ESTERI E GEOPOLITICA

LO ZIO RIDE ANCORA E CONTINUERA’ A FARLO

Che in questo sciagurato 2022 l’attacco economico e militare all’Europa abbia raggiunto nuove vette è acclarato. 

Le condizioni di Jalta stanno venendo imposte in modo sempre più aggressivo, violento e subdolo da parte americana con il consapevole appoggio russo (e sorvoliamo sulla macchiettistica propaganda duginiana che poteva far breccia solo negli allocchi sovranari). 

Gli USA, grazie quindi all’indispensabile aiuto dell’eterna amica Mosca, da febbraio sono riusciti a venire a capo di un nodo che si stava facendo sempre più complesso da sciogliere, riprendendo in pugno le sorti economiche europee. 

Il tutto per la prima volta dal ’45 senza neppure muovere un dito. 

Dito che, visti i metodi di stampo mafioso adottati, è stato probabilmente mosso nel recente sabotaggio al gasdotto Nord Stream, già terreno di scontro tra Germania e Russia. 

Sabotaggio che addirittura era stato annunciato da Biden stesso alla luce del sole, in un’intervista del 7 febbraio scorso. 

E qui si palesa agli occhi dei più sonnolenti l’aspetto forse più importante degli accordi di Jalta: la castrazione totale dei popoli europei, in particolar modo di quello tedesco. 

Un atto del genere, che è evidentemente possibile solo in una colonia ormai ben assorbita e culturalmente annichilita dal colonizzatore, è abbastanza eclatante da essere sufficiente a sollevare come minimo qualche dubbio sulle attuali condizioni di salute della nostra Europa. 

Si nota per l’ennesima volta il frutto del “lavoro” americano, che fa una coppia inscindibile con liberale. Oltre l’atto in sé, fanno rabbia i modi utilizzati. 

Come detto, essi infatti sono puramente di stampo mafioso, da racket vero e proprio alla luce del sole, distaccandosi da quelli del secolo scorso vista la natura spionistica di questi ultimi, ovviamente non meno gravi. 

Il processo iniziato con la “rivoluzione” dei costumi del ’68 ha portato, oltre che alla sterilizzazione di un possibile rinnovamento spirituale e degli animi di stampo degrelliano, alla distruzione del dibattito nazionale, già imbarbaritosi dopo il ’45, sostituendo a poco a poco i temi economici con quelli dei presunti diritti civili. 

Un processo graduale di annichilimento delle menti che culmina con la possibilità di distruggere un continente continuando ad essere da esso osannati. 

La mancanza di vie d’uscita per l’Europa sta proprio in questo. 

Se infatti, soprattutto dalla caduta del muro di Berlino, è stato fatto molto, seppur non abbastanza, per emanciparci dal dominio yankee, l’assoluta distrazione degli europei stessi non fa altro che rallentare un percorso già di per sé accidentato e lungo. 

Il piano Morgenthau è riuscito alla perfezione. 

I risvolti di questa operazione saranno sempre i soliti: Europa costretta a chinare il capo per sopravvivere materialmente, il che la dice già lunga. 

Ma arriverà il giorno in cui leveranno tutti le mani da questa terra. 

Cristiano Mazzonello

  1. Francesco Retolatto

    È triste vedere come buona parte del mondo “sovranista” o sedicente tale o destroterminale, come lo chiama qualcuno, sia ancora convinto di dover appoggiare l’operato di Putin per potersi dire ancora antiamericano, assumendo inconsapevolmente (?) un attegiamento del tutto masoschista.
    Provare a farglielo notare produce un riflesso condizionato segno che quel “processo di annichilimento” ha dato i suoi frutti .

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