PENSIERI CORSARI

CONSIDERAZIONI CREPUSCOLARI

FONTE: https://ilblogdellaquilanera.wordpress.com/2022/03/08/considerazioni-crepuscolari/

Il mito ha perso l’antica forza primigenia di plasmare le vite ed i costumi degli uomini. I racconti delle gesta degli eroi, di cosmogonie primordiali e di future apocalissi sono stati ridotti a favolette scritte da uomini ingenui che non conoscevano il nuovo dio, il Progresso.

Il Progresso è, però, un dio bugiardo. Ed è, al contempo, un grande ammaliatore, con il suo fascino ha sedotto le anime di miliardi di uomini. Egli promette, ma non mantiene quasi mai. Promette il benessere, la salute, la lunga vita, la fine di ogni sofferenza. Ma, non essendoci un limite al benessere, una volta raggiunta una certa soglia di comodità e sicurezza, l’uomo ne vorrà ancora di più, non sentendosi abbastanza soddisfatto.

Impaurita e pavida, la razza umana è passata da essere homo sapiens a homo videns: per credere deve vedere. Da qui il trionfo dei programmi televisivi, dei social network e delle realtà virtuali, tutti volti al rimbecillimento della povera creatura uomo. L’uomo non sa più, adesso l’uomo vede. Le immagini si susseguono ad una tale velocità che il piccolo uomo post-moderno non fa in tempo ad elaborare un pensiero, ma a ricavarne soltanto impressioni.

Le visioni del mondo sono state abolite. Nessuno ha la capacità di elaborare un pensiero che inglobi la totalità della vita, ci si limita a pareri su questo e su quello: “secondo me…”, “io farei…”, “io credo…”, e con tanti altri incipit si cominciano le frasi oggigiorno.

L’innocenza è andata perduta, non esiste più stupore. Per un bambino europeo vedere un giaguaro è normale quanto vedere un gattino. La rete ha accelerato la vecchiaia (non la maturità), ha cancellato abissi profondi che segnavano distanze enormi. I giovani si approcciano al loro primo rapporto sessuale come fossero uomini vissuti, avendo alle spalle anni di pornografia che ne hanno completamente stravolto l’idea del sesso.

Se in alcune culture il sesso aveva assunto veri e propri contorni metafisici, adesso non è che una ridicola ginnastica erotica avente meno dignità di un accoppiamento fra cani: mentre i secondi rispondono all’istinto della vita, che – in quel caso – si esprime nella copula, per l’uomo non è altro che uno svago soporifero.

L’approccio fra i due sessi è stato completamente stravolto. Non esiste più l’attesa, il gioco del corteggiamento è stato obliterato: tutto e subito. Come dicevamo prima, l’homo videns deve vedere. I potenziali partners vengono scelti in seguito ad una minuziosa ricerca sui social, dopo averne sondato scrupolosamente le foto in costume ed i video al mare. Al momento del primo rapporto, non vi sarà nessun piacere della scoperta: del corpo dell’altro sono conosciuti, a priori, pregi e difetti.

Ma questo è il Progresso, questa è la Scienza, perché opporvisi? I seguaci della nuova diade divina riveriscono con costanza e con forza i loro idoli. Grazie a loro siamo usciti dall’ignoranza – pensano -, grazie a loro abbiamo superato la natura, abbiamo eliminato le superstizioni.

Ad un occhio attento questo non può essere che una falsità. Semplicemente il Progresso eliminando il mito del passato non fa altro che sostituirlo con un mito del futuro. Il paradiso terreste, l’Età dell’Oro di Saturno non sono esistite perché non ci sono prove scientifiche – ci dice pedissequamente l’ancella Scienza – ma esisteranno nel futuro. Non è mai esistito il regno del titano Saturno, quando il tempo non scorreva e gli uomini non invecchiavano, ma esisterà: da anni varie riviste scientifiche non fanno altro che ripeterci che verso la fine del secolo l’aspettativa di vita sarà di oltre 130 anni.

Qualora si giungesse ad una tale longevità, non sarebbe comunque abbastanza: perché solo 130 anni? Perché non 200?

Non esiste un limite per il benessere, esso crea dipendenza: l’uomo la chiama libertà.

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