<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>KULTURAEUROPA</title>
	<atom:link href="https://www.kulturaeuropa.eu/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.kulturaeuropa.eu/</link>
	<description>Centro Studi e Laboratorio culturale per il risveglio europeo</description>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Jul 2026 15:00:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>

<image>
	<url>https://www.kulturaeuropa.eu/wp-content/uploads/2022/11/cropped-37-32x32.png</url>
	<title>KULTURAEUROPA</title>
	<link>https://www.kulturaeuropa.eu/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">173513468</site>	<item>
		<title>Come gru sui prati d’Asia: Omero cantore del vitale</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/16/come-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale/</link>
					<comments>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/16/come-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Kulturaeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 03:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[KULTURA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kulturaeuropa.eu/?p=31864</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fonte : https://istitutoeneide.it/come-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale/ Omero ci racconta di una diversa configurazione dell’umano, quella dell’eroe, la cui ratio non è definita dalle prodezze in guerra, ma dal sapersi far attraversare con spirito affermativo dal flusso del vitale. Nell’epos omerico tutto è forza. Potenza contro potenza, dove il solo limite è definito dalla misura della propria forza. In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/16/come-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale/">Come gru sui prati d’Asia: Omero cantore del vitale</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fonte : <a href="https://istitutoeneide.it/come-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale/">https://istitutoeneide.it/come-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale/</a></p>
<div class="elementor-element elementor-element-5aa9638 elementor-widget elementor-widget-text-editor" style="text-align: justify;" data-id="5aa9638" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
<div class="elementor-widget-container">
<h5>Omero ci racconta di una diversa configurazione dell’umano, quella dell’eroe, la cui ratio non è definita dalle prodezze in guerra, ma dal sapersi far attraversare con spirito affermativo dal flusso del vitale. Nell’epos omerico tutto è forza. Potenza contro potenza, dove il solo limite è definito dalla misura della propria forza.</h5>
</div>
</div>
<div class="elementor-element elementor-element-897a6f5 elementor-widget elementor-widget-text-editor" style="text-align: justify;" data-id="897a6f5" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
<div class="elementor-widget-container">In una delle innumerevoli, splendide similitudini che rendono l’Iliade così vivida, troviamo un’immagine particolarmente suggestiva.</p>
<p>“<i>Come le numerose schiere di uccelli alati – oche o gru o cigni dal lungo collo – nel prato d’Asia lungo le correnti del Caistro, volano di qua e di là gloriandosi (agallómena) nelle ali, e si posano stridendo, e il prato risuona, così le loro molte schiere dalle navi e dalle tende si riversavano nella pianura Scamandria</i>” (Il. II, 459–465).<br />
Cosa significa il fatto che questi uccelli «si glorino» nelle proprie ali? In fondo non stanno facendo nulla di fuori dall’ordinario. Sono uccelli e, in quanto uccelli, volano. Cosa hanno da vantarsi? <b>Agallómena </b>è il participio presente del verbo agállomai, che significa «<b>esultare, sentire una gioiosa fierezza</b>», «provare piacere in qualcosa», o anche «inorgoglirsi, essere fiero o felice di qualcosa». Il verbo è ripreso anche nel greco biblico. Ad esempio in Lc 10,21 si legge che Gesù “esultò (egalliásato) nello Spirito Santo”.<br />
Il tipo specifico di piacere designato da agállomai viene individuato con precisione nel commento di Eustazio: «Una cosa è “rallegrarsi” (chaírein), un’altra “esultare” (agállesthai).  […] Sembra infatti esserci una differenza: uno “gioisce” (chaírei) quando vede arrivare un figlio; invece “esulta” (agallâtai) in altri casi particolari, ad esempio quando si compiace di qualche ornamento elegante».<br />
L’esempio è rivelatore: non si tratta di un godimento derivato da un fatto o un oggetto esterno, ma, per così dire, di un piacere riflesso su se stesso. <b>È un piacere che deriva dal piacersi, dal risplendere</b>, proprio come gli uccelli che sui prati d’Asia godono delle proprie stesse ali.<br />
Il godimento senza scopo, senza perché, senza fardelli psicanalitici, senza calcoli utilitari delle gru che planano sul fiume Caistro ci pone di fronte alla vera essenza del messaggio omerico: la nuda “vita che vive”, l’innocenza trionfale di una forza che si esprime e che trova il suo senso e la sua pienezza nel solo fatto di esprimersi, una potenza che è già in atto, un movimento sottratto a ogni teleologia. Il bagliore sfolgorante di un mondo dietro cui non c’è nessun altro mondo, di una vita dopo cui non c’è nessuna altra vita, di eventi che non celano alcun senso occulto, di azioni che non manifestano nessuna complicazione inconscia.<br />
Di questo flusso traboccante non partecipano solo gli uccelli in volo sulle pianure asiatiche, ma l’ente nella sua totalità. <b>In Omero tutto è forza</b>. Potenza contro potenza, dove il solo limite è definito dalla <b>misura </b>della propria forza. Se ne accorse, con una certa inquietudine, Simone Weil, nella sua famosa interpretazione dell’Iliade come “<b>poema della forza</b>” (negli stessi anni Rachel Bespaloff diede una lettura simile, ma molto meno moralistica). La filosofa sosteneva che in Omero il vero soggetto è la forza, di cui i personaggi non possono disporre. Sono semmai loro a essere disposti dalla forza. Il che è una grande verità, al di là del contesto vagamente inquisitorio in cui la Weil poneva la propria considerazione. Il mondo omerico è un mondo interamente definito dalla forza, non necessariamente e non solo dalla forza del guerriero, ma dalla forza come dynamis, come darsi di effetti senza causa. È il mondo dei barbari predoni indoeuropei, scultori delle tavole della legge, che Nietzsche immortala così nella Genealogia della morale:<br />
“<i>Arrivano come il destino, senza motivo, ragione, riguardo, pretesto; sono lì come è lì il fulmine, troppo terribili, troppo improvvisi, troppo convincenti, troppo ‘diversi’ persino per poter essere odiati</i>” (I, §11).<br />
Allo stesso modo, Omero ci racconta di una diversa configurazione dell’umano, quella dell’<b>eroe</b>, la cui ratio non è definita dalle prodezze in guerra, ma dal sapersi far attraversare con spirito affermativo dal<b> flusso del vitale</b>. Come nota Peter Sloterdijk in Ira e tempo: “Per gli antichi, infatti, l’eroismo non era una fine attitudine, ma, fra tutte quelle possibili, la presa di posizione più vitale nei confronti dei fatti della vita”.<br />
È per questo, e non per un bellicismo fine a se stesso, che gli eroi “esultano nella guerra”, come nel canto XVI dell’Iliade, quando Achille ammonisce Patroclo: “Non ti esalti la guerra” (med’epagallómenos polémo) (91). È di nuovo Eustazio a spiegare i contorni dell’espressione, commentando questo passaggio: “L’espressione “esultando nella guerra” manifesta il piacere proprio degli uomini valorosi, piacere che essi provano quando vincono la battaglia”.<br />
Di fronte a questa essenzialità, a questo darsi in piena luce del reale, ha il sapore della profanazione il tentativo di complicare, sulla base di superstizioni psicologiche moderne, la figura dell’eroe. Emily Wilson, pestilenziale traduttrice militante di Omero in inglese, ha reso con “complicated man” la qualifica di “<b>polytropos</b>” che caratterizza Ulisse all’inizio dell’ Odissea. Da lì a mettere l’eroe sul lettino di Freud, il passo è breve. Sulla presunta caratterizzazione “moderna” di Odisseo, in effetti, si è scritto molto. Achille, l’eroe arcaico, “semplice” e impulsivo, contro Odisseo, il moderno, il complicato, il riflessivo. Pietro Pucci (Odysseus Polutropos : intertextual readings in the Odyssey and the Iliad) ha in realtà mostrato quanto tra Achille e Odisseo sia attivo un gioco di rimandi intertestuali e come l’istintivo Pelide sappia alla bisogna essere scaltro, astuto e calcolatore. Ma, ed è questo il punto, non si tratta comunque di attribuire a queste formidabili macchine da guerra la superstizione morale della coscienza.<br />
Quando Odisseo dice a se stesso “sopporta cuore”, non sta introducendo il fantasma di un soggetto nel flusso della forza, sta semplicemente “piegando” la forza stessa attraverso un disciplinamento più corporeo che mentale. Non vi è nulla di “complicato” in tutto questo. È tutto magnificamente semplice, vitale, <b>solare</b>. Come cigni che volano sui prati d’Asia senz’altra legge che quella della propria potenza.</div>
<div><em><strong>Adriano Scianca</strong></em></div>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F16%2Fcome-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale%2F&amp;linkname=Come%20gru%20sui%20prati%20d%E2%80%99Asia%3A%20Omero%20cantore%20del%20vitale" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F16%2Fcome-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale%2F&amp;linkname=Come%20gru%20sui%20prati%20d%E2%80%99Asia%3A%20Omero%20cantore%20del%20vitale" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F16%2Fcome-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale%2F&amp;linkname=Come%20gru%20sui%20prati%20d%E2%80%99Asia%3A%20Omero%20cantore%20del%20vitale" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F16%2Fcome-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale%2F&amp;linkname=Come%20gru%20sui%20prati%20d%E2%80%99Asia%3A%20Omero%20cantore%20del%20vitale" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F16%2Fcome-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale%2F&amp;linkname=Come%20gru%20sui%20prati%20d%E2%80%99Asia%3A%20Omero%20cantore%20del%20vitale" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F16%2Fcome-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale%2F&amp;linkname=Come%20gru%20sui%20prati%20d%E2%80%99Asia%3A%20Omero%20cantore%20del%20vitale" title="Print" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F16%2Fcome-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale%2F&#038;title=Come%20gru%20sui%20prati%20d%E2%80%99Asia%3A%20Omero%20cantore%20del%20vitale" data-a2a-url="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/16/come-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale/" data-a2a-title="Come gru sui prati d’Asia: Omero cantore del vitale"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/16/come-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale/">Come gru sui prati d’Asia: Omero cantore del vitale</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/16/come-gru-sui-prati-dasia-omero-cantore-del-vitale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31864</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La destra generalizia</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/15/la-destra-generalizia/</link>
