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UN MILIONE E MEZZO DI EURO DA SOROS ALLA BONINO PER CREARE UNA LISTA ANTIFASCISTA: LA CONFESSIONE DI CALENDA

FONTE: https://www.ilprimatonazionale.it/politica/milione-mezzo-euro-soros-bonino-creare-lista-antifascista-confessione-calenda-248090/

In un’inchiesta del 2018, avevamo già documentato la lunga amicizia tra Emma Bonino e George Soros, concretizzata tramite finanziamenti e posizioni di prestigio nelle organizzazioni dello speculatore. In una trasmissione de La7, la leader di Più Europa dichiarò: “Dal 1994, Soros ci ha aiutato sulla Corte penale internazionale, sulle mutilazioni genitali femminili, e ha aiutato in Italia ed Europa un sacco di attività civili contro i regimi. Non mi vergogno, anzi lo rivendico”. È bene ricordare che George Soros affossò la lira nel 1992, fu condannato da un tribunale francese per insider trading, fece sanguinose speculazioni anche nei Paesi poveri, come Indonesia, Malesia e Thailandia, e finanziò ogni Rivoluzione Colorata e Primavera Araba.

I finanziamenti a Più Europa del 2019

Nel gennaio del 2019, in vista delle elezioni europee, George Soros e la sua giovane moglie Tamika Bolton donarono al partito della Bonino 200mila euro. La legge italiana proibisce donazioni individuali superiori ai 100mila euro nell’arco di un anno a partiti e singoli esponenti politici. Precedentemente, Peter Baldwin, membro del board di Wikimedia Foundation, erogò 516mila euro così suddivisi: 100mila a Più Europa, 260mila al segretario del partito Benedetto Della Vedova e 156mila al braccio destro di Bruno Tabacci, Carlo Romano. Grazie a queste donazioni, Più Europa riuscì a pianificare campagne elettorali degne di un grande partito politico. Nel 2018, un mese prima delle elezioni, i messaggi politici della Bonino capeggiarono sugli schermi luminosi delle stazioni, un’operazione che costò circa 150mila euro.

Calenda confessa l’ennesimo finanziamento di Soros alla Bonino

“George Soros ha sovvenzionato con un milione e mezzo di euro Più Europa ponendo come condizione imprescindibile che si facesse un listone antifascista anti Meloni”, lo ha confessato Carlo Calenda a Bruno Vespa nel nuovo libro in uscita tra qualche giorno. Il leader di Azione ricostruisce così la rottura tra il suo partito e il Partito Democratico: “Dico a Letta che non può firmare due patti contraddittori (con Azione e con Verdi/Sinistra italiana), salta l’agenda Draghi, diventa un Letta contro Meloni. Vedo che Della Vedova è totalmente schierato con il Pd. D’altra parte, ne conosco le ragioni, non ultima quella che il finanziere George Soros ha sovvenzionato con un milione e mezzo di euro Più Europa ponendo come condizione imprescindibile che si facesse un listone antifascista. Me lo disse ripetutamente Della Vedova prima della rottura”.

Dopo questa dichiarazione di Calenda, Vespa ha chiesto un commento a Della Vedova, il quale inizialmente ha risposto: “Più Europa non ha ricevuto contributi da Soros, che altrimenti sarebbero già pubblicati. Comunque, il rendiconto elettorale della lista e dei candidati sarà ovviamente presentata”. Sapendo che per legge nessun partito e nessun singolo candidato possano ricevere da cittadini stranieri più di 100mila euro all’anno, Vespa ha insistito. Messo alle strette, Più Europa ha poi inviato al giornalista la posizione ufficiale del partito: “Alcuni candidati di Più Europa hanno ricevuto un contributo diretto da parte di George Soros per le spese della campagna elettorale. Il filantropo di origini ungheresi da tempo condivide e sostiene i nostri valori europeisti e le nostre battaglie per i diritti umani e lo Stato di diritto. Siamo orgogliosi che alcuni nostri candidati abbiano chiesto e ricevuto il suo sostegno, certamente disinteressato. Naturalmente i contributi verranno presto resi pubblici nei termini di legge insieme ai rendiconti elettorali”. Sul quel “certamente disinteressato”, può essere contestato qualche dubbio: come più volte dichiarato da lui stesso, Soros ha una propria agenda politica riguardante immigrazione, ideologia gender, femminismo, ambientalismo versione Greta Thunberg, aborto e pianificazione demografica, che cerca di imporre attraverso organizzazioni da lui finanziate e attraverso le donazioni erogate a fidati esponenti politici. Soltanto quella “condizione imprescindibile che si facesse un listone antifascista” svela che lo speculatore avrebbe voluto influenzare e manipolare le elezioni politiche italiane. Come al solito, però, ha puntato sul cavallo sbagliato in Italia. L’infatuazione politica verso la Bonino gli ha fatto forse perdere ragionevolezza, senz’altro diversi milioni di euro.

Francesca Totolo

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