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	Commenti a: Trump e l’Europa	</title>
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	<description>Centro Studi e Laboratorio culturale per il risveglio europeo</description>
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		<title>
		Di: V--		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[V--]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 19:57:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il terzo elemento credo sia il più interessante. 
Il problema è certamente il freno a mano tirato dell’Europa su AI&#038;co.. Basta vedere che anche se non abbiamo AI, abbiamo però pubblicato in Gazzetta le regole per prevenirne i possibili danni. Come se non ce ne fossero già abbastanza di regole.
Tempo fa ho ascoltato un’ottima riflessione di un economista che sottolineava come all’epoca di internet per lo più solo compagnie americane si sono affermate sfruttando a pieno il fenomeno. (Complimenti bella analisi. – da approfondire su AI-) Ora sta succedendo la stessa cosa?
Qui va a finire che non avremo per nulla investitori privati e quello che riusciamo ad inventare nel settore pubblico (università e centri di ricerca) sarà sfruttato da altri.
Sull’Europa mi è piaciuta la riflessione sulla presenza in loco (Europa) di tantissime basi americane. (ascoltata sulla vostra radio). Si è vero dovremmo in qualche modo togliercele di dosso. In realtà avverrà, per forza…
Certo, come ricorda anche Roberto, l’America ci è contro. Ovviamente non mollerà l’osso. Il discorso però  deve vertere sullo spirito europeo. Ovvio che bisognerà fare qualche passo in avanti in ottica di obiettivi comuni.
Su qualunque punto dipende da quanta forza (e, soprattutto, volontà) hai per reggere il confronto.
Faccio un esempio. Se prendi la destra radicale in tutti questi ultimi decenni. Possiamo, sinceramente, dire che ha contato nulla per i ‘poteri forti’ (che pure esistono)?Oppure possiamo dire che perfino culturalmente ha fatto schifo, basta vedere certi riallineamenti pro-Putin (abbandonando ogni volontà di reggere il confronto) o la costante sensazione di inferiorità nei confronti negli altri, solo perché antifascisti. Quando, banalmente, l’impostazione doveva essere esattamente il contrario. 
Comunque se stai fermo sulle tue posizioni e le tue posizioni sono giuste alla fine vinci, sempre, se vuoi.
Una penultima riflessione riguarda la dinamicità. L’opera dell’uomo è un divenire. Puoi avere perfino persone di destra che hanno sempre fatto provvedimenti di sostanza di destra, che nel loro agire si ritrovano a fare, per costrizione, per caso, per risveglio, per altri motivi, provvedimenti concreti che cambiano le cose e che sono sociali e, chissà, rivoluzionari. 
Qualsiasi cosa fai non sai prima quello che può essere, ma per una teoria sembra ci sia un destino di specie umana nelle azioni e che quindi la predeterminazione del nostro agire non sarebbe da limitarsi ai soli movimenti semplici (premo il pulsante prima che abbia pensato di premere il pulsante). E questo destino sarebbe allora biologicamente dettato per ogni popolo, compreso quello europeo.
Il consiglio comunque che vi lascio, proprio perché non facciate le cavolate fatte degli ultimi 30-40 anni, fatte da altri ovviamente, è qualità massima sempre. La quantità non conta nulla, ricordatevelo. E poi la qualità è e sarà quantità.
Quindi confrontatevi e comunque miglioratevi, sempre, anche a costo di tagliare rubriche.
E poi anche professionalità. Studiate meglio il vostro ambiente ed in profondità.
