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L’AERONAUTICA SVEDESE INTERCETTA IL VOLO DEL PRESIDENTE PUTIN DI RITORNO DA KALININGRAD

FONTE: https://it.insideover.com/difesa/laeronautica-svedese-intercetta-il-volo-del-presidente-putin-di-ritorno-da-kaliningrad.html

Fonti non confermate riferiscono che un caccia dell’Aeronautica Svedese (Flygvapnet) avrebbe intercettato il volo del presidente Vladimir Putin di ritorno dall’oblast di Kaliningrad nella tarda serata di ieri, giovedì primo settembre.

Il numero uno del Cremlino si era recato in giornata nell’exclave russa sul Baltico dove ha visitato la sede della scuola navale Nakhimov. La visita ufficiale è stata supportata da un imponente dispositivo di sicurezza che ha coinvolto diversi assetti aerei delle Vks, le forze aerospaziali russe. Un aereo da trasporto Antonov An-72, accompagnato da due Sukhoi Su-35 armati di missili, ha sorvolato il Baltico ed è arrivato a Kaliningrad la sera del 31 agosto, raggiunto nella mattina del primo settembre da un Tupolev Tu-214 con a bordo presumibilmente agenti del servizio segreto incaricati di garantire la sicurezza del premier russo. Il presidente Putin ha volato su di un trasporto Vip Ilyushin Il-96-300PU, accompagnato da un secondo velivolo identico per motivi di sicurezza: in questo modo non è possibile sapere su quale aereo sia imbarcato il presidente.

Le rotte dei velivoli hanno sorvolato il Mar Baltico, restando accuratamente al di fuori degli spazi aerei interdetti di Svezia, Polonia e Paesi Baltici, che da quando è iniziato il conflitto hanno chiuso il transito agli aerei russi. Secondo quanto riferisce Repubblica, un caccia svedese sarebbe decollato per intercettare e scortare il volo presidenziale sulla via del ritorno a Mosca, ma attualmente né il Ministero della Difesa di Stoccolma, né quello russo, hanno rilasciato dichiarazioni.

In effetti, se così fosse, non si tratterebbe di un “incidente” come la penetrazione nell’Adiz (Air Defense Indentification Zone) o addirittura nello spazio aereo nazionale, bensì di normale routine dettata dall’attuale clima di tensione tra Russia e Occidente.

Nella giornata del 31 agosto, sempre nell’oblast di Kaliningrad, l’aviazione navale russa ha tenuto un’esercitazione coi suoi caccia Sukhoi Su-24M e Su-30SM impiegati in bombardamenti e attacchi contro obiettivi terrestri che sono durati tutto il giorno e la notte. Il Cremlino fa sapere che durante l’esercitazione sono state effettuate più di 20 sortite che hanno coinvolto più di 10 equipaggi di volo e oltre 50 tecnici e genieri.

La ricognizione elettronica della Nato e svedese sta continuando a monitorare l’attività militare nell’exclave in modo costante da mesi: diverse tipologie di velivoli che captano i segnali elettronici e radio avversari volano quotidianamente sul Baltico prospiciente Kaliningrad per osservare attentamente le manovre russe e registrare i segnali che permettono all’Alleanza di ottenere preziosi dati per adeguare le proprie difese elettroniche o sistemi di attacco. Inoltre possiamo affermare che quanto accade in quella particolare regione della Federazione, stretta tra i Paesi Nato, è l’effettiva cartina tornasole delle tensioni tra Russia e Alleanza.

In attesa di una conferma (o smentita) da parte delle autorità svedesi o russe su quanto sarebbe accaduto ieri, possiamo comunque affermare che l’azione dell’aeronautica di Stoccolma non dovrebbe stupire. La Svezia è in fase di ingresso nella Nato, ma prima ancora ha una lunga storia di tensioni accumulate con la Russia spiegabili con la percezione di insicurezza data dal riarmo russo e dal colpo di mano in Crimea del 2014, insieme a questioni storico/culturali che affondano le proprie radici nel XVIII secolo. Mosca poi, negli ultimi anni, ha ripetutamente violato i cieli svedesi con atti dimostrativi intimidatori in risposta alla sempre maggiore vicinanza di Stoccolma alla Nato: in una recente occasione cacciabombardieri Su-24M, molto probabilmente armati di ordigni nucleari a caduta libera, sono stati intercettati da caccia svedesi decollati su allarme per scortarli al di fuori dello spazio aereo svedese sull’isola di Gotland, posizionata circa al centro del Mar Baltico davanti a Kaliningrad. Quell’azione aveva generato le dure proteste di Stoccolma che aveva affermato di prendere “molto sul serio” quell’incidente aggiungendo che “la condotta della Russia è poco professionale e irresponsabile”.

Se fosse confermata l’intercettazione del volo presidenziale russo potremmo dire che la Svezia ha “reso la pariglia” a Mosca con un gesto simbolico diretto al presidente Putin. Il silenzio di entrambi i contendenti però è alquanto sospetto, e pertanto si aprono interpretazioni che vanno dalla notizia falsa sino alla precisa volontà di insabbiare quanto accaduto per evitare imbarazzi internazionali di sorta.

Il Mar Baltico, che da tempo è una delle frontiere più calde del confronto tra Russia e Occidente insieme al Mar Nero e all’Artico, con l’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza Atlantica diventerà un “mare chiuso della Nato” portando così la Flotta Russa e l’Aeronautica di Mosca a vedersi completamente circondate da “forze ostili”. Questo, allo stato attuale delle relazioni internazionali, non comporterà un imbottigliamento delle forze russe, in quanto il libero passaggio – marittimo o aereo – è sempre garantito dal diritto internazionale, ma porterà più vicina ai confini della Federazione la “minaccia” percepita dal Cremlino, qualora Svezia e Finlandia dovessero decidere di ospitare importanti basi dell’Alleanza come accade per altri Paesi che ne fanno parte.

Va però ricordato che se Helsinki e Stoccolma hanno deciso di infrangere la loro storica neutralità per schierarsi nel campo occidentale, è solo per via dell’assertività russa diventata vera e propria aggressività a partire dal 2014, anzi, per essere più precisi, dal 2008 con l’intervento in Georgia. La Svezia, ad esempio, si è sempre dimostrata titubante riguardo questa eventualità, e addirittura a metà dello scorso febbraio il governo di Stoccolma si era detta contrario: lo scoppio della guerra in Ucraina, però, ha completamente ribaltato questa postura portando definitivamente il Paese scandinavo nelle braccia della Nato.

  1. Ludis Nikolson von Stolen

    La Russia sta commettendo un errore di seguito all’altro sia su lpiano diplomatico che sulle relazioni internazionali e non si rende conto che si avvia in un vicolo cieco perdendo credibilità a livello mondiale. Ultimo e significativo errore quello di non concedere i funerali di stato a un Grande russo:Gorbaciov… Solamente per evitare l’imbarazzo delle delegazioni estere. il regista di tutto è un uomo con limitate capacità avido che con la sua entourage poltico-affarisica ruba quei pochi soldi che servono a sfamare un popolo sfortunato mandando a morire inutilmente decine di migliaia di persone per niente… Proprio per niente, purtroppo…

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