ESTERI E GEOPOLITICA

DIFESA EUROPEA DEI CONFINI EUROPEI

No, non è ritorno al futuro, non siamo tornati nel 2018 con la mitica DeLorean al governo Conte 1. Siamo nel 2022 e dopo anni di silenziosa ipocrisia, si torna a parlare di emergenza immigrazione clandestina. A far scoppiare il caso è la ONG “Humanity 1” che, dopo aver raccolto il carico d’immigrati dagli scafisti, si dirige verso l’Italia entrando senza autorizzazione in acque nazionali. La storia è nota: arrivati al porto di Catania, vengono fatti sbarcare soltanto donne, minori e fragili attestati dal personale medico. Lo stesso personale che dopo qualche giorno di tira e molla, con un escamotage, riesce a far sbarcare tutti per “alto rischio psicologico”.

Ma il caso vero è proprio scoppia pochi giorni dopo con un’altra ONG, la “Ocean Viking”.

La nave battente bandiera norvegese, dopo il rifiuto dell’Italia, si avvia verso la Francia. Seguiranno ventiquattro ore di aspre polemiche interne con il governo francese che, tramite il proprio ministro dell’Interno, attaccherà frontalmente l’Italia ritirando l’accordo che prevedeva 3500 ricollocamenti verso Parigi. Accordo che fino a oggi aveva portato a redistribuire solo 117 immigrati in tutta Europa, al cospetto dei quasi 90 mila arrivati nelle coste italiane quest’anno. Non solo, dai ministri francesi nei giorni successivi arriveranno anche minacce di possibili conseguenze e un esortazione rivolta agli altri paesi europei di isolare Roma, ritirando anch’essi l’accordo sui ricollocamenti. Invito che non avrà seguito e che tutti gli stati membri restituiranno al mittente, isolando proprio la Francia che otterrà il risultato opposto a quello auspicato.

Un’asse che invece riesce a raggiungere l’Italia con Grecia, Malta e Cipro. Che non è di serie B come sostenuto da alcuni, ma si tratta di un’alleanza geografica, capitanata da Roma, con i paesi del sud accomunati dallo stesso problema in quanto nazioni di primo approdo nel Mediterraneo. Non solo, il Governo Meloni, in questo modo, riesce a ottenere anche un incontro straordinario tra tutti i ministri dell’Interno europei, che si dovrebbe tenere a fine novembre.

Cosa si otterrà è ancora tutto da vedere, le divergenze sono tante e riuscire a fare una sintesi che possa mettere d’accordo tutti non sarà facile. Una cosa è certa, nessuno in Europa sembra voler aumentare le proprie quote d’immigrazione. A questo punto la soluzione può essere soltanto una, e non è il fallimentare accordo di redistribuzione, ma un’intesa unanime per la difesa comune dei confini europei. È la grande chance che deve giocarsi l’Italia forte delle sue alleanze con le nazioni del sud e dell’est e dei buoni rapporti che gioco forza deve tenere con Francia e Germania.

Pierpaolo Cicciarella

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