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DA “VIETATO VIETARE” A “TUTTO VIETATO”: IL NUOVO CORSO DELLA SINISTRA POLPOTTISTA

FONTE: https://electomagazine.it/da-vietato-vietare-a-tutto-vietato-il-nuovo-corso-della-sinistra-polpottista/

Si nasce incendiari e si muore pompieri. La frase, di Pitigrilli e non di Longanesi, deve essere piaciuta tanto alla gauche caviar italiana. Quella nata libertaria e che sta morendo stalinista se non polpottista. Da “vietato vietare” a “tutto vietato per il bene comune”. Che è poi il bene esclusivo dei radical chic parcheggiati a Capalbio in attesa di una morte che li libererà dal peso di una vita ricca ed inutile.

Quanto è stato falso, per questi bolsi reduci, il Sessantotto. E pure il Settantasette. Indiani metropolitani a chi? Trasformati in servi sciocchi di Rimbambiden, katanga tremebondi di fronte ad una mascherina non indossata correttamente. Dal mondo a colori ad un’italietta triste e grigia. Dal “chiedi l’impossibile“ al “chiedi di pagare meno i tuoi dipendenti”. Dalla “fantasia al potere” al potere senza fantasia. Svanita per loro e vietata per tutti gli altri.

La fantasia è pericolosa perchè si finisce con la violazione delle regole imposte dalla stessa gauche caviar che, prima, le contestava. Così il massimo della trasgressione concessa è quella di coltivare 4 piantine di canapa sul ballatoio. Con il permesso della questura e l’approvazione dei preti bergogliani. Normiamo lo sballo per normalizzarlo, per evitare che sfoci in un superamento del limite. Normiamo i decibel della musica, normiamo il fumo di una grigliata. Ed il gregge di pecore belanti intaserà i tribunali per le liti con il vicino che ascolta Orietta Berti ad un volume eccessivo perché è sordo, oppure perché l’asado viene cotto troppo a lungo.

Meglio così. Se il gregge è impegnato a litigare sulle norme assurde non si accorgerà delle leggi liberticide che la gauche caviar impone giorno dopo giorno. Come sono cattivi i talebani che vietano la musica, come sono buoni i gauchisti italiani che impongono di trasmettere solo musica politicamente corretta perché controllano 4 quinti della radiofonia nazionale. Come sono cattivi i talebani che incarcerano gli omosessuali, come sono buoni i gauchisti che vogliono mandare in galera chi osa criticare gli omosessuali.

Censura e galera. Non più strumenti dell’Ancien Régime ma i simboli del nuovo corso gauchista. Eppure ci si poteva accontentare dei pompieri…

Augusto Grandi

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