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MORTO GORBACIOV, L’ULTIMO LEADER SOVIETICO CHE SPERÒ (INVANO) DI SALVARE IL COMUNISMO

FONTE: https://www.ilprimatonazionale.it/politica/morto-gorbaciov-lultimo-leader-sovietico-che-spero-invano-di-salvare-il-comunismo-242743/

Mikhail Gorbaciov è morto, come rende noto l’Ansa, all’età di 91 anni. Scompare una delle figure più rilevanti del XX secolo, nonché un artefice della fine della guerra fredda.

Mikhail Gorbaciov è scomparso: finisce con lui l’epoca di un’ideologia irrealizzabile

L’epoca è senza dubbio il secolo scorso, quella che poteva essere l’era del fascismo e invece fu quella del comunismo, tra i vincitori del secondo conflitto mondiale e in piena espansione dopo il 1945. Espansione territoriale e non economica, per lo meno se si parla di benessere sociale. Quanto l’Urss e gli alleati producessero in termini di armamenti è cosa nota. Ma l’annoso problema dei beni di consumo si fece via via più grave, e i confronti con l’Occidente pure. Fu per questo che, l’11 marzo 1985 quando diventa segretario generale del Pcus a soli 54 anni (una svolta, dopo un lungo periodo di gerontocrazia), Mikhail Gorbaciov proferisce queste parole: “Così non si può andare avanti”. Parte l’idea di un socialismo ad economia mista, privata e pubblica, che sarebbe stato realizzato con estrema rapidità, forse troppa, e una democrazia comunista che avrebbe sfaldato l’impero sovietico.

Perestrojka e Glasnost

Perestrojka, ovvero “ristrutturazione”, “riorganizzazione”. Glasnost, ovvero “trasparenza”, e in senso lato libertà. Concetti difficili da introdurre nel comunismo novecentesco. E infatti, presupposti per la sua fine. Il sistema della pianificazione economica centralizzata e dell’impossibilità di un mercato dotato di domanda e offerta, non poteva che reggersi con l’opposto di quei due principi. Principi però, a cui Gorbaciov credeva fermamente. E che portò avanti fino alla fine: di incoerenza, senza dubbio non lo si può accusare.

Stelio Fergola

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