EUROPANAZIONE

ESTERI E GEOPOLITICA

EUROPA: AUTONOMIA POLITICA E MILITARE

FONTE: https://www.movimentozero.it/massimo-fini-europa-autonomia-politica-e-militare/

Si possono dire due parole franche sulla Nato e senza passare da comunisti, veterocomunisti, ex comunisti, postcomunisti, bertinottiani di complemento? La Nato, che nacque come alleanza strettamente difensiva, è stata per l’Europa uno strumento indispensabile per garantire la propria sicurezza. Solo gli Stati Uniti avevano infatti il deterrente atomico necessario per togliere all’unione Unione Sovietica, a sua volta superpotenza nucleare, la tentazione di agire contro l’Europa occidentale. Era inteso che se l’ URSS avesse osato sganciare una atomica su Bonn o su Parigi o su Roma immediatamente missili Nato a testata nucleare sarebbero partiti in direzione di Mosca. Questa sola possibilità era talmente pazzesca da potere essere esclusa. Era ” l’equilibrio del terrore ” che, per quanto angosciante, ci permetteva di stare al sicuro. E la Nato era un pilastro di questo equilibrio.

Per la verità dubbi che le cose stessero veramente così, e quindi anche sulla funzione della Nato, avrebbero dovuto sorgere già molti anni fa quando l’allora presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, in un momento di stanchezza e di brutale sincerità, affermò che l’Europa poteva essere ” il teatro di una guerra nucleare limitata”. Ciò voleva dire che URSS ed USA avrebbero potuto fare dell’Europa, dell’ovest e dell’est, un campo di battaglia nucleare, senza coinvolgersi direttamente. Già allora – se quello che diceva Reagan corrispondeva a verità – la Nato non serviva più agli europei, serviva solo agli americani.
Sia come sia, se la Nato ha avuto un senso fino a ieri, oggi, con tutta evidenza, non l’ha più. Perché non esiste più l’URSS e il pericolo nucleare sovietico. Le condizioni sono radicalmente cambiate ed è interesse di noi europei rivedere i termini di quell’alleanza nata in un contesto tanto diverso -con una Europa che, se si esclude l’Inghilterra, usciva sconfitta da una guerra mondiale- e probabilmente scioglierla. Gli Stati Uniti infatti non ci hanno concesso la loro protezione gratis. La Nato è stata infatti lo strumento con cui gli americani, giustamente dal loro punto di vista, hanno tenuto soggiogata l’Europa, militarmente, politicamente, economicamente e anche culturalmente per mezzo secolo. Questo non è solo un dato di fatto che tutti noi possiamo constatare, stava scritto paro paro anche in un documento sfuggito al Pentagono e pubblicato dal New York Times nel febbraio del 1992: ” la Nato è… lo strumento attraverso il quale gli Stati Uniti intendono mantenere la propria presa sull’ Europa, impedendole di crescere economicamente, politicamente, militarmente “. Per questo gli americani si sono sempre opposti alla nascita di un esercito europeo autonomo, sganciato dall’Alleanza Atlantica.

Quando, sempre nel 1992, due grandi statisti europei come Kohl e Mitterrand cercarono di far nascere l’Eurocorp, cioè un corpo d’armata franco tedesco aperto alla partecipazione degli altri paesi della CEE, l’allora segretario di stato Bakker dichiarò senza mezzi termini che ” gli Stati Uniti sono contrari anche alla sola ipotesi di una forza militare europea indipendente “. E il progetto abortì. È venuta l’ora di riprenderlo. I costi, politici, militari, economici, culturali, che la Nato ha per noi europei non sono più compensati da un ombrello atomico di cui non abbiamo più bisogno. Questi costi sono evidenti e molto alti. Vanno dalla presenza delle basi nato in Europa che limitano le sovranità nazionali, a vicende minori, ma dolorosissime, come quella del Cermis, al fatto che l’egemonia americana nella Nato, indiscutibile e incontestabile, fa sì che l’Europa -soprattutto ora che l’alleanza atlantica si è trasformata surrettiziamente, senza che i popoli europei abbiano potuto pronunciarsi democraticamente su un punto così essenziale, da difensiva in offensiva- possa essere trascinata in avventure contrarie ai suoi interessi. Casi tipici sono proprio le guerre alla Jugoslavia in Bosnia e in Kosovo.
Se si esclude la Germania per motivi particolari (estendere la propria influenza su Croazia e Slovenia) gli altri paesi europei non avevano alcun interesse a fare la guerra alla Jugoslavia, benché avesse un regime para-comunista. Lasciamo pur perdere gli antichi rapporti di amicizia che legano Francia e Italia alla Serbia che pur contano qualcosa. Il fatto è che la Serbia non ci ha mai dato alcun fastidio, mentre l’espansione del musulmanesimo nei Balcani, che la sconfitta, col nostro aiuto, della Jugoslavia ha favorito, costituisce per noi una minaccia e un pericolo costanti, come possiamo ben vedere.

Per gli Stati Uniti è diverso. Per loro è importante costituirne l’Europa orientale un cuneo di musulmanesimo non integralista (Bosnia più Albania più Kosovo) per favorire la Turchia, la grande portaerei naturale che è il loro più importante alleato nella regione. Per questo hanno fatto la guerra alla Jugoslavia, i ” motivi umanitari ” non c’entrano nulla (come ci dice, drammaticamente, l’uso dell’uranio), sono stati solo l’espediente per convincere le opinioni pubbliche, europee e americane, a fare la guerra chiamandola con un altro nome. Giusto dal punto di vista degli Stati Uniti, sbagliato dal nostro e in modo particolare per l’Italia che, sparito il gendarme jugoslavo, sta pagando lo scatenamento delle criminalità organizzate montenegrine, kosovare, macedoni, albanesi.

Agli Stati Uniti ci legano democrazia, ideologia, in parte la cultura e da essi abbiamo da imparare molte cose a cominciare da una autentica libertà di stampa (così sacra negli Stati Uniti che, come si è visto con l’esempio del New York Times ricordato prima, i giornali americani possono parlare anche contro gli interessi americani). Gli Stati Uniti sono però dei nostri concorrenti economici e di conseguenza anche politici, e ancor più sono destinati a diventarlo in futuro, ed è assurdo che l’Europa gli conceda l’enorme vantaggio di un Alleanza, la Nato, che a questo punto esiste per tagliarci le unghie. Naturalmente sarebbe inutile oltre che comica, una uscita unilaterale dell’Italia dalla Nato come chiedono le sinistre estreme. Ma quando l’Europa unita sarà oltre che un’entità economica anche politica l’alleanza atlantica, a meno che gli europei non siano masochisti, dovrà essere sciolta. Non c’è nulla di fisso, di immutabile e di sacro nella storia e nella politica e anche le alleanze mutano, e muoiono, col cambiare delle situazioni.

L’Europa del futuro, se davvero si farà, sarà unita politicamente, armata, nucleare e neutrale. A dispetto di tutti gli immobilisti, di destra e di sinistra, che oggi cadono in deliquio facendo il pianto isterico al solo sentir parlare di scioglimento della Nato.

Massimo Fini – Il Tempo” 08/01/2001

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