					<comments>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/15/la-destra-generalizia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Kulturaeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 03:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALZO ZERO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kulturaeuropa.eu/?p=31862</guid>

					<description><![CDATA[<p>La debolezza del discorso antimmigrazione di certa destra &#8220;generalizia&#8221; e&#8217; di non iscrivere il tema nel piu&#8217; ampio tema del capitalismo e del suo modello di sfruttamento nonche&#8217; nel puntare tutto su un sovranismo antieuropeo del tutto anacronistico e sospetto. Del tutto assente poi la critica agli imperialismi extraeuropei. In pratica, l&#8217;ennesima versione del calderone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/15/la-destra-generalizia/">La destra generalizia</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La debolezza del discorso antimmigrazione di certa destra &#8220;generalizia&#8221; e&#8217; di non iscrivere il tema nel piu&#8217; ampio tema del capitalismo e del suo modello di sfruttamento nonche&#8217; nel puntare tutto su un sovranismo antieuropeo del tutto anacronistico e sospetto. Del tutto assente poi la critica agli imperialismi extraeuropei. In pratica, l&#8217;ennesima versione del calderone destrorso acchiappavoti, senza alcun fondamento teorico alternativo.</p>
<p><em><strong>Redazione Kulturaeuropa</strong></em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F15%2Fla-destra-generalizia%2F&amp;linkname=La%20destra%20generalizia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F15%2Fla-destra-generalizia%2F&amp;linkname=La%20destra%20generalizia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F15%2Fla-destra-generalizia%2F&amp;linkname=La%20destra%20generalizia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F15%2Fla-destra-generalizia%2F&amp;linkname=La%20destra%20generalizia" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F15%2Fla-destra-generalizia%2F&amp;linkname=La%20destra%20generalizia" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F15%2Fla-destra-generalizia%2F&amp;linkname=La%20destra%20generalizia" title="Print" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F15%2Fla-destra-generalizia%2F&#038;title=La%20destra%20generalizia" data-a2a-url="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/15/la-destra-generalizia/" data-a2a-title="La destra generalizia"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/15/la-destra-generalizia/">La destra generalizia</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/15/la-destra-generalizia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31862</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Grande e&#8217; la confusione sotto il cielo.</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/14/grande-e-la-confusione-sotto-il-cielo/</link>
					<comments>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/14/grande-e-la-confusione-sotto-il-cielo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Kulturaeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 03:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALZO ZERO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kulturaeuropa.eu/?p=31859</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scenario e&#8217; cambiato, non tutti lo hanno colto: tutto e&#8217; in evoluzione soprattutto sul piano culturale, quello politico soffre un perenne ritardo ma offre nuove opportunita&#8217;.Grande e&#8217; la confusione sotto il cielo, la situazione e&#8217; eccellente.. Redazione Kulturaeuropa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/14/grande-e-la-confusione-sotto-il-cielo/">Grande e&#8217; la confusione sotto il cielo.</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo scenario e&#8217; cambiato, non tutti lo hanno colto: tutto e&#8217; in evoluzione soprattutto sul piano culturale, quello politico soffre un perenne ritardo ma offre nuove opportunita&#8217;.Grande e&#8217; la confusione sotto il cielo, la situazione e&#8217; eccellente..</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Redazione Kulturaeuropa</strong></em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F14%2Fgrande-e-la-confusione-sotto-il-cielo%2F&amp;linkname=Grande%20e%E2%80%99%20la%20confusione%20sotto%20il%20cielo." title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F14%2Fgrande-e-la-confusione-sotto-il-cielo%2F&amp;linkname=Grande%20e%E2%80%99%20la%20confusione%20sotto%20il%20cielo." title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F14%2Fgrande-e-la-confusione-sotto-il-cielo%2F&amp;linkname=Grande%20e%E2%80%99%20la%20confusione%20sotto%20il%20cielo." title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F14%2Fgrande-e-la-confusione-sotto-il-cielo%2F&amp;linkname=Grande%20e%E2%80%99%20la%20confusione%20sotto%20il%20cielo." title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F14%2Fgrande-e-la-confusione-sotto-il-cielo%2F&amp;linkname=Grande%20e%E2%80%99%20la%20confusione%20sotto%20il%20cielo." title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F14%2Fgrande-e-la-confusione-sotto-il-cielo%2F&amp;linkname=Grande%20e%E2%80%99%20la%20confusione%20sotto%20il%20cielo." title="Print" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F14%2Fgrande-e-la-confusione-sotto-il-cielo%2F&#038;title=Grande%20e%E2%80%99%20la%20confusione%20sotto%20il%20cielo." data-a2a-url="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/14/grande-e-la-confusione-sotto-il-cielo/" data-a2a-title="Grande e’ la confusione sotto il cielo."></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/14/grande-e-la-confusione-sotto-il-cielo/">Grande e&#8217; la confusione sotto il cielo.</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/14/grande-e-la-confusione-sotto-il-cielo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31859</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Nolan, Omero e la maledizione woke: The Odyssey sopravvivrà ai suoi errori?</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/13/nolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori/</link>
					<comments>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/13/nolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Kulturaeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 04:05:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kulturaeuropa.eu/?p=31854</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fonte : https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/the-odyssey-nolan-maledizione-woke-errori-327828/ The Odyssey di Christopher Nolan non è interessante soltanto perchè il pubblico si è indignato davanti al trailer in cui appare Elena di Troia interpretata da Lupita Nyong’o. Sarebbe una lettura troppo riduttiva per uno dei pochi registi contemporanei che ha dimostrato di saper coniugare il blockbuster con la profondità narrativa, il botteghino con le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/13/nolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori/">Nolan, Omero e la maledizione woke: The Odyssey sopravvivrà ai suoi errori?</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fonte : <a href="https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/the-odyssey-nolan-maledizione-woke-errori-327828/">https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/the-odyssey-nolan-maledizione-woke-errori-327828/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>The Odyssey</em> di <strong>Christopher Nolan</strong> non è interessante soltanto perchè il pubblico si è indignato davanti al trailer in cui appare Elena di Troia interpretata da Lupita Nyong’o. Sarebbe una lettura troppo riduttiva per uno dei pochi registi contemporanei che ha dimostrato di saper coniugare il blockbuster con la profondità narrativa, il botteghino con le altezze cinematografiche. <a id="https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/lodissea-da-omero-tutte-le-strade-portano-a-christopher-nolan-284530/" href="https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/lodissea-da-omero-tutte-le-strade-portano-a-christopher-nolan-284530/" type="link">Se alla fine del 2024 ci chiedevamo su queste colonne se<em> L’Odissea</em> di Nolan avrebbe rispettato le aspettative</a>, oggi – a pochi giorni dall’uscita globale nelle sale – la domanda sembra farsi più venale, ma non meno importante: Nolan è abbastanza forte da far passare commercialmente un’operazione caricata di scelte che altrove hanno bruciato interi franchise?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nolan arriva a Omero con un capitale simbolico enorme</strong>. Dopo <em>Oppenheimer</em>, dopo la trilogia del <em>Cavaliere oscuro</em>, dopo <em>Interstellar</em>, tutti quanti abbiamo capito che il regista britannico non è mai stato un semplice esecutore dell’industria dello spettacolo. È probabilmente l’ultimo grande autore popolare occidentale capace di vendere al pubblico non solo un film, ma visioni di grandezza e vertigini metafisiche. Anche quando lavora dentro il mercato, Nolan non sembra quasi mai ridursi al mercato. Per questo la sua <em>Odissea</em> è un caso che va sviscerato in modo più serio dell’ennesimo prodotto <em>Disney </em>o <em>Netflix </em>passato al setaccio della polemica anti-woke.</p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">The Odyssey: Nolan alla prova del blackwashing</h2>
