EUROPANAZIONE

ESTERI E GEOPOLITICA

G7, LA FIERA DELL’OVVIO

È partito domenica 26 giugno e terminerà oggi 28 giugno (ieri, ndr) il 48° vertice del G7. Come noto questo è l’incontro tra i leader dei 7 più potenti e influenti paesi al mondo (e già qua fa ridere vedere l’Italia annoverata) e quest’anno si svolge a Krun in Alta Baviera, una caratteristica località tedesca abitata da meno di 2.000 abitanti e che per 3 giorni diventa il centro nevralgico del mondo (almeno di quello Occidentale).

I temi principali di questa edizione del G7 sono gli alti prezzi dell’energia e la guerra in Ucraina e già qua il fatto che non ci sia in prima linea la drammatica evoluzione del clima dà da pensare. Ma leggendo le dichiarazioni rilasciate dei 7 più importanti leader mondiali lasciano un discreto amaro in bocca, perché ci si aspetterebbe dichiarazioni nette, con decisioni prese e concrete. Siamo in un momento storico decisamente delicato dove i popoli sono stati fortemente stressati dalla gestione della crisi pandemica, e dal corrente conflitto in Ucraina che non pare volgere al termine, la popolazione mondiale avrebbe necessità di una svolta sia sul piano economico sia sul piano politico, ma una svolta concreta non a parole.

Partendo dalla guerra in Ucraina, l’unica risposta che si sa dare è che verranno inviate più armi, senza porsi la domanda su come concludere il conflitto. Investiremo in armamenti che serviranno solo a portare lo scontro al livello di guerriglia e sarà solo un lungo logoramento. 

Collegata a questo tema è la questione energia e la miglior soluzione pensata in Italia è ridurre di 0,30€ al litro il costo del carburante fino ad agosto, il momento di maggior necessità in estate (nessuna ipotesi strutturale). 

Verrebbe da dire “grazie al c…o!!!” sia per l’una che per l’altra questione all’ordine del giorno. Tre giornate dedicate a due tematiche tra le più ovvie possibili alle quali non viene data una soluzione credibile ma solo vane parole e nessun fatto concreto.

In questo momento non è detto che riusciamo ad irrigare i campi con cui sfamarci, e il principale problema che ci viene in mente è portare avanti una guerra. E con quest’ultima dichiarazione non si intende che l’Ucraina dovrebbe alzare bandiera bianca, ma se si crede davvero nella causa dell’Ucraina, e NON nel suo presidente, allora si dovrebbe operare un intervento secco e senza possibilità di errore contro la Russia, chiudere la questione e ristabilire la pace e concentrarsi sui reali problemi del nostro pianeta e del futuro di chi verrà dopo i 70enni o 80enni leader che dominano lo scacchiere e che evidentemente hanno come solo interesse il loro patetico orgoglio personale. Giusto per dare un’idea le età dei “ragazzi” presenti al G7:

Scholz 64 anni

Trudeau 51 anni (praticamente un bambino)

Macron 45 anni (il fratello minore del collega canadese)

Kishida 65 anni

Draghi 75 anni

Johnson 68 anni

Biden 80 anni

A questi si aggiungono come soggetti chiave nello scacchiere internazionale:

XI Jinping 69 anni

Putin 70 anni

Se togliamo da questo elenco i due più giovani, il mondo è guidato da gente che degli effetti delle loro scelte sui prossimi 10/15 anni non gli interessa, l’unica cosa importante è far vedere di valere ancora qualcosa. Parlando dell’Italia, da inizio giugno a questa parte possiamo vedere che i fiumi, il Po, in particolare, si stanno asciugando e stanno iniziando i roghi in giro per lo stivale, questo si ripeterà poi in giro per l’Europa e per il mondo. 

Il fatto è che la questione ambientale non è solo meramente legata alla conservazione dell’ambiente, come se fosse un dipinto. Dalla questione ambientale dipende la stessa nostra esistenza e tutte mostruose quantità di soldi spese per armamenti avrebbero molto più senso se investite nel futuro del nostro pianeta, ma il problema torna al punto iniziale, l’età di chi ci governa.

Il G7 dovrebbe essere il faro che guida il mondo nel suo futuro, ma a quanto pare, l’unico effetto delle ovvietà di cui si discuterà sarà probabilmente togliere il futuro o quanto darcene uno drammatico.

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