A completamento ed integrazione della seconda parte dell’intervento su Azov alla conferenza “Identità in Trincea” del 6 settembre 2024 a Direzione Rivoluzione.
Se volessimo tracciare una sorta di albero genealogico di Azov dovremmo certamente partire da uno dei movimenti nazionalisti ucraini sorti dopo l’indipendenza degli anni 90, ovvero il Partito Social Nazionale (SNPU) che aveva tra i suoi fari l’opera “2 rivoluzioni” di Yaroslav Stetsko (1) secondo il quale il futuro della rivoluzione ucraina si sarebbe dovuto basare sulla liberazione e sulla giustizia sociale e nazionale.
Attorno al 2004/05 l’SNPU vede una spaccatura al proprio interno. Da una parte la “svolta democratica e moderata” con la creazione di Svoboda, dall’altra Andriy Biletsky da Kharkiv pone l’ala paramilitare del partito “Il Patriota d’Ucraina” su una strada autonoma.
Patriot of Ukraine che attualizzeranno, portando fino al giorno d’oggi, ritualità, simbologia, estetica, letteratura e ideologia del nazionalismo ucraino ma con un retaggio anche più ampiamente Europeo.
Nel 2008 Biletsky riesce a federare attorno al POU diverse sigle minori dell’est ucraina formando la SNA (Assemblea Social Nazionale), gruppo che avrà un ruolo fondamentale a Maidan dato che assieme a UNA-UNSO, Tridente Stepan Bandera, altre sigle minori e gruppi Ultras/Hooligans andrà a formare il Praviy Sector. Ruolo fondamentale vista l’incapacità delle forze democratiche nel gestire la piazza.
La primavera del 2014 é caratterizzata in Ucraina dalla cosiddetta “tempesta separatista”. Diversi gruppi di volontari si formano per contrastare i separatisti e i sabotatori. Dalla spina dorsale del Patriota d’Ucraina si forma uno di questi gruppi operante nell’est e nel sud, gli Uomini Neri o Black Corps, Chorny Korpus. Nome che ha diversi significati: enfatizzava il loro “status illegale”, era una presa in giro che evidenziava la mancanza di risorse che li costringeva ad utilizzare le divise dei servizi di sicurezza, richiamava i “Cosacchi Neri” che all’inizio del 20esimo secolo combatterono, sconfiggendo i russi indossando divise completamente nere, ed infine scherniva la federazione russa che aveva rinominato “omini verdi” i suoi uomini impegnati nell’occupazione e nella successiva illegale annessione della Crimea spacciandoli per civili insorti.
La prima apparizione dei Corpi Neri é datata 1 marzo 2014. Pochi giorni dopo avverrà il loro battesimo del fuoco con i fatti di Rymarska Street. Il 14 marzo infatti in Rymarska Street a Kharkiv, luogo della storica sede locale del “Patriota d’Ucraina” avvengono i primi violenti scontri tra lealisti ucraini e separatisti russi. Questi ultimi sono costretti alla fuga lasciando a terra due morti. Successivamente (e per molti non si tratta di coincidenza) il 14 marzo diverrà in Ucraina il “Giorno del Volontario”.
Il 5 maggio dello stesso anno il governo ucraino da luce verde affinché questi gruppi volontari ottengano uno status ufficiale, formando dei battaglioni armati di polizia per riprendere il controllo delle terre perse. Pur senza esperienza militare ma guidati da forti motivazioni, dal Corpo Nero nascerà il Battaglione Azov. Nei primi giorni tra l’altro il nome originale era Azovia (l’area sud orientale dell’Ucraina bagnata dal Mar d’Azov) visto che i battaglioni utilizzavano “nomi geografici” (seppur il reclutamento fosse aperto a tutti). Tuttavia la forte influenza e diffusione della lingua russa all’interno degli ufficiali di polizia del tempo impediva il corretto passaggio di ordini, si decise quindi di troncare il nome in Azov.
Il filo che unisce queste tre organizzazioni non è esclusivamente cronologico ma è fatto anche da persone che molto spesso sono state presenti in tutti questi gruppi. In precedenza si è citato Biletsky che ha comandato le 3 sigle (e anche una volta lasciato il comando del battaglione nel settembre del 14 per entrare alla Verchovna Rada nel successivo ottobre, sarà fondamentale col suo patrocinio esterno, politico e non, per lo sviluppo di tutto il “Mondo Azov”).
