PENSIERI CORSARI

“FATTI I CAZZI TUOI CHE CAMPI CENT’ANNI”, NELL’ELEGANZA DI UNA ANTICA (E NASCOSTA) ISCRIZIONE CITTADINA

FONTE: https://www.verticale-blog.info/fatti-i-cazzi-tuoi-che-campi-centanni-nelleleganza-di-una-antica-e-nascosta-iscrizione-cittadina/

Nel 1433 l’Universitas mercatorum, la corporazione dei grandi mercanti milanesi, ottenne dal duca Filippo Maria Visconti un terreno dietro la Chiesa di San Michele al Gallo dove erigere una nuova sede. Qualche decennio prima i locali che i mercanti occupavano da tempo all’interno della piazza erano stati ceduti per ospitare le Scuole del Broletto, e la corporazione si era dovuta spostare in una casa modesta nella vicina contrada degli Orefici. Al piano terra del nuovo palazzo venne collocato l’Ufficio degli Statuti e di tutti i principali atti pubblici, concesso per via ereditaria a una famiglia di notai di Gallarate, i Panigarola, da cui poi la casa prese il nome. Nel sottoscala della Casa dei Panigarola vi erano depositati e trascritti gli atti delle magistrature cittadine e nel loggiato si trova una lapide del 1448 firmata da Tommaso da Caponago, giureconsulto del XV secolo, che ammonisce sui rischi conseguenti al ricorso alle cause legali. Si trova oggi nell’attuale ingresso del “Broletto nuovo”, l’antico Palazzo di Giustizia, nella Casa dei Panigarola.

Il testo recita in latino:

In controversijs causarum corpo-

rales inimicitie oriuntur, fit

amissio expensarum, labor ani-

mi exercetur, corpus cottidie

fatigatur, multa et inhonesta

crimina inde consequuntur, bona

et utilia opera posponuntur,

et qui sepe credunt obtinere

frequenter subcumbunt, et si

obtinent, computatis laboribus

et expensis, nichil acquirunt.

Thomas de Caponago scripsit, 1448.

Traduzione:

Le discordie corporali sorgono nelle controversie

delle cause, avviene la perdita delle spese,

il lavoro della mente è esercitato,

il corpo, ogni giorno è affaticato

molti ed inonesti crimini da qui derivano,

le opere buone ed utili sono ritardate

e coloro che spesso credono d’ottenere

più frequentemente soccombono

e se ottengono, conteggiate le fatiche e le spese,

nulla acquistano

Tommaso da Caponago scrisse, 1448.

La saggezza della frase, lungimirante ed ancora attuale, non trova però alcuna collocazione degna in una città frenetica e distratta come Milano. Ora visibile ma lontana, nascosta da orribili balaustre volute dall’Amministrazione, lascia il suo monito solo ai pochi temerari e ai pochissimi curiosi che ne sanno la storia.
Mi raccomando, non scavalcate per vederla!

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