REDAZIONALE

EDITORIALE 4/11/2022

Il Governo di destra ha appena iniziato il suo percorso, che gia’ si levano in coro le voci indignate della sinistra “opinionista”.

E’ un copione pedissequamente impiegato dall’agonizzante sinistra , ormai abbandonata da ogni residuo di ceto intellettuale degno di questo nome, ma ancora viva e vegeta nelle redazioni giornalistiche e televisive del circuito mainstream della borghesia semicolta italiana.

Sa benissimo la sinistra di aver perso ogni tipo di radicamento sociale e popolare per una precisa scelta di campo e cerca di salvare il salvabile e cioe’ i posti chiave nella grande burocrazia pubblica, nelle scuole e nelle Universita’, nell’apparato amministrativo e giudiziario, nella grande stampa e  nella televisione , l’appoggio della grande imprenditoria parassitaria che le ha garantito appoggi in cambio di leggi che hanno incentivato il precariato, la stagnazione salariale e il depredamento delle risorse nazionali, svendute a buon mercato.

Tutto questo oggi è non è propriamente a rischio, anche per l’eterogeneita’ della coalizione dove il tasso di tentazione “consociativa “ con la sinistra espressa da Berlusconi in particolare è ancora alto, come dimostrano le sue periodiche alzate di testa, ma è comunque un rischio perche’ la Meloni potrebbe anche fare sul serio ed allora si aprirebbero delle crepe nel muro costruito in decenni di occupazione abusiva dello Stato.

Di qui il ritorno paranoico al tema dell’antifascismo , delle strumentali polemiche su ogni provvedimento, alcuni indubbiamente criticabili per diversi motivi, l’incitamento all’odio e ad una violenza derisoria che qualcuno sembra  gia’ pronto a raccogliere in modo fattivo.

Non è un caso che a fronte di questo ben orchestrato incitamento denigratorio da parte dei soliti giornalisti e opinionisti ben retribuiti, si assiste alle prime aggressioni a giovani di destra nelle Universita’ ed al rinnovato attivismo di frange di lunatici dell’estrema sinistra che , rimasti nell’oblio durante i Governi “tecnici” , oggi si sentono investiti  da una nuova “missione” che attinge in pieno alla retorica sparsa a piene mani , sui rischi di “deriva autoritaria” che muoverebbe le intenzioni del neonato Governo.

Non vogliamo pensare che qualcuno sul piano interno ed internazionale voglia   giocare “sporco” per condizionare pesantemente il clima sociale , in una situazione gia’ pesante sotto diversi profili congiunturali, ma il sospetto dalle prime avvisaglie, esiste.

L’Italia puo’ giocare un ruolo positivo in Europa , anche come perno sul quale giocare le  grandi partite energetiche , militari e di politica estera comune e non sarebbe la prima volta che per condizionare un percorso in un certo modo, si utilizzi la piazza e le tensioni in modo sconsiderato.

La disinvoltura con la quale la sinistra istituzionale ed estrema  sta utilizzando il solito lessico di delegittimazione dell’avversario, non fa ben sperare : bisognera ‘vedere se questo clima di agitazione sara’ fatto proprio dalle solite centrali estere che amano condizionare la vita politica italiana da decenni oppure è solo l’agitazione che precede l’ineluttabile ed auspicabile oblio della Storia.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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