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SIRIA. IL DIRITTO INTERNAZIONALE NON VALE PER GLI USA

FONTE: https://internettuale.net/5262/siria-il-diritto-internazionale-non-vale-per-gli-usa

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha rilasciato una “licenza generale” che autorizza attività economiche specifiche nelle aree nord-orientali e nord-occidentali della Siria. Normale amministrazione? Per gli americani, sì. Sono i padroni e fanno come gli pare dappertutto. In Ucraìna hanno perfino dato il certificato di “buona condotta” ai “nazisti dell’Illinois” che sparano ai russi. Il fatto è che le aree siriane “beneficate” dallo Zio Sam sono occupate dalle milizie separatiste e da organizzazioni che altrove (cioè dove conviene a Washington, Tel Aviv & associati) sono definite terroristiche.

Lo sa tutto il mondo che gli Usa hanno direttamente fondato o sostenuto gruppi antigovernativi in Siria. Di tanto in tanto lanciano anche campagne terroristiche contro il presidente siriano Bashar al-Assad (solito armamentario di armi chimiche, torture, violazioni dei diritti umani… che viene appioppato a chiunque non sia gradito “là dove si puote ciò che si vuole”) ma senza i risultati ottenuti, per esempio, in Libia o in Iraq.

La milizia SDF (Syrian Democratic Forces), che è una alleanza di curdi e assirosiriaci, da anni lavora insieme con le forze di occupazione statunitensi nel Paese, ricavandone “contributi” in armi e dollari, s’è impiantata proprio in quelle aree dove oggi sono valide le licenze americane. Ci sono anche il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) e la milizia YPG (Unità di Protezione Popolare) che vivono grazie agli aiuti statunitensi. Da notare i termini “democratico”, “lavoratori” “popolare” che caratterizzano tutti i movimenti di guerriglia che, con la democrazia, con il lavoro e, soprattutto, con il popolo, c’entrano ben poco se non quasi niente.

La Siria, ovviamente, ha protestato. L’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bassam Al-Sabbagh, ha presentato una formale protesta in sede di Consiglio di Sicurezza, ma è stato un pro-forma. Le proteste contro gli Usa come quelle contro Israele restano costantemente lettera morta.

Risulta evidente perfino ad un neo-studente di Diritto internazionale (quello del quale sono strapieni i media a proposito dell’Ucraìna) che concedere licenze per attività economiche nelle aree del Paese controllate da gruppi ribelli viola la sovranità della Siria. Queste licenze, ha detto Al-Sabbagh, sono «un sostegno diretto dell’amministrazione statunitense a queste entità (PKK, SDF, YPG; ndr) nonché una flagrante violazione della sovranità della Repubblica araba siriana e della sua indipendenza». Fra l’altro, esistono pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria che vengono anch’esse violate.

A ben vedere, la mossa americana è molto sottile. Al momento, infatti, sono quattrini che vanno a chi occupa con la forza il nord siriano. Molti di quei soldi finiranno su conti svizzeri, ma la parte restante creerà posti lavoro e benessere. I siriani sotto occupazione godranno presto di una qualità della vita negata agli altri. Non saranno pochi quelli che vorranno andare a vivere al Nord.

Per di più, le YPG hanno ottenuto il controllo del territorio siriano (con l’assistenza dell’occupazione statunitense), in particolare nel nord-est al confine con Turchia e Iraq, cioè dove ci sono alcune delle riserve petrolifere più ricche del mondo, oltre a terreni agricoli e una sponda del fiume Eufrate.

Washington ha imposto pesanti sanzioni a Damasco nel tentativo di isolare la Siria dalla comunità internazionale. Ora alimenta il Nord petrolifero (senza dimenticare l’acqua, un bene più prezioso dell’oro nero per le popolazioni) e cerca, mediante la discriminazione tra Nord ricco e Sud povero (a qualcuno ciò ricorda qualcosa? ceeerto che no!), di far finalmente cadere il presidente. Che, lo ricordiamo ai distratti, ha l’appoggio di Hezbollah.

Giuseppe Spezzaferro

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