<p style="text-align: justify;">Il problema, però, parte proprio da qui. Anche Nolan è scivolato nel cono d’ombra del dispositivo <em>woke </em>– con i suoi riflessi e le sue reazioni. <strong>Finchè si parla di viaggi spaziali e onirici, nessuno è tenuto a porsi domande sulla legittimità di un ruolo, sulla verosimiglianza con le scritture di riferimento, sul peso politico delle scelte di casting</strong>. E se proprio vogliamo dircelo, il tema non è neanche tanto la “fedeltà” a Omero, ma la tenuta (anche commerciale) di un’operazione che prova a sommare tutto: il prestigio del classico, il dispositivo del kolossal globale, il casting multiculturale, l’aggiornamento linguistico alla sensibilità contemporanea, la promozione dell’evento cinematografico totale. Un film di Nolan, non scordiamolo, è sempre anche una macchina industriale di prim’ordine, e come tale deve rispondere alle leggi del mercato. Se le prime reazioni critiche sembrano positive, e le previsioni d’apertura restano forti, il punto non è chiedersi se Nolan possa incassare bene nel primo weekend o se farà flop. Con il suo nome, la curiosità e il formato-evento, sarebbe catastrofico il contrario. Il punto è se il film saprà trasformare la partenza in durata, oppure se subirà lo stesso attrito che ha colpito altri prodotti caricati di scelte recepite dal pubblico come esterne al racconto. In questi giorni infatti, fanno discute le cifre sui <em>dislike </em>del trailer su YuoTube: <a id="https://www.ilmattino.it/spettacoli/cinema/record_di_non_mi_piace_film_nolan_the_odyssey_su_youtube_supera_i_like-9637277.html" href="https://www.ilmattino.it/spettacoli/cinema/record_di_non_mi_piace_film_nolan_the_odyssey_su_youtube_supera_i_like-9637277.html" type="link">c’è già chi parla di record negativo</a>. Potrebbe non essere una sentenza di morte, ma in un mercato che vive di passaparola ma soprattutto di pregiudizio, il segnale – così come le polemiche stesse, mai così forti prima d’ora su un prodotto firmato Nolan – hanno un peso.</p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">La polemica di Lupita Nyong’o contro Omero conferma i pregiudizi</h2>
<p style="text-align: justify;">In questo frullatore di polemiche e dicerie, non potevano mancare le uscite veramente infelici. Non contenta di essere l’oggetto della discordia principale – e in questo probabilmente incarna Elena di Troia alla perfezione – Lupita Nyong’o, <a id="https://www.foxnews.com/media/nolans-odyssey-actress-said-shed-scold-homer-lack-female-speaking-roles" href="https://www.foxnews.com/media/nolans-odyssey-actress-said-shed-scold-homer-lack-female-speaking-roles" type="link">intervistata durante la promozione del film</a>, ha immaginato di chiedere conto direttamente a Omero del “poco spazio concesso alle donne”: “<strong>Remember us?</strong>”. La frase può essere liquidata come una battuta, ma nella comunicazione contemporanea le battute non sono mai innocenti, soprattutto quando confermano esattamente il pregiudizio del pubblico, ovvero che il suo ruolo sia forzato all’interno del contesto narrativo, se non un vero e proprio presidio ideologico. Se il personaggio più discusso del film arriva a rimproverare Omero con le categorie del progressismo contemporaneo, la percezione viene confermata: più che un adattamento del mito, siamo di fronte all’ennesimo classico europeo revisionato dal politicamente corretto. Come abbiamo detto altre volte, il problema non è tanto la natura malleabile del mito, quanto chi lo manipola, in quale direzione e dentro quale asimmetria. Spieghiamoci. Il mercato vuole prodotti globali, esportabili, immediatamente riconoscibili da pubblici diversi; l’ideologia fornisce la giustificazione morale: inclusione, rappresentazione, riparazione, aggiornamento;<strong> il risultato è che la tradizione europea diventa sempre il laboratorio più disponibile</strong>, perché su di essa si può intervenire con una libertà che raramente viene concessa quando si parla delle tradizioni altrui.</p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">La tradizione europea è sempre alterabile, le altre no</h2>
<p style="text-align: justify;">La scelta di <strong>Travis Scott</strong>, passato più in sordina rispetto alla Nyong’o e ad Elliot Page, ci aiuta a capire meglio questo meccanismo. Nolan dice di averlo scelto nel ruolo di bardo perché vede nel rap una forma moderna di oralità epica. Non è una banalità, perché si ricollega a quanto già espresso dal regista, quando ha paragonato Omero a George Lucas e la cultura omerica alla Marvel del suo tempo. <a id="https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/da-leone-a-nolan-cinema-omero-accademia-325899/" href="https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/da-leone-a-nolan-cinema-omero-accademia-325899/" type="link">Come avevamo spiegato in un articolo dedicato</a>, l’epica non è una realtà statica: passa dal canto orale al poema, dal poema al romanzo, dal romanzo al western, alla fantascienza, al cinecomic ecc. <strong>Ogni civiltà continua a cercare immagini più grandi della vita ordinaria: dèi, eroi, mostri, viaggi, duelli, ritorni.</strong> Se quindi il bardo è la voce stessa del mito, Scott diventa l’equivalente di Omero, spostando non solo la forma ma il cuore della trasmissione narrativa. Da un lato è una traduzione ambiziosa per il pubblico globale; dall’altro suggerisce che il mito europeo debba pagare dazio al filtro afroamericano per risultare universale, ed è una forma di razzismo. Ed è lo stesso schema emerso qualche tempo fa intorno alla fortunata serie <em>Shogun</em>, quando qualcuno si domandò, senza particolare imbarazzo, perché in una storia ambientata nel Giappone del 1600 non ci fossero personaggi neri. Non si chiedeva se la serie funzionasse, se restituisse la complessità del Giappone feudale, se reggesse sul piano narrativo. Si chiedeva, semplicemente, chi mancasse all’appello secondo le categorie dell’industria culturale americana. E infatti la reazione fu dura non soltanto da parte dei soliti spettatori “conservatori”, ma anche da parte di utenti neri infastiditi dall’idea di essere trasformati in quota obbligatoria anche dove la loro presenza non aveva alcuna necessità storica o narrativa.</p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">Il pubblico tollera sempre meno le correzioni ideologiche</h2>
<p style="text-align: justify;">La cosa interessante infatti è che, quando questo meccanismo viene applicato a tradizioni non-europee, appare immediatamente per ciò che è: una forzatura. Nessuno sano di mente pretenderebbe di giudicare <em>Shogun</em> in base alla quantità di minoranze rappresentate nel Giappone del XVII secolo, così come nessuno difenderebbe con leggerezza un imperatore cinese interpretato da un attore bianco in nome della libertà artistica. <strong>In quel caso scatterebbero immediatamente le parole che conosciamo: appropriazione culturale, cancellazione, colonialismo simbolico, mancanza di rispetto</strong>. Quando però lo stesso trattamento riguarda il patrimonio europeo, il principio cambia. Omero diventa “universale”, quindi liberamente smontabile; la Grecia antica diventa un contenitore fluido; il mito europeo diventa materia prima da riassemblare secondo le esigenze morali contemporanee. Questa asimmetria è il cuore del problema <em>Odyssey</em>. Nessuno pretende una ricostruzione museale dell’<em>Odissea</em>, né un cinema bloccato dalla filologia. Il cinema vive di interpretazioni, scarti, tradimenti intelligenti o verosimili. Ma il tradimento funziona quando nasce da una necessità artistica interna, non quando sembra l’applicazione di un protocollo esterno. Il pubblico può accettare libertà enormi se avverte che il mito è stato trattato con cura. Ha accettato Sergio Leone che trasforma la frontiera americana in tragedia classica; ha accettato George Lucas che ripropone il poema cavalleresco nello spazio profondo; ha benedetto Tolkien che ha reinventato l’epica nordica e cristiana in un mondo immaginario. Può accettare persino l’anacronismo, se l’anacronismo produce valore. <strong>Quello che tollera sempre meno è il sospetto di trovarsi davanti a una grande opera usata come piattaforma di correzione ideologica</strong>.</p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">Il woke è una maledizione per il botteghino</h2>
<p style="text-align: justify;">Da qui possiamo tornare alla domanda principale: vincerà Nolan o la maledizione woke? Negli ultimi anni il pubblico ha punito, o comunque raffreddato, molte produzioni che sembravano costruite più per rispettare una lista di sensibilità che per generare desiderio narrativo. Non è successo perché gli spettatori siano diventati tutti filologi, classicisti o militanti anti-woke. <strong>È successo perché l’industria ha abusato di un meccanismo riconoscibile: prendere un marchio amato, aggiornarlo secondo il lessico dell’inclusione, presentare ogni critica come arretratezza morale, poi stupirsi se il pubblico smette di fidarsi</strong>. <em>Disney </em>lo ha capito sulla propria pelle più di tutti. Quando Bob Iger ha ricordato che l’obiettivo principale resta intrattenere, non predicare, non stava elaborando una teoria della civiltà, stava prendendo atto di un problema. In modo non troppo diverso, anche <strong>Larry Fink</strong> (<em>Blackrock</em>) <a id="https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/woke-finanza-potere-blackrock-confessioni-323746/" href="https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/woke-finanza-potere-blackrock-confessioni-323746/" type="link">ha recentemente invitato le aziende a ridimensionare l’enfasi sulle battaglie cultural</a>i, sottolineando come il compito principale resti creare valore e risultati concreti, non trasformarsi in piattaforme di militanza ideologica. Ma il punto è che il “woke corporate” non è mai stato soltanto ideologia. È stato anche una strategia di mercato. Ha promesso alle grandi produzioni di rendere i loro prodotti più globali, più esportabili, più protetti dal punto di vista reputazionale. Ma a un certo punto il meccanismo si è inceppato: se il personaggio sembra scelto per coprire una quota, perde peso. Quindi, se il mito sembra essere riparato più che elaborato, smette di essere mito e diventa qualcos’altro.</p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">Nolan riuscirà a salvare The Odyssey?</h2>
