EUROPANAZIONE

SPIRITO ANTIMODERNO

DOSTOEVSKIJANA #4

Ancora una citazione da Delitto e castigo, nel quale compare l’idealtipo del giovane rivoluzionario socialista russo di fine Ottocento: ci riferiamo ad Andrej Semionovic Lebeziatnikov, definito dal suo compagno di stanza a San Pietroburgo Pjotr Petrovic Luzin, tra i personaggi principali del romanzo, “uno dei giovani progressisti più avanzati e che aveva perfino una parte di primo piano in certi strani favolosi circoli. […]. Questi circoli potenti, illuminati dove tutto al mondo veniva disprezzato e condannato” (sottolineatura nostra).

Risentimento eterno 

La descrizione, fisica e psicologica, di Andrej Semionovic Lebeziatnikov non è lusinghiera: 

Andrej Semionovic era un uomo striminzito e scrofoloso, basso di statura, impiegato da qualche parte, stranamente biondo, con folte basette, di cui andava molto fiero. Aveva quasi sempre gli occhi infiammati. Era abbastanza tenero di cuore, ma aveva un modo di parlare presuntuoso e a volte così insolente che contrastava in maniera ridicola con la sua figuretta. Era comunque considerato uno dei più ragguardevoli inquilini di Amalija Ivanovna; infatti non si ubriacava mai e pagava l’affitto puntualmente. Malgrado tutte queste qualità, Andrej Semionovic era davvero uno sciocco. Si dedicava al progresso e alle <<nostre giovani generazioni>> per passione. Faceva parte di quella schiera innumerevole e svariata di esseri volgari, di aborti di natura noiosi fino all’asfissia, e smaniosi di intraprendere cento cose senza portarne a termine una, capace di adeguarsi in un attimo alla corrente di idee più in voga, per involgarirla subito, per trasformare in caricatura tutto ciò cui si dedicano, spesso con grande sincerità” (sottolineatura nostra).

Purtroppo siamo oggi circondati da innumerevoli Andrej Semionovic Lebeziatnikov, prototipo russo del risentito radical chic diffusosi in tutto l’Occidente e, in particolar modo, nella nostra disgraziata Italia (dalle parti del Ministero della Salute, in particolare…) . 

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