POLITICA

MELONI SIA EUROPEISTA E PIÙ NATOSCETTICA

Ottenuta la fiducia nelle due camere, il Presidente del Consiglio Meloni si appresta al primo viaggio internazionale che effettuerà giovedì 3 novembre a Bruxelles, dove a palazzo Berlaymont, incontrerà la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen.  Successivamente, alle 16, nella sede del Parlamento europeo, si vedrà con la presidente Metsola e, per finire, incontrerà il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.  

Un viaggio di grande importanza strategica per presentarsi formalmente in Europa come nuovo primo ministro di uno dei Paesi fondatori della UE, con cui dovrà instaurare una buona cooperazione. La stessa cooperazione che intanto i ministri della difesa d’Italia e Francia stanno strutturando per «mettere in sicurezza il Mediterraneo con una visione strategica comune nella quale si è parlato anche delle necessità di mettere insieme 27 organizzazioni militari diverse, forze armate europee da affiancare per progetti e finalità alla Nato». Parole chiare quelle del Ministro Crosetto, che lasciano ben sperare in un primo passo verso la formazione di una difesa comune europea autonoma e parallela al patto atlantico.

È uno dei motivi per cui il Presidente Meloni dovrebbe abbandonare definitivamente l’euroscetticismo, che invece piace molto a Washington, e diventare un leader continentale in grado di formare anche una maggioranza di destra nel prossimo Parlamento europeo. Un Parlamento capace di accelerare i processi d’autonomia strategica, senza facili slogan da campagna elettorale. Piccoli ma fondamentali passaggi che, con un sano pragmatismo, se attuati, andranno contestualizzati e sostenuti.

Pierpaolo Cicciarella

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