<p style="text-align: justify;">Nolan, per la prima volta, entra davvero dentro questa contraddizione. Finora la sua traiettoria lo aveva tenuto al riparo da queste scazzottate politiche. Con l’<em>Odissea</em>, invece, il terreno cambia natura: Omero non è solo un autore, ma una delle principali sorgenti dell’immaginario europeo, uno dei poemi fondativi della nostra civiltà. E quando si tocca la sorgente, ogni scelta assume un peso maggiore. Questo non significa che il film sia destinato automaticamente a fallire: sarebbe una previsione stupida, oltre che probabilmente sbagliata. La reputazione di Nolan è anche la sua principale polizza assicurativa. Ma proprio per questo sarà interessante vedere se l’autorevolezza di un mostro sacro del botteghino possa ancora assorbire scelte narrative e di casting percepite dal pubblico come forzature ideologiche. E questo sarà un indizio sullo spirito del nostro tempo.<br />
<strong>Per ora, possiamo limitarci ad evidenziare la contraddizione più traumatica: in <em>Oppenheimer</em> nessuno avrebbe immaginato di cambiare arbitrariamente il volto dei protagonisti storici in nome della libertà creativa, perché lì il vincolo della riconoscibilità era considerato parte integrante della serietà dell’opera.</strong> Con Omero, invece, il mito viene trattato come se non avesse colore, corpo, radice, appartenenza. Ed è qui che si rivela l’errore interpretativo di fondo: il mito sarà pure replicabile, ma non è meno identitario perché è mito, non è meno reale perché abitato da ciclopi e divinità. Lo è di più, perché agisce più in profondità della biografia e della cronaca nella psiche dei popoli. Proprio per questo ogni licenza artistica pesa il doppio: non interviene soltanto su una storia, ma sull’immagine attraverso cui una civiltà continua a riconoscersi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sergio Filacchioni</em></strong></p>
<div class="code-block code-block-6" style="text-align: justify;"><center></p>
<div id="fumiwz"></div>
<p></center></div>
<div class="code-block code-block-7" style="text-align: justify;"><center></p>
<div id="onshvt"></div>
<p></center></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F13%2Fnolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori%2F&amp;linkname=Nolan%2C%20Omero%20e%20la%20maledizione%20woke%3A%20The%20Odyssey%20sopravvivr%C3%A0%20ai%20suoi%20errori%3F" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F13%2Fnolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori%2F&amp;linkname=Nolan%2C%20Omero%20e%20la%20maledizione%20woke%3A%20The%20Odyssey%20sopravvivr%C3%A0%20ai%20suoi%20errori%3F" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F13%2Fnolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori%2F&amp;linkname=Nolan%2C%20Omero%20e%20la%20maledizione%20woke%3A%20The%20Odyssey%20sopravvivr%C3%A0%20ai%20suoi%20errori%3F" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F13%2Fnolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori%2F&amp;linkname=Nolan%2C%20Omero%20e%20la%20maledizione%20woke%3A%20The%20Odyssey%20sopravvivr%C3%A0%20ai%20suoi%20errori%3F" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F13%2Fnolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori%2F&amp;linkname=Nolan%2C%20Omero%20e%20la%20maledizione%20woke%3A%20The%20Odyssey%20sopravvivr%C3%A0%20ai%20suoi%20errori%3F" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F13%2Fnolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori%2F&amp;linkname=Nolan%2C%20Omero%20e%20la%20maledizione%20woke%3A%20The%20Odyssey%20sopravvivr%C3%A0%20ai%20suoi%20errori%3F" title="Print" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F13%2Fnolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori%2F&#038;title=Nolan%2C%20Omero%20e%20la%20maledizione%20woke%3A%20The%20Odyssey%20sopravvivr%C3%A0%20ai%20suoi%20errori%3F" data-a2a-url="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/13/nolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori/" data-a2a-title="Nolan, Omero e la maledizione woke: The Odyssey sopravvivrà ai suoi errori?"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/13/nolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori/">Nolan, Omero e la maledizione woke: The Odyssey sopravvivrà ai suoi errori?</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/13/nolan-omero-e-la-maledizione-woke-the-odyssey-sopravvivra-ai-suoi-errori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31854</post-id>	</item>
		<item>
		<title>SCRITTI SULLA TECNORIBELLIONE</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/scritti-sulla-tecnoribellione/</link>
					<comments>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/scritti-sulla-tecnoribellione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Kulturaeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 04:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kulturaeuropa.eu/?p=31847</guid>

					<description><![CDATA[<p>RECENSIONE DEL LIBRO di ANTONIO FINIELLO E’ merito del Centro Studi e ricerca Cittadella se il libro “ Scritti sulla tecnoribellione “ ha visto la luce in questi giorni con ottima accoglienza di pubblico e critica. Un libro breve quello di Antonio Finiello, militante e dirigente del movimento sindacale nazionale, attivista politico di destra radicale e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/scritti-sulla-tecnoribellione/">SCRITTI SULLA TECNORIBELLIONE</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">RECENSIONE DEL LIBRO di <em><strong>ANTONIO FINIELLO</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ merito del <em><strong>Centro Studi e ricerca Cittadella</strong></em> se il libro “ <strong>Scritti sulla tecnoribellione</strong> “ ha visto la luce in questi giorni con ottima accoglienza di pubblico e critica. Un libro breve quello di Antonio Finiello, militante e dirigente del movimento sindacale nazionale, attivista politico di destra radicale e uomo dalla tempra e dal coraggio come oggigiorno pochi se ne riscontrano nel panorama politico italiano. Una raccolta di articoli scritti per la pescarese rivista di cultura politica Parsifal, pubblicata nei primi anni 80 del secolo scorso. Gli argomenti trattati potrebbero essere classificati datati, se non fossero attraversati nelle pagine asciutte di Finiello da lampi, intuizioni e, a tratti, vere e proprie premonizioni che non possono non colpire il lettore. L’intuito del Nostro lo porta ad anticipare di quasi mezzo secolo quello che si è realizzato negli ultimi anni nel campo della tecnologia con l’irruzione del transumanesimo, del post umanesimo e dell’Intelligenza Artificiale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attività sindacale di Finiello e il suo lavoro per molti anni nell’allora Banco di Roma ha portato l’intelligenza del politico e soprattutto del sindacalista ad impattarsi in quegli anni con le innovazioni tecnologiche della telematica, della robotica, della computeristica con il mondo del lavoro, del ruolo degli operai e degli impiegati e del loro futuro lavorativo. Ma questi argomenti  &#8211; e sono proprio gli interessi speculativi degli articoli riportati nel libro – si presentano prodromici a quello che poi è accaduto negli ultimi anni nel campo della filosofia della Silicon Valley con l’incrementazione esponenziale delle biotecnologie, nanotecnologie e IA.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che Antonio Finiello aveva intuito, ed emerge chiaramente nel libro, è la questio centrale che condiziona e attorno alla quale ruota tutto il mondo dell’innovazione tecnologica e del pensiero filosofico e valoriale che è stato racchiuso nella cosiddetta “ Filosofia della siepe “, metafora giornalistica, sociologica e critica utilizzata dagli analisti per descrivere, unificare e dare forma visibile  ad un insieme di comportamenti e dichiarazioni di intenti dei leader della Silicon Valley. Questa metafora della siepe è un pensiero estremamente strutturato, organico e teorizzato che porta alla fuga dei geni tecnologici e dei miliardari investitori e finanziatori a non partecipare alla vita democratica, ma a “ fuggire “ dalla società costruendo spazi fisici e virtuali protetti e sovrani. Nel 2022 il saggista e teorico dei media Douglas Rushkoff ha pubblicato un libro di fondamentale importanza “ La sopravvivenza dei più ricchi  ( Survival of the Richest ) “, in cui racconta che è stata pagata una cifra astronomica da ultra miliardari per sapere non come evitare il collasso del mondo, ma come proteggere i loro bunker dall’assalto dei loro stessi servizi di sicurezza  quando il denaro non avrebbe avuto più valore. E’ la vittoria del pensiero gnostico, della hybris, della tecnologia che diventa la nuova Gnosis, strumento elitario con cui l’umanità si redime da sola dai propri limiti biologici. Al riguardo vi è un articolo nella raccolta del libro dove si sostiene “ Le ristrutturazioni aziendali … stanno creando nell’uomo  una pericolosa illusione di un vicino paradiso dove il tempo libero sarà l’occupazione principale. Il rischio del tempo libero senza limiti dovrebbe invece far riflettere e convincere tutti della necessità di una corretta programmazione dell’occupazione e soprattutto di una partecipazione più attiva ed interessata – nel senso della crescita individuale e collettiva – ai processi economici e tecnici che investono la società. “.  