Altro personaggio fondamentale delle tre organizzazioni è stato “Kruk” Mikola Kravchenko, referente ideologico del Patriota d’Ucraina, Chief of Staff dei Black Corps, combattente del Battaglione Azov, ideologo del Movimento Azov e caduto comandando “un’Unità Azov”.
Piccolo appunto riguardo alle persone e alla preparazione, i titoli scolastici non fanno di certo un Uomo e non dicono tutto di esso. Però quando parliamo per esempio di Biletsky è utile sapere che esso si è laureato nel 2001 alla facoltà di storia di Kharkiv presso la quale ha anche lavorato come professore, oltre ad essere stato dal 2011 al 2014 prigioniero politico del governo Yanukovyc. Oppure ancora, l’attuale comandante della 12esima Brigata Azov, il careliano etnico “Redis” Denys Prokopenko, laureato presso il dipartimento di filologia tedesca all’università linguistica nazionale di Kyiv, nonché storico membro del gruppo Ultras Albatros della Dynamo Kyiv.
Come appare chiaro nel racconto di Carolus Löfroos “Il Gruppo Straniero” (2) non siamo in presenza di estremisti (che come dice giustamente Lenin soffrono di infantilismo), certamente di radicali, ma Uomini che pur nel loro agire fuori dall’ordinario sono “pazzi-responsabili”, che sanno ciò che vogliono e ciò che fanno. Non di certo brontoloni tuttologi da bar sempre pronti a lamentarsi, non reietti ai margini ma Uomini fuori dal comune che si portano in prima linea per Agire, per cambiare le cose ed incidere sul mondo.
Parliamo di Uomini che incarnano appieno il binomio “pensiero-azione”. Che hanno solide basi ed un centro preciso, motivazioni e preparazione.
Il battaglione rimane tale fino al settembre del 2014 quando diventa Reggimento. E l’11 novembre 2014 passa sotto la Guardia Nazionale Ucraina (cosa che gli consentirà di svilupparsi in diversi settori interni). Il 9 febbraio del 2023 l’unità diverrà 12esima Brigata Azov.
Evoluzione dello chevron dell’unità, Battaglione, Reggimento, Brigata.
Contemporaneamente e contestualmente si sviluppano altre due ramificazioni di ciò che ho definito “Mondo Azov”. Da una parte il cosiddetto Movimento Azov ovvero tutte quelle sigle operanti in ambito civile fondate da veterani. Sociale, politico, ambientale, educativo, giovanile. Esempi sono il Corpo Nazionale (il partito politico di Biletsky), il Corpo Civile, Azovets e le altre sigle che si occupano dell’educazione giovanile (abbiamo tutti negli occhi le immagini dei campi estivi organizzati per bambini e adolescenti) (3)…strutture con sfumature ideologiche comuni e connessioni informali con l’unità militare.
Il simbolo del Corpo Nazionale.
Terza ramificazione sono le cosiddette “Unità Azov” che hanno un forte sviluppo con l’invasione su vasta scala del 22 ma che di fatto si formano nel 2015 quando la guerra nell’est del paese diminuisce d’intensità ed il governo ucraino deve di fatto irreggimentare i vari battaglioni volontari che si erano creati. Nascono così delle “Unità di difesa territoriale”. Molte di queste sono guidate da veterani Azov e formate da volontari per la maggior parte nazionalisti sotto l’egida dell’esercito. L’esempio più fulgido di Unità Azov é quell’unità di difesa territoriale guidata da Biletsky che avrà un ruolo fondamentale nella difesa di Kyiv e nel respingimento dell’attacco russo da nord nel febbraio-marzo del 2022 e che si svilupperà diventando dapprima Special Operation Forces Azov-Kyiv ed in seguito Terza Brigata d’Assalto (Unità tuttora tra l’elite dell’esercito ucraino ma anche a livello internazionale). Altri esempi di Unità Azov sono il Kraken, la Lubart (associazione tra veterani e membri giovani di Centuria), la Terra-Aerial reconnaince unit o il 98esimo batt. di difesa territoriale Azov-Dnipro.
