POLITICA

UN PACIFISMO INCONCLUDENTE E VIZIATO 

In questi giorni sono numerose le iniziative per la “pace” messe in campo da segmenti trasversali che attraversano lo schieramento politico italiano, da destra a sinistra, ed altre ne arriveranno nelle prossime settimane. Vediamo di analizzarne i contenuti e le motivazioni. 

Non possiamo non notare la prima contraddizione che nasce dal fatto che in tutte queste iniziative “pacifiste” manca del tutto, oppure appare in modo assai sfocato sullo sfondo, il riferimento alla responsabilità della Russia come paese protagonista dell’invasione e dell’attacco sferrato contro l’Ucraina. E in questo ricordano molto le manifestazioni per la pace che promuoveva il PCI quando l’URSS invadeva la Cecoslovacchia e la Polonia…

Già questo dato fa riflettere su quanto queste iniziative siano viziate, nel migliore dei casi, da amnesia oppure da un certo unilateralismo di vedute. 

La seconda contraddizione risiede nel fatto che sono tutte marcate da un’ottica piuttosto misera ed egoistica. 

Al contrario delle manifestazioni di solidarietà antimperialista nazionalrivoluzionaria, queste iniziative tendono a vellicare la pancia dell’opinione pubblica piccolo borghese, perchè le sanzioni e l’invio di armi all’Ucraina sarebbero la causa delle bollette salate e dell’inflazione galoppante. E su questo altare ben venga che l’Ucraina si arrenda e sparisca inglobata dalla Russia. 

Tutte argomentazioni tra l’altro vere fino ad un certo punto, visto che la crisi mondiale è iniziata almeno dal 2019, ma che importa… 

La terza è quel concetto con un vago sapore di piccolo nazionalismo patriottardo che si tira fuori come i vecchi piatti di famiglia per il pranzo domenicale, per cui l’Italia, in modo assolutamente irrealistico e velleitario, dovrebbe farsi da parte e ritirarsi in un cantuccio, isolandosi dall’Europa e quindi non inviare armi all’Ucraina e ritirare unilateralmente le sanzioni contro la Russia che, poverina, non se lo merita. 

Ogni commento è superfluo.

Ultima considerazione, ma non per importanza, tutto questo armamentario retorico un pò traballante, avrebbe almeno avuto una sua decenza se gli stessi che in queste settimane si stanno sperticando in iniziative “pacifiste” lo avessero fatto anche dal 24 febbraio, data in cui la Russia ha incominciato a bombardare l’Ucraina e a tentare l’assalto a Kiev. Invece nulla, un silenzio assoluto che è stato rotto solo ora che gli equilibri sul terreno, dopo 9 mesi di guerra, non sono di certo favorevoli a Putin. 

Ora, abbiamo detto che il fronte spazia da sinistra a destra, ma il linguaggio ed i contenuti non variano di molto, anche quando in modo molto approssimativo si continua ad insistere sul fatto che l’Italia dovrebbe assumere il ruolo di disunire la posizione europea sulla guerra, il che è francamente risibile per tutta una serie di conseguenze dannosissime per il nostro Paese, sia dal punto di vista politico che economico. 

Cui prodest questa campagna assolutamente stupida e controproducente per l’Italia e per l’Europa? 

Qualche idea ce l’abbiamo, ma basta osservare come queste iniziative non offrano alcuna soluzione credibile e realistica proprio per la tanto auspicata “Pace” perchè non tengono conto che gli attori in causa sono due: l’imperialismo russo e quello americano, ancora una volta scissi ma uniti e che nascondere sotto il tappeto questa verità inficia ogni tipo di analisi e quindi di iniziativa. 

Se poi, invece, il pretesto è essere apertamente dalla parte dei russi perchè si è contro la Nato, si farebbe tutto il contrario di quanto richiede una realistica ottica europea che dovrebbe puntare ad una crescita degli spazi di una propria autonomia, anche in ambito militare, per sganciarsi progressivamente dalla Nato, ma senza concedere nulla alle pretese neoimperialiste russe. Non è eventualmente cambiando imperialismo che l’Europa potrà mai emanciparsi, come insegna la Storia. 

In questo quadro va chiarito una volta per tutte che o si è contro tutti gli imperialismi extraeuropei oppure non si è credibili e si rimane ad abbaiare slogan che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà e che si prestano solo a strumentalizzazioni da parte di chi vuole affossare definitivamente ogni velleità di sviluppo dell’Italia in un’Europa forte, autonoma ed indipendente. 

REDAZIONE KULTURAEUROPA 

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