Come pure nell’articolo “ Ogni uomo un codice “, il codice a barre diventa nell’intuizione di Finiello quello che nel XXI secolo sarà la carta residenziale con relativo credito sociale dei cittadini della Repubblica Popolare Cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro pieno di intuizioni che dopo circa mezzo secolo diventano realtà e che ci prospetta un insegnamento molto importante per chi vive la militanza politica come volontà di costruire  una società migliore e più giusta. E la pubblicazione di questa raccolta assume un significato di onore delle armi all’uomo e al militante Finiello, che spesso in solitudine ed in tempi difficilissimi, ha continuato a studiare, a lottare, a testimoniare i valori della tradizione sapendo di svolgere una battaglia di difesa coerente dei principi a cui aveva informato la propria esistenza. In questo senso è anche un libro di volontà di lotta per tutti i militanti. Di seminare anche quando tutto rema contro e le forze possono cominciare a venire meno, sapendo che quel seme un giorno nascerà rigoglioso e più forte di ogni avversità anche in assenza di chi lo ha piantato. Come nel caso di Antonio Finiello. Buona lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">                                                                   <em><strong>Vincenzo Cancelli</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">                                   <strong>Presidente associazione culturale aps EUROPA FUTURA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Fscritti-sulla-tecnoribellione%2F&amp;linkname=SCRITTI%20SULLA%20TECNORIBELLIONE" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Fscritti-sulla-tecnoribellione%2F&amp;linkname=SCRITTI%20SULLA%20TECNORIBELLIONE" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Fscritti-sulla-tecnoribellione%2F&amp;linkname=SCRITTI%20SULLA%20TECNORIBELLIONE" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Fscritti-sulla-tecnoribellione%2F&amp;linkname=SCRITTI%20SULLA%20TECNORIBELLIONE" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Fscritti-sulla-tecnoribellione%2F&amp;linkname=SCRITTI%20SULLA%20TECNORIBELLIONE" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Fscritti-sulla-tecnoribellione%2F&amp;linkname=SCRITTI%20SULLA%20TECNORIBELLIONE" title="Print" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Fscritti-sulla-tecnoribellione%2F&#038;title=SCRITTI%20SULLA%20TECNORIBELLIONE" data-a2a-url="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/scritti-sulla-tecnoribellione/" data-a2a-title="SCRITTI SULLA TECNORIBELLIONE"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/scritti-sulla-tecnoribellione/">SCRITTI SULLA TECNORIBELLIONE</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/scritti-sulla-tecnoribellione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31847</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lo Stato non esiste piu&#8217;.</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/lo-stato-non-esiste-piu/</link>
					<comments>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/lo-stato-non-esiste-piu/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Kulturaeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 04:28:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALZO ZERO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kulturaeuropa.eu/?p=31844</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si sente da piu&#8217; parti ogni volta la solita invocazione &#8221; dov&#8217; e&#8217; lo Stato&#8221; in materia di sicurezza , di immigrazione, di salari , di aumento del prezzo del petrolio e potremmo andare avanti all&#8217; infinito. La risposta e&#8217; semplice : lo Stato non esiste piu&#8217;, o meglio e&#8217; un altra cosa rispetto a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/lo-stato-non-esiste-piu/">Lo Stato non esiste piu&#8217;.</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si sente da piu&#8217; parti ogni volta la solita invocazione &#8221; dov&#8217; e&#8217; lo Stato&#8221; in materia di sicurezza , di immigrazione, di salari , di aumento del prezzo del petrolio e potremmo andare avanti all&#8217; infinito. La risposta e&#8217; semplice : lo Stato non esiste piu&#8217;, o meglio e&#8217; un altra cosa rispetto a qualche decennio fa. Lo Stato oggi e&#8217; un mero agglomerato amministrativo , composto da apparati , che oggi si limitano all&#8217;autoconservazione e all&#8217;amministrazione dell&#8217;esistente all&#8217; interno, e a svolgere il ruolo di cinghia di trasmissione di alleanze internazionali all&#8217; estero. Questo chiunque governi .In Italia, il fenomeno e&#8217; ancora piu&#8217; eclatante, mancando una concezione statuale centralizzata, a favore invece di una diffusione pulviscolare e conflittuale del potere sul territorio. Il risultato e&#8217; che allo Stato e&#8217; rimasto, anche per la forte cessione di sovranita&#8217; in materia economica e monetaria, solo il potere coercitivo e quello di esigere tributi. Per questo, rimarranno del tutto inascoltate le richieste di chi , ingenuamente, continua a richiedere interventi ad uno Stato che semplicemente non esiste o meglio ha smesso da un pezzo di esistere come lo abbiamo conosciuto in passato. Su questo argomento e su come uscirne , consigliamo la lettura del nostro &#8221; Lo Stato organico europeo&#8221; edito da Passaggio al Bosco .</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Redazione Kulturaeuropa</strong></em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Flo-stato-non-esiste-piu%2F&amp;linkname=Lo%20Stato%20non%20esiste%20piu%E2%80%99." title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Flo-stato-non-esiste-piu%2F&amp;linkname=Lo%20Stato%20non%20esiste%20piu%E2%80%99." title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Flo-stato-non-esiste-piu%2F&amp;linkname=Lo%20Stato%20non%20esiste%20piu%E2%80%99." title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Flo-stato-non-esiste-piu%2F&amp;linkname=Lo%20Stato%20non%20esiste%20piu%E2%80%99." title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Flo-stato-non-esiste-piu%2F&amp;linkname=Lo%20Stato%20non%20esiste%20piu%E2%80%99." title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Flo-stato-non-esiste-piu%2F&amp;linkname=Lo%20Stato%20non%20esiste%20piu%E2%80%99." title="Print" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F12%2Flo-stato-non-esiste-piu%2F&#038;title=Lo%20Stato%20non%20esiste%20piu%E2%80%99." data-a2a-url="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/lo-stato-non-esiste-piu/" data-a2a-title="Lo Stato non esiste piu’."></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/lo-stato-non-esiste-piu/">Lo Stato non esiste piu&#8217;.</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/12/lo-stato-non-esiste-piu/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31844</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Pechino e la legge etnica: il “razzismo di Stato” che non fa notizia ci rivela una verità rimossa</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/11/pechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa/</link>
					<comments>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/11/pechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Kulturaeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 04:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESTERI E GEOPOLITICA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kulturaeuropa.eu/?p=31841</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fonte : https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/pechino-legge-etnica-razzismo-stato-verita-rimossa-327809/ La Cina comunista codifica l’assimilazione delle minoranze, mentre in Occidente l’allarme sul razzismo vale solo contro frontiere, identità e remigrazione. Roma, 7 lug – Per mesi ci hanno spiegato che il vero pericolo per l’Occidente era l’Ice negli Stati Uniti, la remigrazione in Europa, il “razzismo di Stato” della destra, il ritorno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/11/pechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa/">Pechino e la legge etnica: il “razzismo di Stato” che non fa notizia ci rivela una verità rimossa</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fonte : <a href="https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/pechino-legge-etnica-razzismo-stato-verita-rimossa-327809/">https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/pechino-legge-etnica-razzismo-stato-verita-rimossa-327809/</a></p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">La Cina comunista codifica l’assimilazione delle minoranze, mentre in Occidente l’allarme sul razzismo vale solo contro frontiere, identità e remigrazione.</h2>
<p style="text-align: justify;">Roma, 7 lug – Per mesi ci hanno spiegato che il vero pericolo per l’Occidente era l’Ice negli Stati Uniti, la remigrazione in Europa, il “<strong>razzismo di Stato</strong>” della destra, il ritorno del fascismo dietro ogni proposta di controllo delle frontiere. Ogni volta che un governo occidentale prova a riaffermare un principio minimo di sovranità, il lessico è sempre lo stesso: persecuzione, suprematismo, pulizia etnica, autoritarismo. Ora però una potenza comunista, la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, mette in vigore una legge che interviene direttamente sulla formazione dell’identità etnica, linguistica e culturale delle minoranze. E il volume, di colpo, si abbassa.</p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">La Cina ha approvato una legge sull’unità e il progresso etnico</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal 1° luglio è entrata in vigore in Cina la legge sulla promozione dell’unità e del progresso etnico, approvata a marzo dall’Assemblea nazionale del popolo.</strong> La norma viene presentata da Pechino come uno strumento per rafforzare la coesione tra i 56 gruppi etnici ufficialmente riconosciuti dalla Repubblica Popolare, all’interno di un Paese da oltre 1,4 miliardi di abitanti. La formula ufficiale è quella dell’armonia: unità nazionale, prosperità comune, lotta al separatismo, consolidamento della comunità del popolo cinese. Ma dietro questa retorica amministrativa c’è un salto politico evidente. La Cina non si limita più a governare le differenze etniche: pretende di definirne i confini, il linguaggio, la memoria e la compatibilità con l’ordine del Partito. Il cuore della legge è il divieto di compiere atti che “<strong>minano l’unità etnica</strong>” o “<strong>creano divisione etnic</strong>a”. La vaghezza della formula è decisiva. In un sistema autoritario – ma anche democratico, il Ddl Gasparri per esempio – una categoria di questo tipo può diventare il contenitore giuridico dentro cui far rientrare una vasta gamma di repressione.