POLITICA

TRA OSTACOLI E OPPORTUNITA’, COSA ASPETTARSI REALISTICAMENTE DAL PROSSIMO GOVERNO

Si sono concluse da pochi giorni le elezioni dei presidenti di Camera e Senato e nel centrodestra nascono già i primi malumori. Non è stata certo una sorpresa per noi che da mesi evidenziamo le grandi difficoltà che avrebbe riscontrato Giorgia Meloni nel rapporto con gli alleati. Facciamo un piccolo passo indietro: le frizioni tra Meloni e il resto della coalizione non nascono certo oggi, il “coatto antico”(così veniva definita la Meloni in una canzone degli Aurora, gruppo rock identitario romano) non condividendo le scelte politiche di Berlusconi nell’allora PDL, creò Fratelli d’Italia insieme a Ignazio La Russa. Seguirono scelte molto discutibili da parte degli alleati come il sostegno al governo Letta, il Patto del Nazareno con Renzi, il governo Giallo-Verde, il governo Draghi e la rielezione di Mattarella. Se da una parte Forza Italia e Lega stringevano accordi col centrosinistra, Giorgia Meloni rimaneva coerentemente fedele alla linea, aspettando l’occasione giusta di arrivare la governo, vincendo le elezioni, con tutto il centrodestra.

Quell’occasione ora è arrivata ed è lei a dare le carte, forte del suo 26% in crescita e della coerenza che sin qui ha sempre dimostrato. Non le ha mai mandate a dire e non lo fa nemmeno oggi quando, ad esempio, afferma di non essere ricattabile da nessuno, rispondendo a Berlusconi che la etichettava come arrogante e prepotente per non aver ceduto nell’assegnare un ministero alla fedelissima forzista Ronzulli. Il nodo da sciogliere adesso è la squadra dei ministri su cui Giorgia Meloni lavora da tempo, puntando, a suo dire, su nomi di alto profilo tra esponenti politici e tecnici. Da leader della coalizione sarà chiamata ancora una volta a trovare l’equilibrio giusto per far nascere questo governo nel più breve tempo possibile, in modo da dedicarsi sin da subito ai dossier più importanti che si ritrova sul tavolo di Palazzo Chigi. 

Gas ed energia sono la prima emergenza a cui dovrà far fronte. Aziende e famiglie chiedono risposte celeri per abbassare il costo delle bollette e se non sarà Bruxelles a muoversi per i soliti egoismi nazionali, la leader di FdI sarà costretta all’ennesimo scostamento di bilancio. Contemporaneamente il nuovo governo dovrebbe lavorare ad una strategia d’indipendenza energetica nel medio/lungo periodo, puntando sul nucleare di ultima generazione, mentre nell’immediato dovrebbe riprendere l’estrazione del gas nel Mar Adriatico e una ritrovata egemonia nel Mediterraneo che, tramite le energie rinnovabili e gasdotti, potrebbe trasformare il Sud Italia nell’hub energetico per tutto il continente europeo, con buona pace di Putin ed Erdogan che vorrebbero crearlo in Turchia.

Sostegno all’Ucraina e centralità in Europa sono altri due capisaldi su cui dovrebbe puntare il nuovo governo. Abbiamo l’occasione di tornare a svolgere un ruolo centrale nel vecchio continente. Da grande Nazione del Mediterraneo a sud, alleata strategica di Francia e Germania a nord e grazie agli ottimi rapporti con Ungheria e Polonia a est, il Presidente del Consiglio in pectore può diventare un importante pedina di coesione nello scacchiere europeo. Un’opportunità che, se giocata bene, la leader dei conservatori europei non può lasciarsi scappare. 

Cultura e istruzione sono altri due argomenti cruciali. Per decenni la sinistra ha esercitato un’egemonia di potere in questi due ambiti, occupando posti di rilievo nelle redazioni, editoria, scuole, università, cinema e mondo dello spettacolo. È arrivato il momento di scardinare questo potere e premiare i tanti e meritevoli esponenti che ci sono anche nel mondo identitario. 

Il Presidenzialismo è un altro tassello fondamentale per il governo che verrà. Una riforma costituzionale che ci permetterebbe di avere legislature molto più stabili e autorevoli, capaci di poter avere una visione politica ad ampio raggio, senza dover così rincorrere obbligatoriamente riforme populiste per incassare il consenso immediato da esse generato.

Dobbiamo essere realisti, non sarà semplice, come dicevamo all’inizio lo scoglio più grande sarà tenere unita la coalizione per riuscire a portare a termine anche solo un paio di queste proposte, dando per scontato la lotta all’immigrazione clandestina e il sostegno alla natalità che sono i due cavalli di battaglia della destra. I voti di Forza Italia saranno essenziali per tenere in piedi la maggioranza e una vecchia volpe come Berlusconi questo lo sa benissimo e se ne ricorderà non appena ne avrà l’occasione. Dal canto nostro possiamo solo essere pragmatici, fornire idee e critiche quando sarà necessario e se il domani apparterrà a noi è una storia ancora tutta da scrivere.

Pierpaolo Cicciarella

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