PENSIERI CORSARI

DOSTOEVSKIJANA #8

Europea/4 

Di nuovo Versilov, il protagonista dell’Adolescente, il quale si lascia andare, irrefrenabile, a un sincero ed emozionante atto d’amore nei confronti dell’Europa, della sua storia, della sua cultura e, al contempo, nei confronti della Russi, inestricabilmente legata al Vecchio Continente come suo vero e inevitabile destino. 

Il brano che proponiamo oggi è, ovviamente, da leggersi come organica continuazione dei tre precedenti, apparsi nelle scorse settimane (cfr, Dostoevskijana 5, 6 e 7). 

Europa nostra patria 

A lungo ancora dovranno battersi [gli europei] perché sono ancora troppo tedeschi e troppo francesi e ancora non hanno portato a termine la loro opera in queste loro parti. E fin d’allora soffrivo al pensiero delle rovine future. Per il russo l’Europa è preziosa quanto la Russia: ogni pietra in essa gli è cara e preziosa. L’Europa fu la nostra patria come la Russia: di più, anzi ! Non si può amare la Russia più di quello che io l’amo, eppure io non mi sono mai rimproverato per il fatto che Venezia, Roma, Parigi, con tutti i tesori delle loro scienze e delle loro arti, e tutta la loro storia mi sono più cari della Russia. Oh, ai russi sono preziose queste vecchie pietre straniere, queste meraviglie del vecchio mondo di Dio, questi avanzi dei santi miracoli; tutto questo è più caro a noi che non agli europei ! Essi hanno ora altri pensieri, altri sentimenti e più non si curano delle loro vecchie pietre … Da loro il conservatore lotta soprattutto per la propria esistenza, l’incendiario si fa avanti per conquistarsi un pezzo di pane. Soltanto la Russia non vive per se stessa, ma per l’idea; e dovrai riconoscere, amico mio [si sta rivolgendo al figlio illegittimo, Arkadij Dolgorukij], questo fatto importante: che cioè, da quasi un secolo, la Russia vive evidentemente non per sé, ma unicamente per l’Europa ! Quanto a loro, dovranno sopportare terribili tormenti prima di raggiungere il regno di Dio”. 

Che sia, quest’ultima citazione di Dostoevskij, un auspicio e una promessa per un non più procastinabile ritorno della Russia in Europa, nonché dello spirito europeo in Russia. 

Lascia una risposta