<em> </em><a id="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2026/06/china-new-ethnic-unity-law-set-to-entrench-assimilation-of-minority-groups/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2026/06/china-new-ethnic-unity-law-set-to-entrench-assimilation-of-minority-groups/" type="link"><em>Amnesty International</em> ha sottolineato proprio questo punto: termini così larghi e non definiti aprono la strada a un’applicazione arbitraria della legge.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la lingua.<strong> Il mandarino viene rafforzato come lingua principale nella scuola, negli enti pubblici e nella vita istituzionale.</strong> <a id="https://apnews.com/article/china-ethnic-minority-assimilation-law-45db00f1d9e301f8704a0c0c057ca994" href="https://apnews.com/article/china-ethnic-minority-assimilation-law-45db00f1d9e301f8704a0c0c057ca994" type="link">Secondo <em>Associated Press</em>, l’articolo 15 della legge impone l’insegnamento del mandarino ai bambini prima della scuola dell’obbligo e per tutto il percorso educativo successivo, fino alla scuola superiore</a>. In regioni come Tibet, Xinjiang e Mongolia Interna questo non è un dettaglio tecnico, perché la lingua è il primo veicolo dell’identità. Quando una comunità non trasmette più la propria lingua come strumento pieno di istruzione, ma la vede ridotta a materia marginale, folklore o reperto culturale, la battaglia identitaria è già in larga parte compromessa. La legge chiede inoltre alle scuole di formare negli studenti una forte coscienza della “comunità del popolo cinese” e assegna anche alle famiglie un ruolo educativo in questa direzione. Lo Stato non si limita quindi a ordinare dall’alto un nuovo equilibrio amministrativo tra gruppi etnici: entra nella scuola, nei musei, nei media, nelle comunità locali, nelle politiche abitative, nella trasmissione familiare.<strong> La differenza etnica può esistere solo se subordinata a un’identità nazionale superiore, costruita intorno al Partito comunista cinese e alla cultura maggioritaria han.</strong></p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">Le minoranze devono adeguarsi alla volontà di Pechino</h2>
<p style="text-align: justify;">È qui che il discorso diventa più serio della semplice denuncia umanitaria. La Cina non sta abolendo formalmente le minoranze. Non dice che tibetani, uiguri o mongoli non esistano. Al contrario, li riconosce proprio per ricondurli dentro una cornice gerarchica di compatibilità politica. La minoranza è ammessa come colore locale, come costume, come elemento decorativo della grande narrazione nazionale. Non è ammessa come soggetto storico autonomo. <strong>Non può produrre una memoria concorrente, una lealtà alternativa, una lingua pienamente pubblica, una religione capace di resistere alla sovranità ideologica dello Stato.</strong> La vicenda degli uiguri nello Xinjiang e quella dei tibetani mostrano da anni la direzione di marcia. Pechino ha progressivamente assorbito la questione etnica dentro il paradigma della sicurezza nazionale. La religione, la lingua, la cultura comunitaria e persino il legame con le diaspore sono stati sempre più spesso letti come possibili vettori di separatismo, estremismo o infiltrazione straniera. La nuova legge, di fatto, codifica questa impostazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto più inquietante, però, riguarda l’extraterritorialità. La legge prevede infatti che anche organizzazioni e individui fuori dai confini della Repubblica Popolare possano essere ritenuti responsabili se accusati di minare l’unità etnica o promuovere divisioni. <a id="https://www.reuters.com/world/china/eu-concerned-by-chinas-new-ethnic-unity-law-which-targets-people-overseas-2026-07-02/" href="https://www.reuters.com/world/china/eu-concerned-by-chinas-new-ethnic-unity-law-which-targets-people-overseas-2026-07-02/" type="link"><em>Reuters </em>ha riportato le preoccupazioni di Unione Europea e Stati Uniti proprio su questo aspetto, segnalando il rischio di repressione transnazionale nei confronti di attivisti, studiosi, giornalisti e comunità della diaspora.</a> Il precedente è evidente: Hong Kong. La legge sulla sicurezza nazionale del 2020 ha già mostrato come Pechino utilizzi il diritto come strumento di proiezione politica oltre i propri confini, trasformando dissenso e attivismo in possibili violazioni della sicurezza statale. Ora lo stesso schema viene applicato alla questione etnica. Chi parla di Tibet, Xinjiang, uiguri, mongoli o diaspora rischia di trovarsi davanti non soltanto la propaganda cinese, ma una pretesa giuridica globale.</p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">Dove sono gli indignati permanenti del “razzismo di stato”?</h2>
<p style="text-align: justify;">Pechino naturalmente respinge ogni accusa. La legge, nella versione ufficiale, vieta la discriminazione e l’oppressione di qualsiasi gruppo etnico e promette l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Ma è proprio questa la forma moderna dell’assimilazione: non dichiarare la soppressione della differenza, bensì neutralizzarla in nome dell’uguaglianza superiore dello Stato. <strong>Tutti uguali, purché dentro la stessa lingua pubblica, la stessa memoria autorizzata, la stessa fedeltà politica, la stessa idea di nazione decisa dal centro</strong>. E allora la domanda politica diventa inevitabile: dove sono tutti quelli che vedono il fascismo ovunque? Dove sono i politici, gli editorialisti, gli intellettuali da talk show sempre pronti a spiegare che una politica migratoria più dura in Europa sarebbe il ritorno degli anni Trenta? Dove sono quelli che davanti alla parola Remigrazione gridano alla legge razziale, ma davanti a una potenza comunista che disciplina minoranze, lingua, scuola, famiglia e diaspore preferiscono non parlare?</p>
<p style="text-align: justify;">Qui non siamo davanti a un governo occidentale che espelle immigrati irregolari o controlla le frontiere. Siamo davanti a uno Stato-partito che pretende di formare un’identità nazionale omogenea intervenendo sui gruppi etnici interni. Se il criterio polemico usato contro l’Occidente fosse applicato con coerenza, questa dovrebbe essere denunciata come una legge etnica di Stato, una legge di assimilazione forzata, una legge che usa la categoria dell’appartenenza come materia politica. E invece la condanna arriva soprattutto dalle organizzazioni per i diritti umani, da alcune cancellerie occidentali, da attivisti tibetani e uiguri. <strong>Molto meno dal circo mediatico che vive di allarmi permanenti sul “fascismo” europeo.</strong></p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">La categoria razziale è ancora pienamente moderna</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ragione è semplice: la categoria razziale o etnica viene demonizzata solo quando ritorna nelle rivendicazioni dei popoli europei.</strong> Se un africano rivendica la propria identità, è orgoglio postcoloniale. Se un asiatico difende la propria continuità culturale, è autodeterminazione. Se uno Stato comunista asiatico costruisce una gigantesca ingegneria identitaria, il discorso si fa improvvisamente complesso, geopolitico, sfumato. Se invece un europeo afferma che anche il proprio popolo ha diritto a continuità storica, confini, cultura e trasmissione, allora scatta immediatamente l’accusa di razzismo. Il caso cinese ci costringe dunque a guardare in faccia una verità che il progressismo occidentale rimuove: la categoria etnica non è un residuo arcaico, né un fantasma fascista, né un incidente della modernità. È una categoria politica pienamente moderna. La usano gli Stati liberali quando costruiscono politiche di integrazione, quote, censimenti, minoranze protette e dispositivi antidiscriminatori. La usano gli Stati comunisti quando fondono popoli diversi dentro un’identità nazionale centralizzata. La usano gli imperi quando amministrano pluralità interne. La usano le democrazie quando regolano immigrazione, cittadinanza e rappresentanza. La domanda non è se la categoria esista. Esiste, eccome. La domanda è chi abbia il diritto di usarla, con quali fini e contro chi.</p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">Nessuna grande potenza crede alle favole della globalizzazione</h2>
<p style="text-align: justify;">Per questo l’uso ossessivo della parola fascismo è sempre più povero e sempre meno descrittivo. Serve a impedire la discussione, non a capirla. Perché se ogni politica dell’identità, del confine, della continuità storica e della composizione demografica è fascismo, allora bisogna avere il coraggio di dirlo anche quando a praticarla è la Cina comunista. Se invece non lo si dice, vuol dire che il problema non è la categoria etnica in sé, ma il soggetto che la impugna. Quando a farlo sono gli europei, scandalo. Quando a farlo sono altri popoli o altri Stati, realismo politico. <strong>La nuova legge cinese mostra anche un altro punto essenziale: nessun grande Stato crede davvero alla favola dell’individuo astratto, sradicato, neutro, privo di appartenenze.</strong> Questa favola viene venduta soprattutto agli europei, ai quali si chiede di non pensarsi più come popoli, ma come somma di consumatori, contribuenti, residenti, cittadini intercambiabili. Le grandi potenze, invece, ragionano ancora in termini di continuità storica, profondità culturale, coesione interna, demografia, lingua, confini simbolici. Pechino lo fa in modo brutale e autoritario, sacrificando le minoranze sull’altare dell’unità nazionale. Ma proprio per questo dimostra che identità, etnia e potere non sono affatto usciti dalla storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente il modello cinese non può essere il nostro. L’Europa non ha bisogno di copiare l’autoritarismo asiatico, né di ridurre la ricchezza dei popoli a un centralismo burocratico. Ma deve smettere di farsi paralizzare dal ricatto morale di chi pretende che solo gli europei non possano difendere se stessi. Il problema non è riconoscere l’esistenza delle identità; il problema è decidere se esse debbano essere governate consapevolmente o lasciate esplodere nel caos, nella sostituzione demografica, nella guerra tra comunità, nell’atomizzazione capitalistica. La Cina ha scelto la via dell’assimilazione statale. L’Occidente progressista ha scelto quella opposta: dissolvere i popoli autoctoni dentro società multiculturali senza centro, salvo poi reprimere moralmente chiunque provi a opporsi. Sono due forme diverse di governo della questione etnica. Una autoritaria, centralizzata, disciplinare. L’altra ipocrita, mercantile, disgregante. <strong>Ma entrambe dimostrano la stessa cosa: la razza, l’etnia, la cultura e la demografia non sono scomparse</strong>. Sono ancora il cuore della politica moderna.</p>