Utile e interessante elencare e descrivere alcune particolarità che distinguono e caratterizzano Azov. Si diceva in precendenza che il Patriota d’Ucraina portò in auge ritualità, simbolismo, letteratura ed ideologia ucraine ed europee. Eccone alcuni esempi:
– L’utilizzo del Tridente runico. Lo stato ucraino ne utilizza uno dalle forme più tonde, i nazionalisti uno dalle forme più spigolose. Si tratta di un retaggio della Rus Kyiviana, essendo il Tridente del principe Volodymir il Grande. Nelle sue linee esterne si possono notare le lettere cirilliche che formano la parola “Libertà”, inoltre nella sua sagoma si può scorgere la figura di un Falco che attacca una preda (figura che vedremo ripetersi).
– I colori della bandiera. Entrambe le disposizioni di colori sono ritenute lecite e legali. Lo stato ucraino usa una bandiera con il blu (la libertà del cielo) sovrastante il giallo del grano. Il primo chevron del battaglione aveva invece il giallo/oro del sole sopra il blu degli abissi. Un’ulteriore testimonianza, come sopra, della volontà di Azov di dimostrarsi indipendente rispetto allo stato e di combattere anche senza il supporto statale (e così è stato per anni, visto che oltre ai vari ban internazionali Azov molto spesso ha avuto “sabotaggi interni”, tanto che fino al 2022 nessun combattente dell’unitá aveva ricevuto premi statali, cosa che portó l’allora Reggimento a crearsene di propri interni).
– Altro simbolo di unicità é il saluto con il pugno al petto, che si differenzia dal classico saluto militare che porta la mano alla tempia.
– Particolarità interessante all’interno di Azov é la presenza di una Bandiera Madre (la grande Khorugv) che rappresenta la continuità ideologica. É stata battezzata dalla bandiera del Patriota d’Ucraina ed ha battezzato quella della 3a Brigata d’Assalto. Sulla cima svetta un simbolo dorato raffigurante il Falco del Grande Stato e le lettere I e N (Idea Nazionale), questa particolaritá ricorda ciò che l’Aquila rappresentava per l’Impero Romano.
– Il Falco del Grande Stato é una sorta di animale totemico in Ucraina ed oggetto di diatriba tra istituzioni e nazionalisti. La costituzione Ucraina prevede infatti due simboli statali, uno è il Tridente, il secondo è ancora vacante ed i nazionalisti vorrebbero fosse appunto il Falco rappresentante una Grande Ucraina sia geograficamente che geopoliticamente. Anche il simbolo Idea Nazionale con le sue tre linee verticali di cui una predominante ricorda, sia nella versione dritta che in quella “ruotata/d’attacco” adottata nel passaggio Battaglione/Reggimento, la figura di un Falco in attacco.
– La Bandiera madre è portata da una persona preparata in tal senso, un Khorunzhy.
La Khorunzha service è la sotto-unitá di Azov che ha come simbolo il volto di Mykola Stsiborskyi (4) e che si occupa della diffusione all’interno dell’unitá della simbologia, della ritualità, della letteratura e dell’ideologia, tant’è che le reclute oltre ad esami tattici, di tiro, di medicina ecc devono passarne alcuni sulle basi ideologiche.
Servizi simili esistono anche in altre unità militari nazionaliste in Ucraina.
Khorunzhy che presidiedono anche i famosi “Misteri” di Azov. Riti notturni nei quali grande importanza hanno il fuoco, le torce, marce e bracieri.
Questi riti avvengono in particolari occasioni come per esempio la partenza per il fronte, il battesimo della bandiera, la nomina di un nuovo comandante e il Giorno dei Morti.
