EUROPANAZIONE

POLITICA

CHI COMBATTE SOLTANTO PER SÉ NON HA FUTURO. E NON SERVE

FONTE: https://internettuale.net/4817/chi-combatte-soltanto-per-se-non-ha-futuro-e-non-serve

I governativi pare abbiano dimenticato (qualcuno di loro non l’hai mai saputo) che i sistemi di governo non si conservano a lungo con la forza. La popolazione accetta un sistema – comunque sia composto e organizzato – se ha fiducia nella bontà e nella sincerità di coloro che affermano di muoversi nell’interesse della collettività. L’Italia si trova da tempo sull’orlo di un crepaccio nel quale rischia di precipitare insieme con il sistema di governo partorito dalla sconfitta della seconda guerra mondiale.

Il fatto che circa la metà degli aventi diritto al voto disertino le urne è un segnale che però non appare pericoloso ad un ceto politico dominante che ha fatto della mediocrità il proprio segno distintivo. L’irruzione sulla scena di personaggi non mediocri, almeno all’apparenza, è costantemente salutato da ampi consensi elettorali, eppure smuove in superficie e mai in profondità il mare politico-istituzionale. Da Bettino Craxi a Silvio Berlusconi, da Umberto Bossi a Beppe Grillo, da Matteo Renzi a Matteo Salvini… tutti coloro che si sono levati al di sopra della mediocrità raccogliendo voti e generando piccole rivoluzioni sono stati cancellati e/o cooptati. Le loro “rivoluzioni” sono state di breve durata perché il sistema, così com’è stato congegnato fin dal 1946, taglia le teste che “disturbano”.

Anche per il deus ex machina Mario Draghi arriverà il benservito da parte di chi campa di indecisione, di imprecisione e di irresponsabilità. Un parlamentarismo irresponsabile non può generare uomini e donne responsabili. Lo scaricabarile premia tutti. Le fondamenta poggiano su piloni mobili: i successi (ed i governi) delle coalizioni sono condannati per intrinseca natura ai successivi sgretolamenti. Non fa eccezione il governo attuale, di solidarietà nazionale o bulgaro secondo la definizione che più piace. Per campare, infatti, deve diffondere mezze verità; e le mezze verità fanno sempre sorgere dei dubbi. Uno sguardo ai social ci mostra un “popolo” che oscilla tra verità e menzogna, tra odio e amore, tra giustizia forcaiola e legalità codina. La sensibilità della gente gioca, da che mondo è mondo, tra due poli: uno positivo e uno negativo. La psicologia dell’uomo della strada non è mai stata adatta alle mezze verità.

Come si fa a raccogliere fiducia se si parla alla gente di pace e nel frattempo si fanno le guerre (sotto forma di “missioni umanitarie”, cosa che fa incazzare ancora di più)? Come essere creduti se si declamano poemi di eguaglianza mentre crescono le diseguaglianze d’ogni genere? Arriva forse il perdono facendo una legge sul femminicidio, mentre una donna è pagata meno di un uomo che faccia lo stesso lavoro?

La metà che ancora va a votare crede nelle promesse e nei miracoli annunciati. Alle prossime elezioni, gli astensionisti diminuiranno perché ci sono miliardi di euro da spartire e sono cresciute le speranze di mettersi qualcosa in tasca. Ma chi combatte soltanto per la propria esistenza non ha futuro. Nelle creature elementari l’istinto di conservazione, rafforzato da sogni generati dai canali gestiti da pochi privilegiati, non va oltre la soddisfazione del proprio io. L’egoismo è così forte da riconoscere autorità soltanto al presente, all’istante, senza nulla concedere al tempo successivo.

L’intera società è sintonizzata sul presente, per cui chiunque si sente in diritto di vomitare senza ritegno anche sulle grandi cose del passato. Tutto è ugualmente sporco e sporcato. Cogliere l’attimo è il dogma vincente.

Non saranno gli eroi della tastiera a far nascere un movimento di popolo con la forza necessaria a liberare la casa comune. I grandi movimenti di popolo sono esplosioni di passioni e di sentimenti che attingono l’energia dal profondo dell’animo umano. Perfino in una società infetta come la nostra, sopravvivono animi nobili. Emerge il difficile compito di farne una massa critica capace di attirare i consensi necessari.

Giuseppe Spezzaferro

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