<h2 class="wp-block-heading" style="text-align: justify;">La legge etnica della storia</h2>
<p style="text-align: justify;">Per questo la legge cinese sull’unità etnica non riguarda solo Pechino, il Tibet o lo Xinjiang. Riguarda anche noi. Riguarda il modo in cui l’Occidente parla di sé, il doppio standard con cui giudica gli altri, la menzogna secondo cui i popoli sarebbero superati dalla globalizzazione. I popoli non sono superati: possono essere assimilati, repressi, sostituiti, amministrati, rieducati, colpevolizzati. <strong><a id="https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/roma-belfast-europa-riconquista-remigrazione-327271/" href="https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/roma-belfast-europa-riconquista-remigrazione-327271/" type="link">Ma restano il materiale vivo della storia</a></strong>. Pechino lo sa. Le grandi potenze lo sanno. Solo l’Europa ufficiale finge di non saperlo. E forse è proprio questa la sua colpa più grave.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sergio Filacchioni</em></strong></p>
<div class="code-block code-block-6" style="text-align: justify;"><center></p>
<div id="fumiwz"></div>
<p></center></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F11%2Fpechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa%2F&amp;linkname=Pechino%20e%20la%20legge%20etnica%3A%20il%20%E2%80%9Crazzismo%20di%20Stato%E2%80%9D%20che%20non%20fa%20notizia%20ci%20rivela%20una%20verit%C3%A0%20rimossa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F11%2Fpechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa%2F&amp;linkname=Pechino%20e%20la%20legge%20etnica%3A%20il%20%E2%80%9Crazzismo%20di%20Stato%E2%80%9D%20che%20non%20fa%20notizia%20ci%20rivela%20una%20verit%C3%A0%20rimossa" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F11%2Fpechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa%2F&amp;linkname=Pechino%20e%20la%20legge%20etnica%3A%20il%20%E2%80%9Crazzismo%20di%20Stato%E2%80%9D%20che%20non%20fa%20notizia%20ci%20rivela%20una%20verit%C3%A0%20rimossa" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F11%2Fpechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa%2F&amp;linkname=Pechino%20e%20la%20legge%20etnica%3A%20il%20%E2%80%9Crazzismo%20di%20Stato%E2%80%9D%20che%20non%20fa%20notizia%20ci%20rivela%20una%20verit%C3%A0%20rimossa" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F11%2Fpechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa%2F&amp;linkname=Pechino%20e%20la%20legge%20etnica%3A%20il%20%E2%80%9Crazzismo%20di%20Stato%E2%80%9D%20che%20non%20fa%20notizia%20ci%20rivela%20una%20verit%C3%A0%20rimossa" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F11%2Fpechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa%2F&amp;linkname=Pechino%20e%20la%20legge%20etnica%3A%20il%20%E2%80%9Crazzismo%20di%20Stato%E2%80%9D%20che%20non%20fa%20notizia%20ci%20rivela%20una%20verit%C3%A0%20rimossa" title="Print" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F11%2Fpechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa%2F&#038;title=Pechino%20e%20la%20legge%20etnica%3A%20il%20%E2%80%9Crazzismo%20di%20Stato%E2%80%9D%20che%20non%20fa%20notizia%20ci%20rivela%20una%20verit%C3%A0%20rimossa" data-a2a-url="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/11/pechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa/" data-a2a-title="Pechino e la legge etnica: il “razzismo di Stato” che non fa notizia ci rivela una verità rimossa"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/11/pechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa/">Pechino e la legge etnica: il “razzismo di Stato” che non fa notizia ci rivela una verità rimossa</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/11/pechino-e-la-legge-etnica-il-razzismo-di-stato-che-non-fa-notizia-ci-rivela-una-verita-rimossa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31841</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sul nazionalismo</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/10/sul-nazionalismo/</link>
					<comments>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/10/sul-nazionalismo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Kulturaeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 04:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALZO ZERO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kulturaeuropa.eu/?p=31838</guid>

					<description><![CDATA[<p>Che il nazionalismo di tipo tradizionale sia irrimediabilmente avvizzito potrebbe dimostrarlo la stessa osservazione del linguaggio. Una parola come patria, che ancora quarant’anni fa aveva la particolare vibrazione delle parole che interpretano un’epoca, ha ormai un suono quasi patetico, e una giusta sensibilità linguistica consiglia di adoperarla sempre di meno. Una frase come “i sacri [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/10/sul-nazionalismo/">Sul nazionalismo</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Che il nazionalismo di tipo tradizionale sia irrimediabilmente avvizzito potrebbe dimostrarlo la stessa osservazione del linguaggio.<br />
Una parola come patria, che ancora quarant’anni fa aveva la particolare vibrazione delle parole che interpretano un’epoca, ha ormai un suono quasi patetico, e una giusta sensibilità linguistica consiglia di adoperarla sempre di meno. Una frase come “i sacri confini della patria” suona falsa in un tempo in cui tutti sanno benissimo che in Europa c’è ormai un solo confine: quello della cortina di ferro.<br />
La parola “nazione” ha ancora un timbro sicuro, ma già a parlare di “idea nazionale” significa andare nel vago, e nessuno saprebbe più dare un contenuto a queste espressioni in un’epoca che non è più quella dell’unità nazionale, ma quella dell’unità europea.<br />
Il nazionalismo, la “nazione”, con tutti quei valori morali, militari, solidaristici associati a questi termini, s’identificano da quasi un secolo con la Destra. Ma i valori nazionali si basavano su un mito della storia a breve raggio per il quale tutta la storia era in funzione della nazione, e ogni popolo confinante un “barbaro”, nel senso originario della parola: uno parlante un’altra lingua e perciò, in qualche modo, “cattivo”.<br />
La prospettiva nazionale escludeva l’Europa come unità di razza e di cultura.<br />
C’è un grande compito da assolvere oggi in Europa: quello di ridestar gli Europei alla coscienza della loro Forza.<br />
<em><strong>Adriano Romualdi</strong> </em>– <strong>Una cultura per l’Europa</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F10%2Fsul-nazionalismo%2F&amp;linkname=Sul%20nazionalismo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F10%2Fsul-nazionalismo%2F&amp;linkname=Sul%20nazionalismo" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F10%2Fsul-nazionalismo%2F&amp;linkname=Sul%20nazionalismo" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F10%2Fsul-nazionalismo%2F&amp;linkname=Sul%20nazionalismo" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F10%2Fsul-nazionalismo%2F&amp;linkname=Sul%20nazionalismo" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F10%2Fsul-nazionalismo%2F&amp;linkname=Sul%20nazionalismo" title="Print" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F10%2Fsul-nazionalismo%2F&#038;title=Sul%20nazionalismo" data-a2a-url="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/10/sul-nazionalismo/" data-a2a-title="Sul nazionalismo"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/10/sul-nazionalismo/">Sul nazionalismo</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/10/sul-nazionalismo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31838</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La strategia di Trump</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/09/la-strategia-di-trump/</link>
					<comments>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/09/la-strategia-di-trump/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Kulturaeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 04:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALZO ZERO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kulturaeuropa.eu/?p=31836</guid>

					<description><![CDATA[<p>La ripresa della guerra all&#8217;Iran, la pressione sui paesi europei a suon di insulti, le affermazioni di gradimento verso Cina e Russia , fanno parte della nuova strategia americana: consolidare le relazioni con gli imperialismi e reprimere qualsiasi ipotesi di autonomia europea. Redazione Kulturaeuropa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/09/la-strategia-di-trump/">La strategia di Trump</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La ripresa della guerra all&#8217;Iran, la pressione sui paesi europei a suon di insulti, le affermazioni di gradimento verso Cina e Russia , fanno parte della nuova strategia americana: consolidare le relazioni con gli imperialismi e reprimere qualsiasi ipotesi di autonomia europea.</p>
<p><em><strong>Redazione Kulturaeuropa</strong></em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F09%2Fla-strategia-di-trump%2F&amp;linkname=La%20strategia%20di%20Trump" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F09%2Fla-strategia-di-trump%2F&amp;linkname=La%20strategia%20di%20Trump" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F09%2Fla-strategia-di-trump%2F&amp;linkname=La%20strategia%20di%20Trump" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F09%2Fla-strategia-di-trump%2F&amp;linkname=La%20strategia%20di%20Trump" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F09%2Fla-strategia-di-trump%2F&amp;linkname=La%20strategia%20di%20Trump" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F09%2Fla-strategia-di-trump%2F&amp;linkname=La%20strategia%20di%20Trump" title="Print" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F09%2Fla-strategia-di-trump%2F&#038;title=La%20strategia%20di%20Trump" data-a2a-url="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/09/la-strategia-di-trump/" data-a2a-title="La strategia di Trump"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/09/la-strategia-di-trump/">La strategia di Trump</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/09/la-strategia-di-trump/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31836</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lo stato vuole uccidere Gilberto Cavallini: deve morire in cella perché fascista? (di Piero Sansonetti)</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/08/lo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti/</link>
