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“Giustizia ad orologeria”. Ayman al-Zawahiri è stato ucciso dalla CIA

“Giustizia è stata fatta”. Il Presidente americano Joe Biden, ancora in isolamento a causa del Covid, ha annunciato l’uccisione del leader di al-Qaida Ayman al-Zawahiri dalla Casa Bianca. Un’operazione definita di “precisione” nel centro della capitale afgana, Kabul.
Zawahiri, in testa all’elenco dei terroristi islamici più ricercati al mondo, è stato assieme a Osama bin Laden l’artefice dell’attacco alla Torri Gemelle a Manhattan dell’11 Settembre“Questo leader terrorista è stato eliminato”. Il leader di al-Qaida è stato ucciso nella notte fra sabato 30 luglio e domenica 31 luglio italiana, con precisione alle 21.48 del 30 luglio, a Washington, nel corso di una operazione condotta dalla Cia con un drone da cui sono stati lanciati due missili Hellfire. Era sul balcone di una casa in un esclusivo quartiere residenziale del centro di Kabul, Shirpur, controllato dal Ministero della Difesa afgano,
quando è stato ucciso. La sua famiglia era nell’abitazione ma è rimasta illesa. Il raid,
hanno riferito fonti dell’amministrazione, non ha causato nessuna vittima civile. L’azione è stata la prima da quando gli Stati Uniti hano completato il tragico e controverso ritiro
militare dall’Afghanistan l’estate scorsa. Allora la Casa Bianca aveva indicato che avrebbe mantenuto capacità di colpire “over the horizon”, ovvero a distanza, forze terroristiche che avessero trovato rifugio o sostegno dentro il Paese. Per l’amministrazione Biden, dunque,
l’efficacia della caccia al terrorista diventa un segnale di riscatto dopo le dure critiche sulle modalità dell’uscita da Kabul che ha lasciato il Paese ai talebani. L’intelligence americana aveva per mesi, almeno da aprile, seguito i movimenti di Zawahiri, e anche costruito un modello dell’abitazione per preparare l’operazione. Secondo indiscrezioni, la casa era di proprietà di un consigliere aiutante di uno dei leader dei talebani, Sirajuddin Haqqani, figura di spicco dell’omonima rete di miliziani jihadisti e Ministro dell’Interno di Kabul.
Proprio i membri della rete Haqqani si sono affrettati a prendere il controllo dell’abitazione, cercare di nascondere il fatto che vi si trovava il leader di al-Qaida e spostare rapidamente la sua famiglia. Nonostante questo gli Stati Uniti hanno le prove che al-Zawahiri è morto. I talebani hanno condannato l’operazione ritenendola una «chiara violazione dei principi internazionali e dell’accordo di Doha. Queste azioni sono contro gli interessi degli Stati Uniti, dell’Afghanistan e della regione», affermano i talebani in una nota. Al-Zawahiri aveva
assunto le redini dell’organizzazione terroristica nel 2011 dopo l’uccisione in Pakistan di bin Laden, di cui era stato per anni il braccio destro. Aveva fuso originalmente la sua rete presente anzitutto in Egitto con le forze di bin Laden, rafforzando enormemente Al Qaeda.
Negli Usa, prima ancora dell’11 Settembre, era stato incriminato per gli attentati contro le ambasciate di Kenia e Tanzania nel 1998. Il raid che ha portato all’uccisione del leader di al-Qaida è stato preparato dall’inizio del 2022, ma i piani hanno subito un’accelerazione, con la svolta l’1 luglio. Nel corso di una riunione il direttore della Cia William Burns e il
direttore degli 007 americani Avril Haines hanno illustrato nel dettaglio l’operazione a Biden. Il via libera definitivo di Biden, dopo numerosi aggiornamenti nei mesi di maggio e giugno, è arrivato il 25 luglio. Biden ha rivendicato l’importanza della missione portata a termine. “Non importa quanto tempo serve, o dove vi nascondete, se siete una minaccia gli Stati Uniti vi troveranno”, è stato il messaggio lanciato dal presidente americano.
“Quando ho messo fine alla missione militare americana in Afghanistan quasi un anno fa, ho deciso che gli Stati Uniti non avevano più bisogno di avere uomini in Afghanistan. In quel momento ho promesso agli americani che avremmo continuato a condurre efficaci operazioni antiterrorismo in Afghanistan. Lo abbiamo fatto. Non consentiremo all’Afghanistan di diventare un paradiso sicuro per i terroristi”, ha aggiunto Biden assicurando che gli Stati Uniti resteranno “sempre vigili” e faranno “il necessario per mantenere al sicuro gli americani in casa e fuori. Non molleremo mai”. Più volte nel corso del suo intervento Biden si è rivolto alle famiglie delle vittime dell’11 settembre, augurandosi che la morte del braccio destro di bin Laden possa aiutarle a voltare pagina. Le implicazioni dell’operazione sollevano tuttavia dibattito. In gioco saranno i rapporti fra il governo dei talebani e gli Stati Uniti: Washington ha definito l’operazione legittima, accusando i talebani di aver loro violato loro gli accordi di pace di Doha, firmati nel 2020,
consentendo al leader di al-Qaida di entrare e risiedere nel Paese. Gli accordi vietavano ai talebani di ospitare terroristi con mire internazionali. Al-Qaida, stando a fonti Usa, mantiene stretti rapporti con il governo di Kabul, al contrario dello Stato Islamico che si scontra con i talebani per contender loro influenza nel Paese. La Casa Bianca ha anche ammonito i talebani a evitare rappresaglie contro un ostaggio americano in mano al network di Haqqani, il 60enne ingegnere Mark Frerichs, rapito nel gennaio del 2020. Particolare incertezza esiste sul reale impatto dell’uccisione di Zawahiri. Era considerato da alcuni esperti ormai soprattutto un simbolo, senza il seguito di bin Laden e in affanno nel cercare di coordinare l’attività di gruppi frammentati che spesso ignoravano le sue richieste. La sua abilità di comunicare e operare in Afghanistan dopo il ritorno al potere dei
talebani era stata però evidenziata soltanto il mese scorso da un rapporto di analisti
dell’Onu, nonostante la minaccia posta sul piano internazionale fosse considerata “non immediata”. L’intelligence statunitense ha concordato con le suddette valutazioni,
sottolineando nei suoi documenti che l’attività di al-Qaida è oggi concentrata in Africa e Medio Oriente, agendo in alleanza con il regime talebano.

Fabio S.P. Iacono

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