POLITICA

FIGLI DELL’ 8 SETTEMBRE

8 settembre 1943, il governo Badoglio annuncia l’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile firmato con gli “Alleati” della seconda guerra mondiale. No, non è una data a caso, è una data cruciale per comprendere il cambiamento antropologico di un popolo che da imperiale si risvegliò colonia.

Una massa uniforme che da più di settanta anni non è riuscita ad uscire dallo schema dei due blocchi e che ancora oggi si divide in filo americani e filo russi, favorendo il gioco di due imperialismi col medesimo obiettivo di spartirsi casa nostra; l’Europa.

Sono di destra e di sinistra, sovranisti e comunisti, schiavi del capitalismo a stelle e strisce o affascinati dall’arrugginita Russia post-sovietica dell’oligarchia mafiosa. Sono i figli e i nipoti di quelli che nel 45 acclamavano l’invasore anglo-americano e che oggi, tra le bandiere rosse falce e martello, festeggiano l’invasore russo per il “Den Pobedy”, il giorno della vittoria, in cui Mosca celebra la vittoria della seconda guerra mondiale. Sono quelli con la sindrome da lacchè.

Sono i figli dell’8 Settembre.

Pierpaolo Cicciarella

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