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CONFLITTO UCRAINO IMPANTANATO TRA OFFENSIVE E CONTROFFENSIVE

Mykolaiv resta sotto pesanti bombardamenti. Gas e grano al centro delle trattative diplomatiche

FONTE: https://www.barbadillo.it/105440-diario-di-guerra-conflitto-ucraino-impantanato-tra-offensive-e-controffensive/

Offensiva e controffensiva

Mykolaiv continua a essere colpita da pesanti bombardamenti e, secondo il sindaco, il numero di missili lanciati ogni giorno supera le capacità delle difese antiaeree. Si combatte su più fronti. Le truppe russe si addensano nel Donetsk e nel Donbass, dove il fuoco di artiglieria incendia le coltivazioni e dove le forze occupanti continuano a premere con raid aerei su Sloviansk e Kramatorsk. Con un’azione coordinata, Mosca sta colpendo varie regioni del paese: da Kiev a Kharkiv, da Kramatorsk alla regione di Odessa. A Kharkiv è stato colpito un mercato affollato di persone ma anche una moschea e uno studio medico, causando una ventina di feriti. La controffensiva ucraina reagisce per riprendersi Kherson: ha colpito con i missili statunitensi Himars il ponte Antonovsky, impedendo alle truppe nemiche di ritirarsi e facendo saltare i collegamenti della logistica russa nel sud del paese. I militari ucraini sono anche riusciti ad abbattere un jet russo a Novaya Kakhovka. Le forze di Kiev sostengono anche di aver respinto un’offensiva contro Bakhmut e denunciano il reclutamento forzato di Mosca nelle regioni occupate del Donbass.

Il Ministro degli Esteri russo, Lavrov, fa sapere: “Il Donbass non è più il nostro unico obiettivo dopo l’invio delle armi occidentali a lungo raggio. Non possiamo permetterci una minaccia diretta ai nostri territori”. Il capo dei servizi segreti britannici ammette che le armate russe avrebbero perso quindicimila soldati, per lo più ragazzini, come in dieci anni di conflitto in Afghanistan. La Russia avrebbe difficoltà a rifornire le sue truppe al fronte e potrebbe essere costretta a rallentare la sua avanzata verso est. Mosca ha inoltre visto dimezzare le sue capacità di spionaggio dopo l’espulsione di oltre quattrocento agenti dei servizi segreti russi dalle città europee, nonché l’arresto di alcune spie sotto copertura che si fingevano civili.

La centrale di Zaporizhzhia

Orlov, il sindaco in esilio dalla città di Enerhodar occupata dai russi, annuncia un incidente inspiegabile alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Nell’impianto, il più grande d’Europa, sarebbero morte alcune persone e oltre nove soldati russi sarebbero rimasti feriti. Mosca non ha confermato l’accaduto, dopo essere stata accusata di adoperare la centrale come deposito di stoccaggio per armi e munizioni, ma ha dichiarato: “Gli attacchi ucraini sulla centrale puntano all’incidente nucleare. Rischia mezza Europa”. Inoltre, Orlov denuncia anche il rapimento della donna a capo della gestione rifiuti radioattivi e del suo vice. Proprio a Zaporizhzhia la Russia sta inviando più di mille soldati, spostandoli dalla regione di Donetsk, ed è qui che continuano a giungere gli ucraini che fuggono dalle zone occupate. La città è divisa in due dal fiume Dnepr: da una parte sono stanziate le forze ucraine, dall’altra quelle russe.

Il campo diplomatico

Lavrov è stato un fiume in piena: “L’Ucraina come paese candidato all’Ue è una mossa contro la Russia”. Poi il riferimento alla Germania di Scholz: “Parigi e Berlino hanno ucciso il Protocollo di Minsk. Il cancelliere tedesco perde tempo chiedendo un nuovo accordo sulla sovranità”. C’è stata anche  la decisione del leader ucraino, Zelensky, di rimuovere due personaggi chiave di questa guerra: il capo dei servizi segreti, Bakanov, e la procuratrice generale, Venediktova. Il presidente ucraino ha spiegato: “Sono oltre seicentosettanta le persone che fanno parte della procura, delle forze di sicurezza e della polizia indagate per alto tradimento e per collaborazionismo con il nemico. Settanta di queste si trovano su territorio occupato e stanno collaborando contro il paese”. Il leader russo, Putin, in una riunione di governo trasmessa in diretta dalla tv di Stato ha riconosciuto le grandi difficoltà dovute alla mancanza di tecnologie avanzate nel paese dopo che molti colossi stranieri del settore se ne sono andati. “Le sanzioni occidentali sono una sfida enorme” ha ammesso. “La Russia non può svilupparsi isolata dal resto del mondo, non lo farà ma allo stesso tempo non si arrenderà”.

Gas e grano

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato: “Putin ci ricatta e Gazprom è inaffidabile, dobbiamo prepararci allo scenario peggiore. L’Europa unita è più forte di qualsiasi crisi”. Dopo dieci giorni di manutenzione, Gazprom ha tuttavia riavviato il gasdotto Nord Stream 1 con le forniture tornate al 40%. L’UE tira un sospiro di sollievo, dopo aver temuto di dover intervenire nell’immediato per la mancanza di gas. “Nessun ricatto, i problemi dipendono dalle sanzioni” ha dichiarato Mosca. Ma lo spettro di un blocco totale continua ancora ad aleggiare sui governi europei.

Putin ha annunciato che la Russia è pronta a cooperare per l’esportazione del grano ucraino ma vuole che vengano eliminate tutte le restrizioni occidentali su cereali e fertilizzanti russi. L’accordo firmato a Istanbul tra Mosca e Kiev per sbloccare il grano fermo da mesi nei porti ucraini lo ha accontentato. Il Ministro delle Infrastrutture ucraino, Kubrakov, e il Ministro della Difesa russo, Shoigu, evitando di sedersi allo stesso tavolo hanno firmato documenti separati impegnandosi individualmente con Turchia e Nazioni Unite. Nessuna intesa diretta tra i paesi belligeranti, tuttavia si tratta del primo punto d’incontro dall’inizio del conflitto. Le esportazioni, che interesseranno cinque milioni di tonnellate di grano al mese, saranno oggetto di ispezioni in Turchia all’ingresso e all’uscita del Mar Nero. Ma nemmeno ventiquattro ore dopo è stata bombardata l’area portuale di Odessa, uno dei tre porti citati nell’accordo. Due missili sono stati intercettati, mentre altri due sono andati a segno causando vittime e feriti. “Putin sputa in faccia all’Onu e alla Turchia” ha affermato il Ministero degli Esteri ucraino.

Antonio Bottalico

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