PENSIERI CORSARI

DOSTOEVSKIJANA #5

Europea/1 

Nell’ultima parte dell’Adolescente compaiono alcune considerazioni sull’Europa e sul rapporto Europa-Russia estremamente significative. Poiché una scelta di poche righe del testo sarebbe sicuramente fuorviante e porterebbe a una incomprensione del pensiero di Dostoevskij e non volendo, al contempo, tediare i nostri quattro lettori con lunghe citazioni, divideremo il tutto in varie parti che dovranno, tuttavia, essere lette come un qualcosa di unitario. 

L’Europa primigenia 

C’è nella pinacoteca di Dresda un quadro di Claude Lorraine, che il catalogo definisce Aci e Galatea; invece io lo chiamo, non so perché L’età dell’oro. L’avevo rivisto tre giorni prima, passando per Dresda, e l’avevo notato ancora una volta. Sognai appunto di questo quadro, ma come se fosse una strana favola. Non so esattamente che cosa sognai; era qualcosa come quel quadro, era un angolo dell’arcipelago greco, di circa tremila anni prima; onde azzurre che pareva accarezzassero isole e rocce; una riva fiorita, un panorama incantevole nello sfondo , il sole che tramontava e affascinava; non si può rendere tutto a parole. Questa era la tua culla, o civiltà europea, e il pensiero di tutto ciò riempiva la mia anima di nostalgia (corsivo mio). Qui era il paradiso terrestre dell’umanità: gli dei scendevano dai cieli e nascevano uomini … Oh, qui vivevano uomini belli ! Si alzavano e coricavano felici e innocenti, i prati e i boschi risonavano delle loro canzoni e delle loro grida di allegria, la grande esuberanza di forze vergini era tutto amore e gioia ingenua (corsivo mio). Il sole li bagnava di caldo e di luce, godendo di vedere i suoi figli così belli ! …Oh sogno meraviglioso, oh grandioso errore dell’umanità ! L’età dell’oro, la più inverosimile di tutte le illusioni, per cui gli uomini davano la loro vita e tutte le loro forze, per la quale morivano e si uccidevano e si sacrificavano i profeti, senza la quale i popoli non vogliono vivere e non possono neppure morire ! E tutta questa sensazione vidi e sentii in questo sogno; le rocce del mare e i raggi obliqui del sole che tramonta: tutto questo io quasi lo vedevo ancora, quando mi svegliai e aprii gli occhi bagnati di lagrime. Ricordo che ero felice. La sensazione di una felicità a me ancora ignota mi trafisse il cuore, fino al dolore: era l’amore per tutta l’umanità” 

In una parola, l’Europa delle origini, in cui tutto è ancora indiviso e intonso e in cui le parti non sono ancora separate e conflittuali: questa è l’essenza del nostro continente, che solo può ispirare l’amore per tutta l’umanità … Un’esaltazione dell’Europa che, fra le altre cose, fa a pugni con la vulgata politicamente corretta che vede in essa la sentina di tutti i mali, colonialismo, razzismo, sessismo, etc. L’essenza dell’Europa, e solo di essa, per Dostoevskij è ben altro e sa ispirare nelle anime nobili il vero amore universalistico. 

Tuttavia, poi successe qualcosa… Alla prossima settimana! 

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