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“LA VERA MINACCIA È PECHINO”: COSA DICE LA NUOVA DOTTRINA STRATEGICA DEL PENTAGONO

FONTE: https://insideover.ilgiornale.it/difesa/la-vera-minaccia-e-pechino-cosa-dice-la-nuova-dottrina-strategica-del-pentagono.html

Dopo mesi di attesa, l’amministrazione Biden ha diffuso la versione non classificata della sua Strategia di difesa nazionale e, nonostante l’invasione russa dell’Ucraina, Washington rimane convinta che la minaccia a lungo termine non sia Mosca ma Pechino. La vera differenza con la versione precedente – datata 2018 – risiede proprio qui: la Russia non viene più percepita come una superpotenza in grado di minacciare a livello globale la sicurezza nazionale degli Stati Uniti: ruolo che ora Washington riserva solamente alla Cina, nonostante la guerra in Ucraina. Secondo punto fondamentale: la strategia di Difesa nazionale del 2018 segnava già un importante cambiamento per il Pentagono poiché orientava gli Stati Uniti verso la grande competizione di potere globale contro Cina e Russia dopo oltre un decennio incentrato sull’antiterrorismo in Medio Oriente.

Ecco le minacce alla Difesa Usa

L’NDS 2022 identifica quattro priorità di primo livello che il Dipartimento deve perseguire:

  • Primo: la difesa della patria, di pari passo con la crescente minaccia rappresentata dalla Repubblica popolare cinese (RPC);
  • Secondo: dissuadere gli attacchi strategici contro Stati Uniti, alleati e partner;
  • Terzo: dare la priorità alla sfida con la Cina nella regione indo-pacifica, quindi alla sfida della Russia in Europa;
  • Quarto: costruire una forza congiunta resiliente e un ecosistema di difesa.

Washington riafferma il principio della deterrenza nucleare: finché esistono armi nucleari, afferma il Pentagono, il ruolo fondamentale delle testate atomiche statunitensi è quello di scoraggiare gli attacchi nucleari contro gli Stati Uniti, alleati e partner. “Gli Stati Uniti – si legge nel documento del Pentagono – prenderebbero in considerazione l’uso di armi nucleari solo in circostanze estreme per difendere gli interessi vitali degli Stati Uniti o dei loro alleati e partner”. Gli Usa, dunque, adottano un “approccio globale ed equilibrato per difendere gli interessi vitali della sicurezza nazionale e ridurre i rischi nucleari”, affermando al contempo “un impegno continuo per un deterrente nucleare sicuro, protetto ed efficace e un deterrente esteso forte e credibile”. Che cosa significa? “Deterrenza integrata significa utilizzare ogni strumento a disposizione del Dipartimento, in stretta collaborazione con le nostre controparti del governo degli Stati Uniti e con alleati e partner, per garantire che i potenziali nemici comprendano la follia dell’aggressione “, ha scritto il segretario alla Difesa Lloyd Austin in una nota.

“Pechino unica vera rivale”

“Come spiega la strategia di sicurezza nazionale del presidente, la Repubblica Popolare Cinese è l’unico concorrente là fuori con l’intento di rimodellare l’ordine internazionale”, ha aggiunto Austin, sottolineando ancora una volta come il vero avversario strategico degli Stati Uniti non sia, in realtà Mosca – impantanata nella guerra in Ucraina – ma Pechino. Per quanto riguarda il Cremlino, il Pentagono definisce la Russia una “minaccia acuta” che può porre sfide sistematiche agli Stati Uniti a lungo termine. Come il documento precedente del 2018, anche Iran e Corea del Nord vengono percepite come minacce alla sicurezza nazionali, così come le “organizzazioni di estremisti violenti”.

Insieme alla nuova strategia di difesa, il Pentagono ha diffuso le nuove versioni del Nuclear Posture e del Missile Defense Review. “Questa è la prima volta nella storia del dipartimento che abbiamo condotto insieme tutte le nostre principali revisioni strategiche”, ha affermato Austin. “Coordinando questi documenti, aiutiamo a garantire che l’intero dipartimento vada avanti insieme e abbini le nostre risorse ai nostri obiettivi”. Particolarmente interessante il secondo: il documento aggiornato del Missile Defense Review, infatti, spiega il National Defense magazine, adotta un approccio più “completo” e “aggressivo” alla difesa aerea e missilistica per evitare il lancio – trovando modi per interrompere i programmi di sviluppo missilistico e i singoli missili prima che vengano lanciati – e incorporando elementi non cinetici, spiega Tom Karako, ricercatore senior per il Programma di sicurezza internazionale e direttore del Progetto di difesa missilistica presso il CSIS. Cosa serve tutto questo? A preparare gli Stati Uniti alla sfida globale con la Cina e alla competizione nell’area dell’indo-pacifico. È questo il cuore della nuova dottrina strategica del Pentagono.

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