiana che vede Israele come unico attore, delegato dagli Usa , a gestire l’area mediorientale, possibilmente in accordo con le monarchie petrolifere. Da questo non si può derogare , come non lo abbiamo fatto nel caso dell’Ucraina, non intendiamo farlo nel caso della Palestina e dell’Iran.
Redazione Kulturaeuropa

