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ALZO ZERO

ALZO ZERO – l’anarca e la tecnica

L’ANARCA E LA TECNICA

L’Anarca non si lascia coinvolgere dalla dimensione della tecnica: se ne serve e la sfrutta se ciò gli torna utile, altrimenti la ignora e si ritira nel suo mondo interiore, nel mondo delle sue letture. L ’Anarca è sovrano anche sulla tecnica

Ernst Jünger

REDAZIONE KULTURAEUROPA

  1. Anton

    Il problema vero è la tecnolatrìa e certo non lo sviluppo della tecnica, che è cosa sicuramente utile.

    Ma non si deve confondere sviluppo della tecnica con evoluzione. E’ questo l’errore più grave che si rischia di commettere. Una società tecnicamente super-avanzata non è detto che sia automaticamente una società evoluta. Anzi: è molto probabile il contrario.

    Io penso che nessuno neghi l’importanza di un certo grado di sviluppo della tecnica (nemmeno gli anarchici di ispirazione luddista o pseudo-tale, sono totalmente contro l’uso dei mezzi tecnici moderni pur criticandoli anche duramente) e tutti noi usiamo il PC e/o apparecchi elettronici per comunicare a distanza, vedere i film e ascoltare la musica a casa: il punto è non rendersene schiavi, perché il rischio che si corre è anche quello di precipitare in una costante ed evidente deriva di schiavitù tecnologica. Schiavitù tecnologica significa dipendenza: divenire incapaci di compiere un lavoro/operazione qualsiasi in mancanza di un apparecchio tecnico digital-elettronico. Arrivare a sviluppare un’incapacità del genere equivale a morte sicura.

    “IN MEZZO AI LUPI BISOGNA IMPARARE AD ULULARE”
    (antico proverbio Klingon)

    Prendendo in considerazione l’argomento in maniera più ampia: è ovvio il fatto che in un mondo completamente tecnicizzato, circoscrivere e organizzare una macro-regione con un livello tecnico identico a quello di duecento anni fa rappresenti, a tutti gli effetti, un suicidio: si verrebbe travolti da eventi di ogni genere nel giro di un brevissimo arco di tempo. Una cosa simile potrebbe essere fattibile solo per microscopiche comunità con, al massimo, un centinaio di persone o poco più, non certo per regioni con milioni di abitanti… E non è detto che anche quelle piccole comunità non possano andare incontro, nel tempo, a seri problemi di sopravvivenza in condizione di pressoché totale isolamento.

    Quindi, la digitalizzazione reca con sé ha indubbiamente dei vantaggi ma contemporaneamente, anche gravi problemi sino ad oggi irrisolti; ora, non si può fare un elenco esaustivo ma – a mo’ d’esempio – si può dire che alcuni vantaggi siano rappresentati dal risparmio in termini di tempo; dalla la possibilità di comunicare e condividere idee ovunque sul pianeta; da un certo tipo di risparmio in termini di alcuni materiali; dalla sicurezza in campo militare, etc. Insomma: i vantaggi sono tanti. I problemi, invece, sono rappresentati, in campo burocratico, dalla quasi totale mancanza di riservatezza, che viene ad essere invasa e completamente disintegrata; l’obsolescenza degli apparecchi e la difficoltà nello smaltimento degli stessi, visto che non in tutti i casi è possibile un completo riciclo con conseguente aumento del livello di inquinamento; la necessità di sufficienti e costanti livelli di alimentazione elettrica e il rischio di catastrofica paralisi in sua mancanza.

    Sicuramente, si tratta di un argomento importante sul quale è imperativo formarsi una visione chiara e completa oltre che il più possibile realistica ed equilibrata.

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