ESTERI E GEOPOLITICA

GIALLO SUL RICOVERO DI LAVROV

FONTE: https://insideover.ilgiornale.it/politica/giallo-a-bali-lavrov-ricoverato-o-forse-no.html

L’attesissimo G20 di Bali sta per cominciare, giacché l’apertura dei lavori è prevista nella giornata di domani, e già si è tinto di giallo per via di un caso esploso alle prime ore di stamane. Caso che, se così lo si può chiamare, riguarda le condizioni di salute di uno degli uomini più importanti della politica internazionale: Sergej Lavrov, il ministro degli Esteri della Russia.

Bufala o verità?

Alcune indiscrezioni filtrate alla grande stampa nella giornata di oggi, 14 novembre, vorrebbero che il capo della diplomazia russa e numero due del Cremlino, Sergej Lavrov, fosse stato ricoverato in un ospedale dell’isola di Bali a causa di complicanze cardiache.

Lavrov, secondo anonime fonti citate dall’Associated Press – nota più per coperture di qualità che per la diffusione di bufale –, sarebbe stato ospedalizzato in una struttura dell’isola dopo aver messo piede in Indonesia. Diagnosi: problemi al cuore, forse un malore.

La notizia del presunto ricovero di Lavrov ha fatto il giro del mondo in un minuto. Data per buona per via della fonte. E data per credibile anche per via dell’età del soggetto in questione – Lavrov, non certo un giovanotto, ha compiuto 72 anni quest’anno e da anni, peraltro, si susseguono voci sui suoi presunti problemi di salute.

Un minuto, sessanta secondi, il tempo di cui ha bisogno una notizia per fare il giro del mondo divenuto villaggio globale. Ed il tempo, anche, nel quale può avvenire la sua smentita. Che è esattamente ciò che è accaduto oggi: un presunto scoop seguito da una smentita in tempi record.

La smentita di Lavrov, i commenti di Giacarta

Disinformazione occidentale – questa la laconica risposta di Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri della Federazione russa, alle indiscrezioni provenienti da Associated Press e riecheggiate in tutto il mondo. Risposta accompagnata da accuse di rito – la bufalomania della stampa occidentale – e prove a supporto della smentita, ossia un video raffigurante Lavrov al lavoro, nel giardino della suite, sorridente, sereno e, all’apparenza, in ottime condizioni di salute.

Il problema della smentita della Zakharova, avvenuta via Telegram, è che è stata “smentita” dalle stesse autorità indonesiane. Non soltanto da quattro fonti che hanno chiesto di rimanere sotto anonimato, confermando il report dell’Associated Press e fornendo più dettagli – sarebbe stato ricoverato presso l’ospedale di Sanglah di Denpasar –, ma da I Wayan Koster, il governatore di Bali, che ha confermato i report, pur riducendone sensibilmente la gravità del contenuto.

Secondo Koster, Lavrov sarebbe stato sì in visita all’ospedale di Sanglah, ma per un check-up terminato con esito positivo. Ma la domanda sorge spontanea: “perché il bisogno di un check-up cardiologico all’arrivo in Indonesia?”.

Il malore della discordia

Se realmente si trattasse di ordinarietà, Lavrov effettuerebbe un check-up di routine ad ogni viaggio – senza necessità di nasconderlo al pubblico –, cosa che, invece, non avviene. Perciò è lecito pensare che qualcosa possa essere accaduto, magari un lieve malore a bordo dell’aereo che lo stava portando in Indonesia, e che dal Cremlino sia prontamente giunto l’ordine perentorio di insabbiare la faccenda.

Il clima nel sistema internazionale è teso. La guerra in Ucraina va avanti, sconvolgendo le catene del valore globali e danneggiando indirettamente gli affari, oltre che dell’Occidente, dei partner-chiave della Russia. E all’interno della cerchia putiniana aumentano i dissidi, galvanizzati dalla cessione di Kherson nell’ambito del futuro tavolo negoziale con Ucraina e Stati Uniti.

La contezza del macrocontesto è la chiave di lettura idonea per capire gli eventi che hanno luogo nel microcontesto. L’ultima cosa di cui la Russia ha bisogno in questo momento, alla luce dell’incrociarsi di diverse e sfavorevoli congiunture, è una fuga di notizie riguardante la presunta precarizzazione dello stato di salute di un uomo come Lavrov, che della macchina putiniana non è semplice ingranaggio, ma ruota dentata.

Se il grande pubblico venisse a sapere che il gigante della diplomazia russa soffre realmente di problemi di salute, dei quali si vocifera da anni in patria – e che nel 2018 lo spinsero a ponderare le dimissioni –, ne sarebbero conseguentemente a conoscenza anche i rivali della Russia. Rivali che non attenderebbero altro che un assist del genere, l’uscita dai giochi dell’uomo più capace e fedele di Vladimir Putin, per sferzare un fendente destabilizzante. Scenario che Putin non può permettersi, non fino a quando non avrà trovato un valido e degno sostituto di Lavrov, ragion per cui la parola d’ordine resta una: insabbiare.

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