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Il giallo sui morti in Ucraina: ora è guerra dentro il Cremlino

Fonte: Il giallo sui morti in Ucraina: ora è guerra dentro il Cremlino (insideover.com)

Iniziano ad affiorare le prime crepe sulle pareti che sorreggono il Cremlino. Almeno questa è la sensazione che si ha passando in rassegna le ultime dichiarazioni di Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin, e le repliche ricevute. Motivo della probabile spaccatura: il numero dei soldati russi morti nell’operazione militare in Ucraina.

In un primo momento Peskov aveva definito una “grave tragedia” le “perdite significative” registrate nel corso del conflitto. “Abbiamo perdite significative di soldati. E per noi è un’enorme tragedia”, aveva dichiarato in un’intervista rilasciata a SkyNews. Poiché queste parole hanno scatenato – come era facile supporre – reazioni rabbiose sia tra le fila dei commentatori russi sia da parte di personaggi di spicco, come il presidente del Consiglio generale di Russia Unita, Andrej Turchak, il portavoce è stato costretto a fare marcia indietro.

O quanto meno ad addolcire le sue affermazioni. “Il nostro esercito sta facendo di tutto per portare a termine l’operazione. Ci auguriamo che nei prossimi giorni, nel prossimo futuro, l’operazione raggiunga risultati o si concluda a seguito di negoziati tra le delegazioni russa e ucraina”, ha rettificato Peskov.

Peskov nel mirino

Inutile nascondersi dietro a un dito. Le dichiarazioni di Peskov sulle perdite significative, e sul fatto che l’operazione speciale possa concludersi presto grazie ai negoziati, hanno aizzato un vespaio. Secondo quanto riportato da Repubblica le “perdite” russe in Ucraina starebbero scatenando una vera e propria lotta tra i vari clan che circondano Putin.

“Quali sono le perdite “significative”? E quali le “non significative”? Che dire delle vittime di otto anni di genocidio del Donbass? E i nostri combattenti a Mariupol, che stringono i denti, salvano i civili sotto tiro e chiedono una vera denazificazione, non capiscono nulla di tragedie?”, ha tuonato Turchak. Il quale ha pure citato un meme risalente alla prima guerra mondiale: “Che cos’ è? Stupidità o tradimento?”.

“Dobbiamo ammettere che Peskov è impreparato a essere l’addetto stampa del presidente durante le ostilità. Tanto è stato efficace in tempo di pace, quanto è indifeso, confuso e perso in tempi difficili! Le sue dichiarazioni danneggiano il morale dei nostri soldati!”, hanno invece aggiunto vari canali Telegram favorevoli al conflitto. Critiche contro Peskov sono arrivate anche da parte di Aram Gabreljanov, creatore del portale Life.ru (che ha scritto la suddetta frase), e dalla conduttrice Anna Shafran.

Critiche e rimproveri

Ma non è finita qui, perché anche altri canali hanno alzato il tiro contro le frasi di Peskov. Il canale Readovka, che ha all’attivo circa un milione di iscritti – e che pare faccia capo a Evgenij Prigozhin, personaggio vicino a Putin che gestirebbe i mercenari Wagner – ha definito i commenti del portavoce “demoralizzanti” e non “specchianti il quadro reale“. Morale della favola: Readovka non rilancerà più le dichiarazioni di Peskov, non certo l’ultimo arrivato.

La conduttrice Shafran ha incrementato la dose: “Apparentemente, le forze del “partito del compromesso” o, addirittura, “della sconfitta” hanno scavato a fondo ai massimi livelli”. Insomma, Peskov, suo malgrado, ha acceso una miccia che potrebbe espolodere da un momento all’altro rendendo insostenibile la situazione interna al fronte russo. Chissà se basteranno le sue ultime rettifiche, quando ha precisato di avere a disposizione soltanto il numero dei morti diffuso dal Ministero della Difesa, a placare gli animic. Intanto, ufficialmente la Russia ha perso 1.351 soldati.

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