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Collaborazionisti, spie e traditori: Kiev mette nel mirino i delatori ucraini

FONTE: https://it.insideover.com/guerra/collaborazionisti-spie-e-traditori-kiev-mette-nel-mirino-i-delatori-ucraini.html

Non solo i colpi di artiglieria, le bombe e i missili. A preoccupare le forze di Kiev sono anche i cittadini ucraini che, per le più svariate ragioni, scelgono di collaborare con il nemico, e cioè con l’esercito russo.

La maggior parte di loro sono spie di professione. Ma, soprattutto nel Donbass, ci sono anche persone comuni, filorussi convinti, e non mancano neppure persone ancora più comuni, spesso costrette, loro malgrado, a cooperare con il nemico per le delicate situazioni in cui si sono ritrovate. Quando le truppe nemiche entrano nella tua regione, ne prendono il controllo e instaurano il loro governo, se non sei riuscito a scappare prima della debacle sei necessariamente costretto ad adattarti.

E adattarsi vuol dire accettare la visione delle nuove autorità politiche e militari e collaborare con loro. Non soltanto per ricostruire strade, palazzi, aiuole e scuole, ma anche per comunicare i segreti del territorio e delle aree circostanti, a maggior ragione se quelle aree sono ancora controllate dall’esercito ucraino. È così che, nel bel mezzo della guerra in Ucraina, prende forma una figura che, da qui alle prossime settimane, sarà destinata ad essere strategica per le sorti del conflitto, ma finirà pure al centro di mille polemiche: quella degli ucraini definiti “collaborazionisti” dal loro stesso governo.

Spie e traditori

Gli ucraini sopra descritti si trovano a metà tra due fuochi. Da una parte rappresentano una fonte di preziose informazioni per i russi, desiderosi di conoscere gli obiettivi sensibili da colpire e controllare nelle zone limitrofe a quelle già occupate, oppure addirittura all’interno delle stesse; dall’altra sono tuttavia considerati, né più né meno, degli autentici traditori, nonché nemici da neutralizzare.

Mosca ha capito che le aree fin qui ottenute non sempre hanno l’intenzione di volersi adattare. Nel quadrante meridionale è stata segnalata una forte attività partigiana ucraina, unita a contrattacchi chirurgici volti a recuperare i territori perduti. Ecco perché il Cremlino ha bisogno di sapere quali strade pattugliare e dove si trovano le abitazioni di politici, militari e poliziotti locali, e cioè di elementi capaci di organizzare rivolte o resistenze interne. Molti ucraini, dunque, si sono ritrovati a cooperare con il nemico, mentre altri lo hanno fatto senza farsi troppe domande perché convinti filorussi. Certo è che Kiev non può far finta di niente.

La risposta di Kiev

Come ha raccontato Il Corriere della Sera, per Kiev gli ucraini che hanno scelto, più o meno volontariamente, di cooperare con l’esercito russo sono delle spie, dei collaborazionisti da eliminare prima che possano causare gravi danni. L’esercito ucraino deve categoricamente abbattere quelle che sono state soprannominate quinte colonne interne.

La polizia di Kramatorsk, ad esempio, ha diffuso sui social network le immagini dei suoi agenti intenti a catturare un collaborazionista. L’episodio è avvenuto nella non distante città di Sloviansk. Il prigioniero, un pensionato, pare fosse una spia che passava ai russi le posizioni dell’artiglieria ucraina.

Le spie possono essere ovunque, in primis all’interno delle numerose famiglie di filorussi presenti nel Donbass, tanto nelle aree rurali quanto in quelle urbane. La procuratrice generale dello Stato ucraino, Irina Venediktova, ha parlato di oltre 700 casi di alto tradimento aperti. Un numero, questo, che diventa ancora più grande, vicino al raddoppio, se consideriamo i casi di collaborazionismo. In Ucraina, dunque, ci sono almeno 1.500 persone che rischiano lunghissime pene detentive per aver cooperato con l’esercito russo. E questa cifra potrebbe aumentare ancora.

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