EUROPANAZIONE

ESTERI E GEOPOLITICA

MISSILI SU ERBIL. SPARATI DALLE GUARDIE RIVOLUZIONARIE DELL’IRAN

FONTE: https://internettuale.net/5098/missili-su-erbil-sparati-dalle-guardie-rivoluzionarie-delliran

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha rivendicato l’attacco missilistico contro Erbil, la capitale curda nel nord dell’Iraq, dicendo che prendeva di mira un «centro strategico di cospirazione» israeliano nel paese. L’attacco è stata la risposta all’uccisione di due membri dell’IRGC la scorsa settimana da parte di Israele in Siria, per la quale l’Iran aveva promesso ritorsioni. L’IRGC ha anche preannunciato  una «risposta distruttiva» se Israele si impegnasse in ulteriori attacchi (Dodici missili balistici hanno colpito la città curda di Erbil).

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha dichiarato: «Non è in alcun modo accettabile che uno dei nostri vicini, che ha profondi legami con noi, diventi un punto focale per le minacce contro la Repubblica islamica dell’Iran». Poi ha aggiunto che Israele ha ripetutamente creato problemi di sicurezza per l’Iran partendo dal suolo iracheno, anche organizzando manifestazioni contro l’establishment e “gruppi terroristici” nella regione curda dell’Iraq settentrionale.

Prima dell’attacco missilistico di domenica, l’Iraq era stato ripetutamente avvertito sia pubblicamente che attraverso canali diplomatici che non doveva permettere ai suoi confini di diventare «punti focali di cospirazioni, complotti e sabotaggi» contro l’Iran, ha continuato Khatibzadeh. «La Repubblica islamica dell’Iran si aspetta che il governo centrale dell’Iraq porrà fine a questa situazione una volta per tutte e non permetterà che i suoi confini vengano sfruttati, soprattutto considerando tutte le pretese di migliorare i legami ai nuovi livelli che esistono tra i due paesi»: ha concluso, avvertendo anche Israele che l’Iran è a conoscenza dei suoi movimenti nella regione.

Sul sito web dell’IRNA (Islamic Republic News Agency) si legge che i missili utilizzati nell’attacco erano della varietà Fateh-110, con una portata di 300 km, lanciati da una base dell’IRGC nel nord-ovest dell’Iran. Non è precisato il numero dei missili né ci sono altri particolari. Si sa che l’obiettivo, nelle vicinanze del consolato americano, non ha causato vittime. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti Ned Price ha condannato l’attacco missilistico, aggiungendo che non vi era alcuna indicazione che fosse diretto contro gli interessi americani. Anche funzionari iracheni hanno condannato l’attacco come una violazione della sovranità del paese e il ministero degli Esteri iracheno ha convocato l’ambasciatore iraniano per consegnargli una lettera ufficiale di protesta.

L’attacco arriva mentre l’Iran e le potenze mondiali sono nelle fasi finali degli sforzi per ripristinare il loro accordo nucleare del 2015 a Vienna. L’ex primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato in un videomessaggio sui social  che è «non solo assurdo, ma addirittura pericoloso» continuare a perseguire l’accordo nucleare dopo l’attacco. Il vicesegretario di Stato americano Wendy Sherman ha segnalato che gli Stati Uniti stanno ancora cercando un accordo con l’obiettivo di frenare il programma nucleare iraniano nonostante l’attacco missilistico.

Se ripristinato, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), limiterà l’arricchimento dell’uranio iraniano al 3,67%, limitando anche l’uso di centrifughe e le scorte di uranio arricchito. Al momento, l’Iran sta arricchendo l’uranio fino al 60% utilizzando centrifughe avanzate, pur mantenendo il suo programma nucleare rigorosamente pacifico. Teheran ha iniziato ad abbandonare gradualmente i limiti previsti dall’accordo un anno dopo il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo nucleare nel 2018.

Giuseppe Spezzaferro

Lascia una risposta