Né Washington Né Mosca . Slogan o impegno ?

Di seguito la trascrizione integrale dell’intervento di Ettore Rivabella (Centro Studi Kulturaeuropa) alla conferenza tenutasi venerdi 6 settembre 2024 a “Direzione Rivoluzione”

La domanda che viene posta, può avere per noi avere una sola risposta, perché la nostra stessa esistenza, sia come Casapound, che come KulturaEuropa, è motivata da essere alternativa rivoluzionaria al liberismo mondialista e al comunismo apolide, quest’ultimo sostituito da un regime che pone, come elemento motivante ‘aggressione all’Ucraina un fantomatico processo di denazistificazione , richiamandosi alla Grande Guerra Patriottica dell’Unione Sovietica, anche nella realtà, risulta ormai essere solo l’altra faccia della stessa medaglia neo liberista, in salsa oligarchica, in cui il 10% della popolazione detiene il 70% della ricchezza .
In effetti, negli anni novanta del secolo scorso, l’implosione dei regimi a “socialismo reale” avrebbe potuto permettere all’Europa di emanciparsi dalla subalternità agli Stati Uniti e rompere gli equilibri nati da Yalta, che segnarono la fine, almeno momentanea dell’Europa stessa, fine sancita l’8 maggio del 1945. Purtroppo, come qualcuno affermò, l’Europa potrà recuperare il suo ruolo mondiale ed imperiale solo se rianimata dai nostri valori e non sarà certo passando da una subalternità verso le lobby finanziarie globaliste ad una sudditanza verso una improbabile Eurasia a guida moscovita, probabilmente presto surclassata da una Cina , fulgido esempio di turbocapitaliasmo a trazione comunista, che potremo assistere alla rinascita di Europa. Anzi l’imperialismo russo ha permesso di riesumare la NATO, obbligando stati storicamente neutrali, quali Svezia e Finlandia, a chiederne l’adesione. Questo conferma che l’aggressione all’Ucraina, se non fosse vitalizzata dal sangue e dalla lotta del popolo ucraino e dei nostri camerati, sarebbe solo lo scontro, tra due imperialismi, finalizzato ad impedire la nascita di una Europa Imperiale.
Dobbiamo quindi essere contro ad ogni terzaforzismo falso, becero e pacifista. Ribadiamo che una Europa, emancipata dall’imperialismo USA, non dovrà essere schiava di un imperialismo a guida moscovita o “pechinese”. Dobbiamo quindi valutare con attenzione anche le dichiarazioni di nostri “nemici”, che possono tuttavia essere tatticamente utili. Dobbiamo acquisire la spregiudicatezza rivoluzionaria di apprezzare le parole di figure a noi ostili, come Draghi, su una Europa forte, o come Macron, sull’esigenza di un esercito europeo. Infatti solo una Europa forte militarmente e che riprenda massicciamente a produrre, può essere libera e capace di svolgere il suo ruolo negli equilibri
internazionali.
Ricordiamoci inoltre, che l’Europa è portatrice di una visione dello Stato “sociale” per antonomasia, in un ottica di welfare europeo contro le derive neoliberiste russe ed americane. Ricordiamoci che i termini Partecipazione- Cogestione – Socializzazione devono restare fondamenti della nostra “Repubblica” e dell’Europa “futura”, temi questi, prettamente europei e totalmente assenti nelle società anglosassoni e nella Russia Euroasiatica, per quanto riguarda la Cina, possiamo anche evitare di citarla.
Ricordiamoci invece di una nuova, seppur vecchia, esigenza di recuperare una visione euroafricana, elaborata negli anni trenta del secolo scorso, ma quanto mai attuale. Infine ricordiamo che contro il neoliberismo mondialista, l’Europa avrebbe mezzi ed interessi per opporsi. Basterebbe trasformare il concetto di Responsabilità Sociale dell’Impresa, da certificazione, con finalità quasi esclusivamente di immagine e marketing, a norma cogente che tuteli i lavoratori della produzione in maniera simile ai consumatori fruitori della stessa, in modo che, a livello mondiale, le aziende, che non garantiscano condizioni minime ai lavoratori/produttori, non possano commercializzare i loro prodotti in Europa. Questi livelli minimi vengono già previsti a livello mondiale e sono:

  • escludere il lavoro minorile ed il lavoro forzato
  • corrispondere una retribuzione dignitosa per il lavoratore
  • il riconoscimento di orari di lavoro non contrari alla legge
  • garantire la libertà di associazionismo sindacale
  • garantire il diritto dei lavoratori di essere tutelati dalla contrattazione collettiva
  • garantire la sicurezza sul luogo di lavoro
  • garantire la salubrità del luogo di lavoro
  • impedire qualsiasi discriminazione basata su sesso, razza, orientamento politico, sessuale, religioso.
    Questo permetterebbe all’Europa di eliminare i competitor che non rispettano le regole del gioco a
    cui sono tenute le imprese europee e migliorerebbe le condizioni di vita di centinaia di milioni di
    “paria” nel mondo, con una più equa distribuzione della ricchezza e una consistente riduzione dei
    fenomeni migratori
    Per tutto questo, o meglio, anche per tutto questo esistiamo ed esisteremo, per tutto questo c’è la
    stupenda comunità di Casapound, per tutto questo KulturaEuropa finalizza il suo progetto culturale,
    perché o riusciremo ad essere Europa imperiale o non saremo.

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