Buon lavoro. Forza Europa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il terzo elemento credo sia il più interessante.<br />
Il problema è certamente il freno a mano tirato dell’Europa su AI&amp;co.. Basta vedere che anche se non abbiamo AI, abbiamo però pubblicato in Gazzetta le regole per prevenirne i possibili danni. Come se non ce ne fossero già abbastanza di regole.<br />
Tempo fa ho ascoltato un’ottima riflessione di un economista che sottolineava come all’epoca di internet per lo più solo compagnie americane si sono affermate sfruttando a pieno il fenomeno. (Complimenti bella analisi. – da approfondire su AI-) Ora sta succedendo la stessa cosa?<br />
Qui va a finire che non avremo per nulla investitori privati e quello che riusciamo ad inventare nel settore pubblico (università e centri di ricerca) sarà sfruttato da altri.<br />
Sull’Europa mi è piaciuta la riflessione sulla presenza in loco (Europa) di tantissime basi americane. (ascoltata sulla vostra radio). Si è vero dovremmo in qualche modo togliercele di dosso. In realtà avverrà, per forza…<br />
Certo, come ricorda anche Roberto, l’America ci è contro. Ovviamente non mollerà l’osso. Il discorso però  deve vertere sullo spirito europeo. Ovvio che bisognerà fare qualche passo in avanti in ottica di obiettivi comuni.<br />
Su qualunque punto dipende da quanta forza (e, soprattutto, volontà) hai per reggere il confronto.<br />
Faccio un esempio. Se prendi la destra radicale in tutti questi ultimi decenni. Possiamo, sinceramente, dire che ha contato nulla per i ‘poteri forti’ (che pure esistono)?Oppure possiamo dire che perfino culturalmente ha fatto schifo, basta vedere certi riallineamenti pro-Putin (abbandonando ogni volontà di reggere il confronto) o la costante sensazione di inferiorità nei confronti negli altri, solo perché antifascisti. Quando, banalmente, l’impostazione doveva essere esattamente il contrario.<br />
Comunque se stai fermo sulle tue posizioni e le tue posizioni sono giuste alla fine vinci, sempre, se vuoi.<br />
Una penultima riflessione riguarda la dinamicità. L’opera dell’uomo è un divenire. Puoi avere perfino persone di destra che hanno sempre fatto provvedimenti di sostanza di destra, che nel loro agire si ritrovano a fare, per costrizione, per caso, per risveglio, per altri motivi, provvedimenti concreti che cambiano le cose e che sono sociali e, chissà, rivoluzionari.<br />
Qualsiasi cosa fai non sai prima quello che può essere, ma per una teoria sembra ci sia un destino di specie umana nelle azioni e che quindi la predeterminazione del nostro agire non sarebbe da limitarsi ai soli movimenti semplici (premo il pulsante prima che abbia pensato di premere il pulsante). E questo destino sarebbe allora biologicamente dettato per ogni popolo, compreso quello europeo.<br />
Il consiglio comunque che vi lascio, proprio perché non facciate le cavolate fatte degli ultimi 30-40 anni, fatte da altri ovviamente, è qualità massima sempre. La quantità non conta nulla, ricordatevelo. E poi la qualità è e sarà quantità.<br />
Quindi confrontatevi e comunque miglioratevi, sempre, anche a costo di tagliare rubriche.<br />
E poi anche professionalità. Studiate meglio il vostro ambiente ed in profondità.<br />
Buon lavoro. Forza Europa</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Giancarlo		</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2024/11/08/trump-e-leuropa/#comment-2029</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 17:40:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roberto, assolutamente d&#039;accordo,  infatti nell&#039;articolo non sosteniamo affatto questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto, assolutamente d&#8217;accordo,  infatti nell&#8217;articolo non sosteniamo affatto questo.</p>
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		<title>
		Di: Roberto		</title>
		<link>https://www.kulturaeuropa.eu/2024/11/08/trump-e-leuropa/#comment-2027</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 07:56:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che su Trump ci sia un equivoco di fondo. Diverse analisi che ho letto (non dico che anche la vostra sostenga la stessa cosa) sostengono che Trump abbia come fine quello di &quot;abbandonare&quot; la NATO. In realtà, se uno ascolta bene i suoi discorsi non parla mai di abbandonare la NATO, ma di intimare gli stati membri ad aumentarne i contributi per la difesa, cosa che in larga parte aveva già ottenuto l&#039;amministrazione uscente grazie alla guerra Russo-Ucraina. Paradossalmente l&#039;unico leader occidentale che ha posto il tema di superare la NATO in un&#039;ottica di difesa comune europea è stato Macron che arrivò a parlare addirittura  di &quot;morte cerebrale&quot; dell&#039;alleanza atlantica. E la reazione di Trump fu questa: https://www.france24.com/en/20181109-macrons-proposal-eu-army-very-insulting-trump. Quindi temo che in realtà Trump, esattamente come le altre amministrazioni, non mollerà l&#039;osso come molti sperano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che su Trump ci sia un equivoco di fondo. Diverse analisi che ho letto (non dico che anche la vostra sostenga la stessa cosa) sostengono che Trump abbia come fine quello di &#8220;abbandonare&#8221; la NATO. In realtà, se uno ascolta bene i suoi discorsi non parla mai di abbandonare la NATO, ma di intimare gli stati membri ad aumentarne i contributi per la difesa, cosa che in larga parte aveva già ottenuto l&#8217;amministrazione uscente grazie alla guerra Russo-Ucraina. Paradossalmente l&#8217;unico leader occidentale che ha posto il tema di superare la NATO in un&#8217;ottica di difesa comune europea è stato Macron che arrivò a parlare addirittura  di &#8220;morte cerebrale&#8221; dell&#8217;alleanza atlantica. E la reazione di Trump fu questa: <a href="https://www.france24.com/en/20181109-macrons-proposal-eu-army-very-insulting-trump" rel="nofollow ugc">https://www.france24.com/en/20181109-macrons-proposal-eu-army-very-insulting-trump</a>. Quindi temo che in realtà Trump, esattamente come le altre amministrazioni, non mollerà l&#8217;osso come molti sperano.</p>
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