EUROPANAZIONE

ALZO ZERO

DIECI TESI PER CUI NON SI PUO’ STARE CON PUTIN

  1. La Russia di Putin dimostra nei fatti di non aver rinunciato alla logica imperialista sancita a Yalta nel 1945, continuando a considerare i Paesi dell’Est Europa il proprio “cortile di casa”.
  2. Putin nel suo discorso sull’Ucraina pronunciato la sera prima dell’aggressione, ha fatto propria la teorizzazione di Lenin e Stalin contraria all’autodeterminazione del popolo ucraino, confermando cosi’ la sua continuità con tale eredità.
  3. Inoltre, ha consciamente utilizzato tutta la propaganda stalinista della Grande Guerra Patriottica e la cosiddetta “denazificazione” come capisaldi teorici per criminalizzare l’Ucraina come entità sovrana allo scopo di negarne l’esistenza stessa.
  4. A tale scopo, utilizza truppe di provenienza asiatica nei combattimenti, e non russi europei, per poter vessare la popolazione civile ucraina, con la quale gli elementi russofoni intrattengono vincoli familiari millenari.
  5. Putin fa il gioco degli americani e con la loro complicità, ha creato una “situazione afghana“ al centro dell’Europa, bloccando di proposito ogni ipotesi di spazio geostrategico in collaborazione con l’Europa.
  6. Putin non ha alcuna visione alternativa di “Civiltà”, come sostenuto da qualche orfano di Padre, ma impiega lo stesso lessico utilizzato dai neocon americani alla Samuel Huntington per giustificare il suo imperialismo in pieno stile neosovietico.
  7. Non ci si appigli al Donbass o ai crimini compiuti dagli americani dal Vietnam in poi, per giustificare gli orrendi crimini che i Russi stanno compiendo in Ucraina oggi. È da vili e da partigiani. I crimini restano tali a prescindere da chi li commette e non cambiano natura se vengono commessi a Belgrado dalla Nato come nel 1999 oppure ad Aleppo o a Grozny. Comunque, basterebbe ricordare il bestiale comportamento dei russi in Germania nel 1945 per chiudere il cerchio.
  8. Noi non staremo mai e poi mai dalla parte dei neosovietici, di chi esibisce la falce e martello e la Stella Rossa, con chi il 9 maggio celebra a Mosca la “vittoria” e con chi qualifica gli ucraini come “nazisti” nel 2022. Per una questione di Stile, di Dignità, di Storia e di Civiltà.
  9. La distruzione di un paese nel cuore dell’Europa, dovrebbe far comprendere che nessuna prospettiva di “liberazione” può essere riposta in chi opprime, uccide, tortura e bombarda  popolazioni europee.
  10. L’unica prospettiva che auspichiamo è quella di un‘Europa forte, indipendente ed autonoma dai blocchi. Una Terza Posizione quantomai necessaria oggi per uscire dalle logiche servili e schizoidi in cui si vorrebbe ridurre un‘area culturale e politica.

AMERICANI A CASA, RUSSI NELLA STEPPA!

REDAZIONE KULTURAEUROPA

  1. Francesco Ingravalle

    Mi sembra perfetto come presa di posizione questo testo. “Dà la linea” come si sarebbe detto un tempo…

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