Gangster americani e cagnolini russi

L’abbiamo detto e ridetto in questi mesi, senza abbandonarci al tifo o cedere alle considerazioni da bar sulle simpatie o preferenze che qualche leader europeo poteva suscitare in Trump o meno. Quello che è andato in scena, è il caso di dirlo, nello Studio Ovale della Casa Bianca nella trappola messa in atto ai danni del Presidente ucraino e’ un ritorno agli schemi dell’ imperialismo più classico e brutale. E’ finito il tempo delle cineserie diplomatiche, delle fini strategie per fottere gli alleati e mantenere i nemici a distanza: oggi si torna allo schema classico del brutale rapporto di forza che non consente mediazioni. Trump mente quando traccia una discontinuità con Biden o Obama sulla questione ucraina , sta solo raccogliendo ciò che i suoi predecessori hanno predisposto con la complicità dei servetti russi sin dal 2014 : una trappola micidiale per l’Ucraina e per l’Europa. La spartizione dell’Ucraina e delle sue risorse, la neutralizzazione dei paesi europei con colloqui bilaterali che tendono a soddisfare solo gli ego personali di qualche politico a livello nazionale ( vero Meloni?) erano sempre stati sullo sfondo del riallineamento globale tra Usa , Cina e cagnolini russi. Ognuno con il suo compito e ruolo nella nuova divisione del lavoro capitalista su scala globale, con tanti saluti al vecchio ordine e all’asse euroamericano. A questo ordine gangsteristico che peraltro lo vogliamo ricordare vige dal 1945 , in altre forme, L’Europa dovrebbe reagire con fermezza e approfittando del varco offerto, senza lamentarsi e frignare ma mettendo su rapidamente una forza militare autonoma che rompa questo strangolamento inesorabile e ristabilisca pesi e distanze con i gangster yankee ed i loro cagnolini russi, ribadendo che l’Ucraina è Europa. Senza mezzi termini e prendendo atto che finalmente l’atlantismo si è incrinato. Era quello che aspettavamo da tempo.

Redazione Kulturaeuropa

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