Quest’ultimo è il giorno più importante dell’anno per l’unità. É chiamato non a caso in questo modo dato che ricorda non soltanto i caduti in battaglia ma tutti i morti dell’unitá, anche quelli nella vita civile. In questo particolare giorno tutta l’unità combattente é riunita assieme a famigliari e veterani sul Campo delle Spade (un campo di terra sterile sul quale è stato costruito un enorme tumulo e sopra di esso piantate tre gigantesche spade. In passato il campo delle spade era situato ad Urzuf, località attualmente ancora occupata dall’invasore. Ultimamente ne è stato costruito uno nella zona di Bakhmut) (5). In questo rito, in cui tutti i presenti si schierano torce in mano, il Khorunzhy urla il nome del caduto, il combattente con lo scudo dell’Eroe corrispondente (scudo di legno unico nel suo genere con inciso il callsign del defunto, il sole nero e il simbolo Idea Nazionale) risponde “Noi ricordiamo” accendendo con una torcia un braciere accanto ed il resto dei presenti urla “Noi vendicheremo”. Il tutto seguito da una salva di fuoco automatico.
– Khorunzhy che hanno una particolare ritualità nella loro promozione: devono pescare una moneta da un braciere infuocato.
– Il comandante dell’unita possiede “l’Ascia del Comandante” simbolo del comando mentre la personalità più di spicco della Konovalets Training school ha il Martello del Sergente che utilizza il giorno delle promozioni per decretare la promozione di una recluta.
– Konovalets training school che è la scuola ufficiali di Azov, ha come chevron il volto dello stesso Jevhen Konovalets (6) (primo leader dell’OUN) e che tra tattica, topografia e l’abilità di prendere decisioni sotto pressione forma i quadri dell’unita richiedendo grandi sforzi e sacrifici.
– Questi stringenti filtri di selezione sono tra i motivi di una sorta di Culto di Sparta presente all’interno di Azov. Tanto che il corso reclute ormai da anni è denominato Azov-Spartan, uno dei centri di reclutamento a Kyiv ha come simbolo l’elmo di un oplita greco e in una delle palestre nei pressi di Mariupol erano presenti numerosi murales a tema.
– Altra particolarità che porta alle radici europee é il saluto con l’avambraccio o “sulla vena” che ricorda come i legionari romani accoglievano un fratello in armi dimostrando di non nascondere pietre nella manica o di come i cavalieri medievali salutassero a cavallo senza togliere i guanti da battaglia.
– In Azov non ci si definisce soldati, ma Combattenti e Guerrieri, dato che si reputa la guerra una chiamata e non un lavoro. Inoltre tra camerati è uso chiamarsi “amico” per rafforzare la fratellanza (che è mutuo soccorso) diversa dalla familiarità che invece distrugge i legami gerarchici (fatale per tutte le organizzazioni, in particolar modo quelle militari).
– Diffuso è il culto pagano tant’è che in una delle basi fu piantata la statua di Perun, dio slavo protettore della famiglia e dei Guerrieri.
– Ulteriore sotto Unità di Azov é il Patronage Service, servizio unico nel suo genere e non presente con questa importanza e ruolo in altre unità. Si occupa dell’assistenza e della cura di feriti e mutilati. Inoltre aiuta i combattenti con scartoffie e burocrazia cercando di far loro ricevere il giusto status a livello giuridico/assistenziale.
Queste erano alcune peculiarità e curiosità che caratterizzano un “Mondo”, un “Movimento” ormai facente parte del Mito e che, se da una parte libera la piccolezza e gli strali di chi di fronte a questi esempi sente di non essere all’altezza, di aver tradito e quindi sputa la frustrazione e la propria tristezza su chi invece sta incarnando l’Idea, dall’altro dovrebbe far vibrare cuori e spiriti di chi ha una certa sensibilità ed è portatore di una determinata Eredità.
Francesco Sedaboni
Fonti:
(1) https://it.wikipedia.org/wiki/Jaroslav_Stec%27ko
(2) Il Gruppo Straniero di Carolus Löfroos https://www.amazon.it/dp/B0D1WC5SZQ
(3) https://youtu.be/jiBXmbkwiSw?si=OsxZ33tkmj_aUcRy
(4) Su Mykola Stsiborskyi e Naziocrazia
https://en.wikipedia.org/wiki/Mykola_Stsiborskyi
(5) https://t.me/azovukrainesupport/87057
(6) https://it.wikipedia.org/wiki/Jevhen_Oleksijovy%C4%8D_Konovalec%27
Altre fonti:
Valhalla Express Italia Storica 2022 postfazione di Andrea Forti
What is Azov from Ukraine? Di Oleksii Rains, Rainshouse 2024

