Alla fiera dell’est , per due soldi, un topolino mio padre compro’,..l’incipit della famosa canzone di Branduardi sarebbe il titolo perfetto per la sceneggiata messa in atto dai due boia complici Putin e Trump nella tragica spartizione dell’Ucraina che loro definiscono “tregua per la pace”.Di quale pax vanno parlando ancora non è dato sapere , ma alcune cose sembrano molto chiare: la prima è che la trattativa si svolge tra l’aggressore e il lenone o protettore come preferite chiamarlo, in assenza dell’aggredito e dell’Europa. Quindi , capite bene che si parte gia’ male e con l’handicap. Secondo ,l’aggressore ringalluzzito dal lenone, dopo la sfuriata dello Studio Ovale, come se fosse il vincitore nonostante sia impantanato da tre anni piu’ o meno sulle stesse posizioni del 2022 , ha l’ardire di porre condizioni , di cui alcune ancora non palesate, ma una chiara: la fine del sostegno militare all’Ucraina allo scopo di guadagnare qualche chilometro in piu’ in 30 giorni.Tutto cio’ ha del grottesco se non fosse il coronamento di un’indegna truffa ai danni del popolo ucraino che ha eroicamente resistito per tre anni alle orde barbariche provenienti dalla steppa e ai danni della stessa Europa.
L’ Europa o meglio la Von Der Leyen e alcuni Stati come Francia, Germania e Polonia , hanno subodorato il tranello russoamericano, e si sono affrettati fortunatamente a ribadire il sostegno militare a Kiev e a rinnovare lo sforzo per il Rearm Europe e per un comando integrato europeo di difesa, prendendo atto del piu’ volte esposto disimpegno americano dallo scenario europeo, a favore di un’ennesimo coup de foudre con Mosca che si articola dalla Siria, ai progetti commerciali, all’aiuto congiunto al boia Netanyahu nel massacro dei palestinesi, fino al possibile progetto congiunto per futuri sbarchi su Marte .E l’Italietta direte voi? Che fa? Che dice , oltre a fare bailamme in piazza ? Fa bailamme anche in Parlamento, dove oltre alle solite sceneggiate napoletane delle opposizioni , dobbiamo assistere ad un Governo che si produce in un capolavoro di cerchiobottismo che neppure il piu’ contorto dei democristiani sarebbe riuscito ad architettare. Come un ‘amante tradita dal suo bello, la Meloni si aggrappa all’euroatlantismo che è scappato via con l’aitante russo, non vuole l’esercito europeo integrato perché altrimenti le cade la maggioranza e dulcis in fundo vuole cambiare il nome del progetto Rearm Europe perché non rende bene l’idea, Siamo alla solita burletta badogliana all’italiana, da avvocaticchi di provincia, i quali sono soliti imbrogliare le carte per stare alla finestra e vedere come va a finire. A parte tacere sull’ennesimo massacro sionista a Gaza, unica menzione positiva va a Calenda per averlo denunciato, il timore non particolarmente infondato, è che dall’entusiastico appoggio a Kiev si stia passando ad un ruolo di boicottaggio dei timidi passi in avanti di alcuni paesi verso un maggiore coinvolgimento europeo per una difesa integrata , senza la quale non peseremo nulla né oggi, né mai. Se questo è il frutto di un retaggio sovranista conservatore lo comprendiamo, perché per noi il sovranismo è per sua essenza antieuropeo, se , oltre a questo c’è il ricatto trumpiano di fare da bastone tra le ruote del carro insieme all’Ungheria, al faticoso progetto per un’Europa politica e armata , allora lo diciamo chiaramente, politicante per politicante, preferiamo Draghi. Almeno ha le idee piu’ chiare in merito .
Redazione Kulturaeuropa

