POLITICA

DENAZIFICARE L’ITALIA?

Recentemente sul nostro sito è stato pubblicato un articolo tratto da abruzzolive.it scritto da Francesco Proia riferito al Tweet di un imprenditore russo che in riferimento alla manifestazione di CPI auspicherebbe la denazificazione dell’Italia essendo il nostro Paese nuovo nemico della Russia.

Vorrei rivolgermi a questo imprenditore russo, vorrei rivolgermi a lui per dirgli che può stare sereno. E non perché io abbia qualche timore circa l’ipotesi di una reale invasione russa in Italia, ma perché nel nostro Paese c’è già chi si occupa di ciò.

Partendo da una imbarazzante classe politica totalmente asservita al padrone americano, e (solo apparentemente al lato opposto) una parte della popolazione che ha scelto di votare la propria azione culturale a favore della Russia e della sua azione contro l’Ucraina.

La classe politica italiana è un agglomerato di inutili politici che seguono la marea pur di conservare la poltrona loro garantita dai leader di partito che a loro volta devono necessariamente garantirsi i privilegi di cui ora godono. Draghi detta una linea precisa tutta basata sugli ordini impartiti da Washington e che Draghi ribalta in Italia e, sfruttando la sua indubbia influenza, in Europa (almeno nei Paesi che gli prestano orecchio).

Per quanto riguarda la popolazione italiana che ha scelto di seguire Putin nella sua campagna in Ucraina, bè c’è da dire che hanno deliberatamente scelto di non essere contro l’imperialismo, ma di essere solamente contro un tipo di imperialismo, quello americano, mentre quello russo è accettabile. E si, nonostante gli stessi sostenitori di Putin lo neghino, la Russia è un impero e come tale agisce ed è stato proprio Dugin, consigliere della Duma, che ha definito la Russia un impero, scansando ogni dubbio in merito.

Ciò che quindi non deve preoccupare quindi l’imprenditore russo di cui sopra è che, sorvolando sulla bassezza della qualità politica della classe dirigente italiana, che non deve essere considerata un pericolo nemmeno qualora dovesse spietatamente attaccare (a parole) la Russia, ma nemmeno deve temere la posizione della popolazione italiana. E non deve temerlo perché non sono abbastanza quelli che con valide ragioni non vedono di buon occhio le scelte imperialiste russe (beninteso, NON si parla della Russia quale partner dell’Europa, ma della Russia che attacca l’Europa).

L’Italia non è da denazificare, perché anche coloro che hanno quelle radici politiche hanno scelto di dimenticarle e di convertire la propria azione politica.

Andrea Borelli

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