EUROPANAZIONE

POLITICA

CHI SIAMO E DOVE ANDIAMO

La nostra dimensione è quella che, per continuità spirituale e culturale, ci rimanda al mondo classico greco romano, al Medioevo delle virtù cavalleresche, al tecnicismo accelerazionista Novecentesco, al culto della Natura della più sperduta tribù pellerossa, al misticismo indù. 

E’, e in quanto tale dobbiamo recuperarla, una dimensione del tutto verticale che segna la nostra esistenza, che deve permetterci di essere super partes in un mondo dove parti affini alla radice e solo divergenti all’apparenza si “scontrano”, inscenando un’operetta degna della peggior tragedia del ridicolo. 

Ciò si traduce nell’essenzialità della costruzione di una nuova élite, un insieme di uomini nuovi che, sopravvivendo alle intemperie di un mondo contrario all’ordine cosmico, da superstite riesca a sobbarcarsi il peso della ricostruzione. 

Quest’ultima deve necessariamente fondarsi sul perseguimento di un’idea che sia capace di unire indissolubilmente tali uomini nuovi, come fu per Sparta, per Roma e per l’Europa Nazionale e Socialista. 

Europa che, viste le necessarie prerogative sociali e culturali, non può che essere la rappresentazione terrena della dimensione verticale sopracitata, la nostra Patria spirituale. 

Ben consci dell’immortalità delle idee, specie di quelle universali come l’Imperium, e della finitezza delle loro relative storicizzazioni, non possiamo aspettarci che la nostra di Idea, ovvero quella dell’ Europa nuovamente potenza, torni ad affermarsi nelle sue forme del passato (da Napoleone al fascismo). 

In quest’ottica, bisogna cercare di operare in continuità con chi ci ha preceduto evitando di cadere nella retorica della mera nostalgia e riconoscendo per tempo gli inganni che rallentano il già lento processo di autonomia europea (vedasi il rossobrunismo). 

Cristiano Mazzonello

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