LA FORMA INTERIORE

Secondo Giovanni Gentile, non esistono entità scisse ed
atomizzate. L’Io tende a realizzarsi come individuo compiuto,
sentendo in sé l’altro, il Socius, come soggettività, mai come mera
ed esteriore oggettività.
Soggetto ed oggetto, come tali, sono astrazioni: necessario,
dunque, superarle in vista della Società, la cui essenza la si
ritrova, in primo luogo, “in interiore homine”, in una consapevole
interiorità. E soltanto successivamente nella vita di relazioni.
Primato della Forma, ovvero della Sostanza profonda, che
permette la nitida comprensione degli oggetti, non più visti quali
contingenze effimere in balia del caso.
Mancando una Forma, nel senso ora evocato, in perfetta e
coerente linea con l’originaria cifra della tradizione filosofica
europa, mancando un Soggetto che sia portatore di una precisa
Visione del Mondo, si rischia la dispersione in una vuota, e priva
di senso e significato, oggettività. Si rischia di inseguire,
emotivamente e irrazionalmente, quanto altri soggetti o altri
apparati decidono sia, di volta in volta, determinante.
Gentile vede nello Stato, che, da un punto di vista logico/
spirituale, viene prima della Società e della Nazione, la suprema
ed autentica realizzazione del Soggetto, non più in balìa del
dominio del mero esteriore.
In Genesi e Struttura della Società, opera scritta dal filosofo
nella tragica estate del 1943, viene inquadrata in modo superbo la questione.

Riportiamo alcuni passi, tratti dal VI capitolo,
intitolato: Lo Stato.
La nazione non è data dal suolo, né dalla vita comune e
conseguente comunanza di tradizioni, di costumi,
linguaggio, religione ecc,. Tutto ciò è la materia della
nazione. La quale non sarà tale se non avrà coscienza di
questa materia e non l’assumerà nella sua coscienza come
il contenuto costitutivo della propria essenza spirituale; e
quindi non ne farà oggetto della propria volontà. La quale
volontà, nella sua concreta attualità, è lo Stato: già
costituito o da costituirsi; e veramente costituire
(conservare è un continuo costituire, un creare continuo).

Volontà.

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