EUROPANAZIONE

KULTURA

LA CRISI DELLA SOCIETÀ PRODUTTIVISTICA

Il fine dichiarato della società industriale avanzata è la produzione illimitata di beni e servizi, creando a tale scopo dei bisogni artificiali per alimentare sé stessa in una spirale devastante nei confronti dell’ambiente e, alla fine, autodistruttiva. 
Questo libro propone una alternativa basata sul controllo dei bisogni e sulla necessità per l’uomo di riappropriarsi di una dimensione che non si riduca a quella di produttore-consumatore. 

“Il «produttivismo» è un fenomeno economico, sociologico e psicologico: tre dimensioni che, nel libro di Kende, sono simultaneamente presenti e operanti nella forma capitalistica di esistenza. Esso è un fenomeno antropologico-culturale che configura tanto la geoeconomia, quanto la geopolitica. Esso è, in altri termini, una configurazione dell’essere-nel-mondo alla quale, relativamente di recente, si sono opposte le “teorie della decrescita” e la critica ecologica dell’economia capitalistica.

Tanto la critica del dogma dello “sviluppo”, quanto la delineazione dei “limiti della crescita” vanno ben oltre quello che la communis opinio delle scienze sociali e politiche potrebbe liquidare come “bucolico/georgico passatismo”. I danni economici e sociali, politici, ecologici del “produttivismo” sono, infatti, sotto i nostri occhi. Basta guardare la realtà e lasciar agire lo spirito critico, abbandonando quel falso realismo che è soltanto apologia dell’esistente e resa al più forte. 

Di questo sguardo che oggi tende a diffondersi, soprattutto fra i più giovani, il libro di Kende è un esempio che ci giunge a più di mezzo secolo di distanza ma che è straordinariamente attuale.” 

Dall’Introduzione di Francesco Ingravalle 

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