					<comments>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/08/lo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Kulturaeuropa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 04:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kulturaeuropa.eu/?p=31833</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fonte : https://www.facebook.com/search/top/?q=l%20unita&#38;locale=it_IT Forse anche i più giovani conoscono quello slogan &#8211; terribile, infame &#8211; che si gridava in qualche corteo negli anni 70: “uccidere un fascista non è reato / viva la giustizia del proletariato”. Era l’espressione più reazionaria di un’area dell’estremismo di sinistra illiberale e fanatica. Per fortuna molto molto minoritaria. Eppure. Eppure [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/08/lo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti/">Lo stato vuole uccidere Gilberto Cavallini: deve morire in cella perché fascista? (di Piero Sansonetti)</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fonte : <a href="https://www.facebook.com/search/top/?q=l%20unita&amp;locale=it_IT">https://www.facebook.com/search/top/?q=l%20unita&amp;locale=it_IT</a></p>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Forse anche i più giovani conoscono quello slogan &#8211; terribile, infame &#8211; che si gridava in qualche corteo negli anni 70: “uccidere un fascista non è reato / viva la giustizia del proletariato”. Era l’espressione più reazionaria di un’area dell’estremismo di sinistra illiberale e fanatica. Per fortuna molto molto minoritaria. Eppure. Eppure mi pare di aver capito che lo spirito di quello slogan è ancora vivo e domina nel pensiero e nell’azione di alcuni settori dello Stato. Più precisamente della magistratura.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">La storia di Gilberto Cavallini, ex militante della lotta armata di ispirazione fascista è una storia incredibile di sopraffazione e di denigrazione della Costituzione e del diritto. Cavallini era un uomo dei Nar. Era giovane e feroce. Non aveva ancora 30 anni. Sparava e uccideva. I Nar erano la principale organizzazione terroristica di ispirazione fascista che operò in Italia alla fi ne degli anni 70. Alla fine Cavallini fu catturato, messo in prigione, processato e condannato. I Nar furono sgominati. Cavallini ha scontato 43 anni di prigione. Una quantità inaudita di anni di prigione. Oggi è una anziano signore di 73 anni. Aveva ottenuto la semilibertà. Cioè, poteva uscire dal carcere durante il giorno ma doveva poi tornare in cella la notte. Sperava di poter a breve ottenere qualcosa di più, e cioè la libertà condizionale e di tornare a dormire nel suo letto, cosa che non faceva più dal 1983. E invece cosa è successo? Magistrati solerti hanno deciso di rivedere la sua posizione nei processi per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 (più di 80 morti). Cavallini era stato già condannato in un processo per quella strage, ma solo a 11 anni perché si era stabilito che aveva avuto un ruolo marginale.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">In realtà chi conosce la vicenda di quei processi sa benissimo che le possibilità che i Nar (e dunque Cavallini) avessero qualcosa a che fare con la strage sono veramente molto molto poche. Non c’è uno straccio di prova. Comunque i magistrati hanno deciso di processare di nuovo Cavallini, 46 anni dopo, per quella strage, e di condannarlo non più a 11 anni ma all’ergastolo. Un ergastolo che va a sommarsi a quelli ai quali era stato già condannato per altri reati. In più hanno stabilito che dovrà scontare tre anni di isolamento. Cioè dovrà essere rinchiuso in una cella, da solo, dove potrà guardare le pareti per 23 ore al giorno più un’ora d’aria da passare in solitudine. Perché l’isolamento? Perché in realtà pare che già fosse stato condannato all’isolamento e forse, in realtà, lo avesse già scontato, ma sono passati tanti anni e l’amministrazione carceraria ha perso le carte e quindi non sa con certezza se per caso quell’isolamento lo ha già scontato oppure no.</div>
<div dir="auto">È una storia incredibile. Di furia giustizialista, di sopraffazione, di vendetta. Pura vendetta. Diciamo la verità: è uno scandalo. Che offende il nostro stato di diritto, le nostre leggi, quella costituzione e difesa della quale spesso i magistrati si schierano, giustamente, come un sol uomo. E che questa violazione viola sfrontatamente e con arroganza. È una clamorosa ingiustizia.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Cosa giustifica questo comportamento e impedisce agli intellettuali e ai partiti democratici, e ai giornali di insorgere? Un dettaglio: Cavallini è &#8211; o forse era, questo non lo so e non mi sembra importante &#8211; un fascista. E dunque se provi a difenderlo sei un traditore e un revisionista. E compi un atto indegno. Perché difendere un fascista è reato. Possibile che non riusciamo a uscire dalla parte peggiore di quegli anni? Cioè la violenza e la prepotenza. Gli anni settanta, personalmente l’ho scritte tante volte, furono un periodo straordinario di crescita e di modernizzazione della società italiana. Con uno scotto morale e culturale molto forte. Con l’affermarsi di un’idea alta di giustizia sociale, di uguaglianza e anche di libertà. Ma si portarono dietro il fardello della violenza e la follia della lotta armata. Me li ricordo bene, ero giovane ma impegnato in politica. Me la ricordo la violenza, la faziosità, la contrapposizione. Anche la paura fisica che accompagnava la lotta politica. Però mi ricordo anche straordinari successi, che oggi sembrano scontati ma allora non lo erano. Oggi gli anni settanta vengono ingiustamente demonizzati. E cosa si salva invece di quel periodo? La contrapposizione e la vendetta. Cioè il piombo. Esaltando un’idea dell’antifascismo retorica, stupida e illiberale.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">L’antifascismo può essere solo liberale e socialista. E non può ammettere che un signore di 73 anni (ma se anche fosse giovane le cose non cambierebbero) sia esposto alla furia cieca di una potenza che può disporre a piacimento delle nostre vite. Spero che qualcosa si muova. La politica, i giornali, il Quirinale. Che ponga fine a questa infamia, ottenga la liberazione di Cavallini e spieghi a tutti che no: uccidere un fascista è un reato molto grave.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">P.S. L’isolamento per più di 15 giorni è vietato da una importantissima Convenzione internazionale, chiamata “Codice Mandela”, firmata anche dall’Italia. Però l’Italia la calpesta continuamente. Lo fa in modo volgare con Cavallini, e lo ha fatto allo stesso modo, pochissimi giorni fa con Alfredo Cospito, e lo fa regolarmente con i detenuti al 41 bis. Però la cosa pare non interessare nessuno. Neanche garantisti presunti.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><em><strong>Piero Sansonetti</strong></em><br />
<em><strong>Pagina Facebook de </strong></em><em><strong>L&#8217;Unità </strong></em></div>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F08%2Flo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti%2F&amp;linkname=Lo%20stato%20vuole%20uccidere%20Gilberto%20Cavallini%3A%20deve%20morire%20in%20cella%20perch%C3%A9%20fascista%3F%20%28di%20Piero%20Sansonetti%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F08%2Flo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti%2F&amp;linkname=Lo%20stato%20vuole%20uccidere%20Gilberto%20Cavallini%3A%20deve%20morire%20in%20cella%20perch%C3%A9%20fascista%3F%20%28di%20Piero%20Sansonetti%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F08%2Flo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti%2F&amp;linkname=Lo%20stato%20vuole%20uccidere%20Gilberto%20Cavallini%3A%20deve%20morire%20in%20cella%20perch%C3%A9%20fascista%3F%20%28di%20Piero%20Sansonetti%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F08%2Flo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti%2F&amp;linkname=Lo%20stato%20vuole%20uccidere%20Gilberto%20Cavallini%3A%20deve%20morire%20in%20cella%20perch%C3%A9%20fascista%3F%20%28di%20Piero%20Sansonetti%29" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F08%2Flo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti%2F&amp;linkname=Lo%20stato%20vuole%20uccidere%20Gilberto%20Cavallini%3A%20deve%20morire%20in%20cella%20perch%C3%A9%20fascista%3F%20%28di%20Piero%20Sansonetti%29" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F08%2Flo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti%2F&amp;linkname=Lo%20stato%20vuole%20uccidere%20Gilberto%20Cavallini%3A%20deve%20morire%20in%20cella%20perch%C3%A9%20fascista%3F%20%28di%20Piero%20Sansonetti%29" title="Print" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.kulturaeuropa.eu%2F2026%2F07%2F08%2Flo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti%2F&#038;title=Lo%20stato%20vuole%20uccidere%20Gilberto%20Cavallini%3A%20deve%20morire%20in%20cella%20perch%C3%A9%20fascista%3F%20%28di%20Piero%20Sansonetti%29" data-a2a-url="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/08/lo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti/" data-a2a-title="Lo stato vuole uccidere Gilberto Cavallini: deve morire in cella perché fascista? (di Piero Sansonetti)"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/08/lo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti/">Lo stato vuole uccidere Gilberto Cavallini: deve morire in cella perché fascista? (di Piero Sansonetti)</a> proviene da <a href="https://www.kulturaeuropa.eu">KULTURAEUROPA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.kulturaeuropa.eu/2026/07/08/lo-stato-vuole-uccidere-gilberto-cavallini-deve-morire-in-cella-perche-fascista-di-piero-sansonetti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31833</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
